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Agenda digitale: le risposte da LinkedIn

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Agenda digitale: le risposte da LinkedIn

16 Mag 2013

di Stefano Uberti Foppa

Qual è il sentiment circa il tortuoso percorso che si frappone all’attuazione dell’Agenda Digitale nel nostro Paese? Dopo annunci, ritardi, nomine e sospensioni (l’ultima di pochi giorni fa, a causa del ritiro dello statuto dell’Agenzia per l’Italia digitale, a suo tempo proposto dal direttore Agostino Ragosa, per presunte “imperfezioni” rilevate dalla Corte dei Conti – vedi articolo correlato a fianco) abbiamo provato, su LinkedIn, a chiedere alcune impressioni ai nostri lettori e “fellow”.

Ho quindi proposto il seguente pensiero con la domanda finale.

La sensazione è che questo governo non abbia la volontà né lo spessore per mettere al centro della propria azione una vera digitalizzazione del paese che crei innovazione e sviluppo. Si parla tanto di lavoro ma non si capisce che il lavoro si genera anche attraverso una strategia 2.0 che invece sembra essersi arenata tra validazioni amministrativo-burocratiche e occupazione di cariche politiche. Ma cambiare si può. Sempre!

Che ne pensi? Riusciremo a cambiare?

Pubblichiamo alcune delle risposte ricevute, ovviamente salvaguardando la privacy, ma, vi assicuriamo, tutte vere…


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Caro Stefano,
ad uno dei tanti analisti che affermava che il ritardo nazionale dell'adozione delle tecnologie informatiche era un'opportunità di business perché non avremmo non recuperato, dissi, una buona ventina di anni fa, che non avremmo mai recuperato, anzi avremmo dovuto ben stare attenti a non perdere altro terreno.
In Italia comandano gli umanisti e i finanziari, i primi discutono delle nuvole ed i secondi pensano a come spremerle e noi prendiamo l'insolazione. Continuiamo ad imitare stancamente le nazioni che hanno ben altro tasso d'investimento informatico. Ma tutto questo lo sai già.
Non credo che questo governo azzoppato potrà fare alcunché, stanno già litigando su deleghe, budget e poltrone con la Corte dei Conti che va per conto suo.
Quindi niente sistema, niente progettualità, niente futuro, solo particolarismi e chiacchiere.
No. non cambierà la situazione.

Ciao
R
 


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Ciao Stefano.
Ho dei grandi dubbi…. come sempre quando in Italia si tratta di "cambiare marcia".

Un caro saluto.
G.
 


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Sono molto amareggiato e scettico a riguardo, soprattutto per la scarsa sensibilizzazione (per mancanza di competenza) dei nostri “distratti” governanti.
Non si è purtroppo capito che il digitale è la tecnologia che può finalmente trasformare, innovandolo, il mondo dei servizi tra imprese, cittadini e pubblica amministrazione, generando valore e sviluppo. Viene invece visto ancora come un costo e pertanto difficilmente giustificabile finanziariamente. E se l’Agenda Digitale viene gestita all’italiana, ovvero senza fissare chiaramente responsabilità, obiettivi e tempi, forse è meglio aspettare e destinare gli esigui investimenti del momento in altri ambiti.

My two cents…
Fabio
 


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Caro Stefano, sono un'inguaribile ottimista, ma non è la positività che salverà l'Italia.
Siamo indietro rispetto a tutti gli altri, annaspiamo, siamo alla rincorsa di qualcosa che ancora non sappiamo nemmeno bene cosa sia.
Ma ce la faremo.
E non lo dico per ottimismo ma perché credo che gli italiani siano un grande popolo di ideatori, innovatori, imprenditori. A dirlo non sono io, ma i risultati che abbiamo sempre ottenuto; e me lo confermano le persone che incontro nei meeting internazionali quando si affronta l'argomento. All'estero non siamo trattati benissimo dai media, soprattutto a causa del governo 'naif' che ci ritroviamo. Ma le persone che conoscono l'Italia e gli italiani sanno interpretare e filtrare il giudizio dei media; ho incontrato persone che credono in noi, nella nostra capacità unica di innovare, nella nostra laboriosità.
E se ci credono loro… perché mai non dovremmo farlo noi?

