Il settore alimentare italiano è da anni al centro di un processo di consolidamento industriale che ha profondamente modificato la struttura di molte realtà storiche del comparto. Acquisizioni, fusioni, integrazioni di filiera ridisegnano organizzazioni sempre più articolate, in cui sistemi, processi e basi informative si stratificano nel tempo. Le aziende che riescono a trasformare questa complessità in vantaggio competitivo sono quelle che presidiano la governance del dato, rendendo le informazioni coerenti, accessibili e realmente utilizzabili nei processi decisionali. Disporre di dati affidabili e tempestivi consente di pianificare la produzione, valutare la marginalità e rispondere ai mercati con maggiore precisione.
Giacomo Battaglia, South & West Europe CFO di Valeo Foods Italia, e Andrea Viberti, Chief Business Officer di Altea UP, raccontano un percorso trasformativo che ha portato Balconi Dolciaria ad armonizzare l’ecosistema ERP, allineare processi e informazioni e rendere più coerente la gestione in un contesto industriale multicountry.
Crescita per acquisizioni e complessità operativa: un’equazione da risolvere
Nata nel 1953 Balconi Dolciaria ha avviato un progetto di espansione strategico, internazionalizzando un’offerta che spazia dal dolce confezionato agli snack, dai prodotti da forno fino alle specialità stagionali come panettoni e colombe. Negli ultimi sei anni l’azienda ha più che raddoppiato il fatturato, passando da 150 a oltre 380 milioni di euro, incorporando alcuni brand storici della tradizione alimentare italiana: Biscottificio Baroni, Dolciaria Valdenza, Dal Colle e Melegatti. Ognuna con i propri sistemi gestionali, i propri processi, la propria cultura operativa, passando da tre a otto stabilimenti produttivi.
«Ogni acquisizione ha richiesto un lavoro di integrazione molto complesso, perché ci siamo trovati a dover orchestrare un ecosistema gestionale costruito nel tempo su piattaforme differenti, con processi, basi dati e logiche operative autonome – spiega Giacomo Battaglia, South & West Europe CFO, Valeo Foods Italia -. In alcuni casi le società acquisite erano strutturate su sistemi proprietari o su piattaforme legacy come AS/400, mentre altre avevano modelli ERP sviluppati in modo indipendente rispetto a Balconi. Questo significa affrontare integrazioni che non sono mai standard: bisogna riallineare dati, flussi operativi, pianificazione e modalità di controllo senza interrompere la continuità del business».
Come ha precisato il manager, le integrazioni greenfield si sono rivelate particolarmente impegnative. Se in una fusione ci si può appoggiare al master data del sistema incorporato, in un progetto costruito da zero è fondamentale ricostruire completamente l’impianto operativo e informativo. Nel caso delle acquisizioni di Dal Colle e Melegatti, ad esempio, la sfida era normalizzare stabilimenti con logiche gestionali autonome per portare progressivamente le due realtà dentro l’ecosistema Balconi, prima su SAP ECC e poi nel percorso evolutivo verso SAP S/4HANA.
L’importanza della governance del dato
La frammentazione informativa non era solo un tema di ecosistemi gestionali diversi. La crescita dell’organizzazione e la sua penetrazione sul mercato globale hanno introdotto nuove economie di scala, ma anche una complessità crescente nella gestione delle informazioni. Oggi il 50% del business di Balconi si realizza all’estero, con distribuzione in oltre 90 paesi. Una supply chain di questa scala richiede visibilità in tempo reale, integrazione tra sistemi di magazzino, logistica e finanza, e una capacità di reporting verso il gruppo che sia puntuale, accurata e strutturata. In questo percorso Balconi ha progressivamente rafforzato anche il presidio manageriale e operativo dell’organizzazione, introducendo nuove figure direzionali, sistemi di monitoraggio delle linee produttive e modelli di controllo più evoluti. La riconfigurazione dell’ecosistema SAP si inserisce quindi all’interno di un cambiamento più ampio, che punta a costruire una cultura del dato e della governance coerente con la crescita internazionale e con gli obiettivi di sviluppo del gruppo.
«Il nostro problema non era solo operativo. Da quando Balconi Dolciaria è entrata a far parte di Valeo Foods il livello di attenzione sul dato è cambiato in modo significativo – aggiunge Battaglia -. Parliamo di un gruppo internazionale partecipato da private equity, con un orizzonte temporale definito e obiettivi chiari di creazione di valore, che richiedono una lettura continua e approfondita delle performance. Dobbiamo rendicontare molti aspetti, condividendo dati puntuali per rispondere a richieste di analisi profonde sulle leve finanziarie, sulla marginalità e sui KPI operativi. Incrementare la qualità della nostra governance del dato era fondamentale per consolidare e interpretare le informazioni con il livello di precisione e tempestività richiesto dal gruppo. In questo percorso Altea UP è stata la scelta naturale: il partner aveva già lavorato con noi su progetti importanti di fusione e integrazione, conosceva le nostre dinamiche operative e ci ha consentito di ridurre il rischio di business continuity aiutandoci a modernizzare i nostri sistemi gestionali».
