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AI nelle PMI, l’importanza della collaborazione fra partner e aziende del territorio



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L’adozione delle tecnologie avanzate richiede un approccio condiviso. L’esperienza di IBM Italia mostra come l’ecosistema dei partner e la collaborazione con le realtà locali possano democratizzare l’innovazione, portando soluzioni scalabili nel cuore del tessuto produttivo 

Pubblicato il 29 lug 2026

Vincenzo Zaglio

Direttore ZeroUno


IBM Point of View

Roberta Bavaro, Director of Ecosystem & Select Territory, IBM Italia
Roberta Bavaro, Director of Ecosystem & Select Territory, IBM Italia
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La transizione digitale sta ridefinendo le regole della competitività per il sistema industriale italiano, spingendo le piccole e medie imprese a misurarsi con sfide tecnologiche fino a ieri riservate quasi esclusivamente ai grandi gruppi industriali. Oggi, il dibattito sull’adozione dell’intelligenza artificiale per le PMI non riguarda più l’opportunità teorica di accedere a questi strumenti, quanto la reale fattibilità pratica, economica e organizzativa dell’integrazione di sistemi avanzati all’interno di flussi di lavoro preesistenti. 

In un’intervista rilasciata a margine del convegno Tech Excellence, l’evento organizzato da Nextwork360 in collaborazione con IBM, Roberta Bavaro, Director of Ecosystem & Select Territory di IBM Italia, ha delineato il percorso strategico che l’azienda sta portando avanti per colmare la distanza tra la complessità delle soluzioni di classe enterprise e la concretezza operativa delle realtà imprenditoriali sul territorio. Al centro di questa visione si colloca un modello basato sull’offerta scalabile, sulla sicurezza dei dati e su una fitta rete di competenze locali pronte a tradurre la tecnologia in valore di business sul territorio.

Tecnologie di livello enterprise anche per le PMI: il punto di Roberta Bavaro nell’audio seguente

Tecnologie enterprise accessibili, scalabili e sicure

Il primo ostacolo che le piccole e medie imprese si trovano ad affrontare quando valutano l’adozione dell’intelligenza artificiale è spesso legato alla percezione di rigidità e ai costi d’ingresso dei sistemi enterprise. Per superare questa barriera, la strategia descritta da Bavaro si fonda sulla scomposizione delle soluzioni tecnologiche in moduli flessibili e integrabili nel tempo. Come evidenziato dalla manager di IBM Italia, la democratizzazione della tecnologia passa per un preciso impegno: «Per IBM accompagnare le aziende in questo percorso di innovazione vuol dire mettere a disposizione una tecnologia di livello enterprise, ma renderla anche accessibile a tutti».

L’approccio modulare permette alle imprese più piccole di evitare ingenti investimenti iniziali per infrastrutture monolitiche, potendo invece optare per pacchetti software calibrati sulle reali necessità del momento. Questo portafoglio di offerte, appositamente selezionato e ritagliato per il mercato delle PMI, offre l’opportunità di implementare un primo nucleo di soluzioni digitali per poi ampliarle e scalarle progressivamente con la crescita del business. In questo modo, l’investimento economico segue l’effettivo ritorno sull’investimento (ROI), riducendo i rischi finanziari tipici dei grandi progetti di trasformazione digitale.

Tecnologie di livello enterprise anche per le PMI: il punto di Roberta Bavaro, Director of Ecosystem & Select Territory, IBM Italia

La scalabilità dell’offerta non comporta tuttavia una riduzione del livello qualitativo dei servizi. Bavaro sottolinea come le soluzioni destinate alle PMI mantengano i medesimi standard di eccellenza, sicurezza e governance dei dati richiesti dalle grandi multinazionali. La conformità alle normative e la protezione del patrimonio informativo aziendale sono requisiti essenziali, specialmente quando si fa uso dell’intelligenza artificiale. Le imprese, indipendentemente dalle loro dimensioni, devono poter operare con la certezza che i propri dati siano gestiti all’interno di perimetri protetti e conformi alle regolamentazioni vigenti, un aspetto che IBM garantisce trasversalmente su tutta la propria offerta.

Partner e competenze per portare l’AI sul territorio

Se la disponibilità di soluzioni tecnologiche scalabili rappresenta l’infrastruttura di base, il vero motore del cambiamento è rappresentato dalle competenze necessarie per implementarle. Le piccole e medie imprese raramente dispongono al proprio interno di team specializzati in data science o data engineering. Per ovviare a questo deficit strutturale, IBM si affida a un solido ecosistema di partner distribuiti capillarmente sulle diverse aree geografiche.

Il legame tra il vendor tecnologico e i partner di canale non è di natura puramente commerciale, ma si basa su una profonda e continua condivisione del know-how. Le aziende partner non si limitano a distribuire i prodotti, ma partecipano attivamente ai medesimi programmi di formazione, aggiornamento e certificazione seguiti dal personale interno di IBM. Questa uniformità formativa garantisce che sul territorio arrivino competenze di altissimo livello, costantemente aggiornate sulle ultime evoluzioni di prodotti e metodologie.