Nic
 


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Caro Stefano,
non so se riusciremo a cambiare ma so che se non cambiamo siamo spacciati.
L'Agenda Digitale, insieme ad un investimento infrastrutturale per la banda larga, potrebbero dare un contributo significativo alla ripresa del paese.
Nell'ambito del mio lavoro mi sono trovato a discutere di una declinazione dell'Agenda Digitale qual è il Fascicolo Sanitario Elettronico. Un progetto canadese che conosco perchè basato su software IBM, ha permesso dei risparmi sulla spesa sanitaria di qualche miliardo di dollari all'anno. Noi siamo ancora alle parole, nonostante il concetto sia noto ai più.
A presto
 


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Assurdo.
Riusciremo a cambiare? ….. Noi sicuramente SI' … l'Italia forse NO ?
Ho già un bel posto in Thailandia dove spostare tutta la redazione online di Zerouno ?

Andrea
 


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La vedo dura,
la politica non riesce a capire l'importanza del Digitale, o (peggio) forse non ne vede un beneficio diretto verso se' stessa e si dedica alla navigazione a vista sui soliti temi.
La crisi adesso è davvero difficile, basta guardarsi intorno.
Purtroppo anche io non vedo spiragli se non nelle piccole iniziative personali di persone in gamba (che fortunatamente abbiamo), che tuttavia non saranno mai sufficienti a cambiare la situazione.

A presto.
Claudio
 


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Stefano, sono d'accordo purtroppo con te!

Non credo proprio che questo governo possa fare qualcosa. Purtroppo il nostro è un cancro sistemico che accorpa tutta la classe politica.

Sarebbe necessario un cambio radicale…ma alla Pol Pot ! e temo che in questo paese non si possa fare.

Il tema lavoro è un bla-bla per il quale non si fa veramente nulla. Ci vuole invece attenzione seria e competente!

Le competenze devono tornare a vincere rispetto all'inciucio che ormai condanna anche il mercato ICT dove la parola qualità è ormai utopia.

Vuoi un esempio diretto di incapacità? Settimana scorsa ho deciso di modificare la mia anagrafica, per i dati di residenza, sul sito INPS. Entro con Codice Fiscale e PIN identificativo e scopro che se vuoi variare un dato banale come il tuo indirizzo devi fare richiesta di un PIN Dispositivo!!! Cosa? un altro PIN? e come richiederlo? Compilando un modulo che devi poi inviare via fax (FAX !!!) all'INPS e a fronte del quale otterrai un'autorizzazione che arriva via mail.

Non so quale grande "genio" abbia progettato cotanta “cavolata”… ma dato che di system integrator autoreferenzianti ne conosco parecchi…non posso che prendere atto di tale stupidaggini.

Anche l'Agenda Digitale è diventata niente di più che l'ennesima tavola apparecchiata dove siedono i soliti "soloni" e dove non si conclude nulla. Ricambio generazionale e recupero dell'ETICA sono elementi fondamentali se vogliamo ripartire.

Ma se abbiamo principi etici troppo forti… si da fastidio! e la mia storia personale lo dimostra!

Enrico

Stefano Uberti Foppa
Direttore Responsabile

Giornalista professionista dal 1989, inizia ad occuparsi di giornalismo nel settore informatico nel 1981, partecipando all'avvio della sede italiana del settimanale Computerworld. Nel 1987 passa al mensile ZeroUno di cui nel 1997 assume la direzione insieme a quella del settimanale PcWeek Italia. Opinion leader riconosciuto nel settore Ict in Italia, attualmente è direttore responsabile di ZeroUno edito da Ict&Strategy, società del Gruppo Digital360.

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