La vicinanza geografica e la conoscenza diretta delle dinamiche settoriali consentono ai partner di agire come veri e propri consulenti strategici per le imprese locali. I partner sono in grado di analizzare i flussi operativi di una singola PMI, individuarne le inefficienze e “cucire su misura” le soluzioni IBM, adattandole alle peculiarità dello specifico mercato di riferimento. L’accessibilità della tecnologia si concretizza proprio in questa capacità di mediazione, dove la competenza tecnica si fonde con la comprensione profonda delle necessità quotidiane dell’imprenditore.

Innovazione come sistema: imprese, associazioni e vendor

Un elemento cardine emerso dall’analisi di Bavaro riguarda il superamento dell’approccio “individualista” all’innovazione. La crescita digitale di un territorio non può essere il risultato di iniziative isolate, ma richiede una visione d’insieme in cui attori diversi collaborano stabilmente. «L’innovazione nasce dalla capacità di creare sistema e costruire quindi un rapporto aperto di collaborazione e di confronto tra pubblico e privato, tra i vendor, i partner e le imprese del territorio», precisa Bavaro.

La traduzione pratica di questo principio trova una delle sue massime espressioni nelle attività avviate da IBM in Veneto. La collaborazione attiva con Confindustria Veneto Est si è concretizzata nella creazione di tavoli di lavoro tematici e aperti, dedicati a due ambiti fondamentali per la modernizzazione industriale: la cybersecurity e l’applicazione dell’intelligenza artificiale nelle PMI. Questi spazi di confronto consentono alle imprese associate di condividere sfide comuni, analizzare casi d’uso reali e comprendere le migliori prassi per proteggere i propri asset digitali e ottimizzare la produzione.

La sinergia con l’associazione industriale ha permesso inoltre di creare un importante ponte di collegamento con gli scenari tecnologici globali. Durante l’anno, alcune delle aziende associate a Confindustria Veneto Est hanno avuto l’opportunità di partecipare direttamente a Think, l’evento annuale di IBM tenutosi a Boston. Questa iniziativa ha consentito agli imprenditori italiani di confrontarsi direttamente con i vertici aziendali della multinazionale, ascoltando dal CEO Arvind Krishna le principali novità tecnologiche e i trend futuri, portando poi questa preziosa conoscenza all’interno del proprio contesto produttivo locale.

Università e territorio per alimentare nuove competenze

L’apertura dell’ecosistema di IBM non si limita al tessuto industriale consolidato, ma guarda con attenzione al futuro, coinvolgendo le startup e il mondo della formazione universitaria. La creazione di competenze per il domani rappresenta infatti un fattore abilitante indispensabile per garantire la sostenibilità di lungo periodo della digitalizzazione aziendale.

Un esempio virtuoso di questa interazione con il mondo della ricerca e dell’istruzione superiore è rappresentato dall’attività sviluppata in collaborazione con l’Università di Padova. L’ateneo ha organizzato un hackathon interamente basato sulle tecnologie IBM, incentrato sulla piattaforma di intelligenza artificiale di livello enterprise IBM watsonx. Durante l’iniziativa, un gruppo di studenti ha avuto l’opportunità di testare direttamente la tecnologia, sperimentando e adottando i modelli di intelligenza artificiale per lo sviluppo di progetti innovativi. Questo tipo di attività consente di ridurre il divario tra la formazione accademica e le reali richieste del mercato del lavoro, preparando i giovani professionisti alle sfide che incontreranno nelle aziende.

La scelta del Veneto come terreno di elezione per molte di queste iniziative non è casuale. Bavaro descrive la regione come un’area caratterizzata da un tessuto imprenditoriale estremamente fertile, dinamico e storicamente attento ai temi dell’innovazione. La presenza di distretti industriali fortemente specializzati rende queste zone particolarmente sensibili alla necessità di adottare strumenti digitali avanzati per preservare la propria competitività sui mercati esteri. All’interno di questa dinamica territoriale, la capacità di coniugare la conoscenza approfondita della tecnologia con le esigenze pratiche delle aziende locali diventa il fattore decisivo per il successo della transizione digitale.

L’integrazione dell’intelligenza artificiale richiede dunque un cambio di paradigma. I singoli strumenti tecnologici, per quanto avanzati, possono esprimere appieno il loro potenziale solo se supportati da una rete di competenze solide, da una formazione costante e da una profonda conoscenza delle dinamiche del territorio.

Il traguardo finale di questa strategia integrata viene sintetizzato in modo efficace dalle parole della stessa Roberta Bavaro, la quale ribadisce la necessità di offrire: «una tecnologia di livello enterprise, ma che sia al contempo accessibile a tutti».

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