Dal consolidamento tecnologico alla roadmap evolutiva
Altea UP ha definito il progetto con una logica progressiva: prima rendere più solido e aggiornato l’impianto gestionale, poi introdurre nuovi processi, nuove funzionalità e capacità più avanzate. La migrazione a SAP S/4HANA Cloud ha rappresentato il punto di svolta di questo percorso evolutivo: non solo un aggiornamento tecnologico, ma la costruzione di una piattaforma capace di supportare integrazione dei processi, standardizzazione operativa, maggiore qualità del dato e nuove capability di automazione e analisi. Un passaggio necessario per superare i limiti di un ecosistema SAP ECC utilizzato prevalentemente come sistema contabile e poco esteso ai processi operativi e decisionali.
«In un’azienda così articolata come Balconi Dolciaria il primo passo è comprendere l’architettura esistente, capire cosa mantenere, cosa standardizzare e dove intervenire in modo più strutturale – racconta Andrea Viberti, Chief Business Officer di Altea UP -. Con Balconi abbiamo lavorato per step, costruendo un percorso progressivo basato sulle priorità reali dell’azienda. La prima fase è stata quella di consolidare la piattaforma gestionale e creare una base dati più coerente e affidabile. Questo ha permesso di perfezionare processi e informazioni provenienti da realtà diverse, ridurre la frammentazione operativa e preparare il terreno alle evoluzioni successive».
Il lavoro di reingegnerizzazione post go-live
La fase più delicata non è stata tanto il go-live quanto il post-migrazione. Alcuni moduli sviluppati nel tempo su SAP ECC richiedevano infatti un importante lavoro di reingegnerizzazione per essere riallineati al nuovo ecosistema S/4HANA. Tra questi, la gestione delle commissioni agenti – centrale per un’organizzazione commerciale distribuita sul territorio – e quella dei rebates, cioè premi, contributi e condizioni economiche concordate con la grande distribuzione organizzata. Parallelamente Balconi ha avviato anche l’integrazione di un nuovo WMS per la gestione dell’hub centrale di magazzino inaugurato nel 2025, elemento strategico della logica “one stop shop” con cui il gruppo punta a offrire alla GDO un presidio integrato dell’intera categoria bakery.
Anche il change management è stato affrontato con una logica progressiva e operativa: alla formazione sui nuovi moduli gestita dai consulenti Altea UP si è affiancato un percorso di mentoring interno tra colleghi, fondamentale per trasferire la conoscenza concreta dei processi aziendali e delle loro specificità operative. Perché, come ha sottolineato il manager, il partner conosce il sistema, ma i processi e le loro anomalie quotidiane li conoscono le persone che lavorano ogni giorno all’interno dell’organizzazione.
AI, automazione e work life balance: liberare le persone dalla manualità
In Balconi Dolciaria, l’intelligenza artificiale rappresenta il passaggio successivo di una strategia più ampia di razionalizzazione e valorizzazione del dato. L’obiettivo? Utilizzare AI e automazione per ridurre la manualità, migliorare la qualità delle analisi e supportare le persone nelle attività operative e decisionali. In un’organizzazione in cui molte informazioni vengono ancora raccolte, quadrate e consolidate manualmente, il valore dell’AI emerge soprattutto nella capacità di alleggerire attività ripetitive, accelerare l’accesso agli insight e restituire tempo alle persone
«Oggi abbiamo persone molto committed, che tengono profondamente all’azienda e che spesso passano i weekend a lavorare per gestire attività manuali, quadrature e raccolta dati – fa notare Battaglia -. Questo nel tempo crea pressione e frustrazione. Per noi il tema non è sostituire le persone con l’AI, ma permettere loro di lavorare meglio. Ridurre la manualità significa liberare tempo per attività di maggiore qualità, migliorare il work life balance e restituire la percezione che le difficoltà operative che vivono ogni giorno i lavoratori siano state ascoltate e affrontate concretamente».
Dall’adozione tecnologica alla fiducia: il ruolo del knowledge integrator
Per questo motivo Balconi e Altea UP stanno lavorando su un’introduzione progressiva delle capability AI disponibili all’interno dell’ecosistema SAP, partendo da use case concreti e da un percorso di adozione costruito attorno alle esigenze reali dell’organizzazione.
«L’errore più grande è pensare che l’intelligenza artificiale possa essere introdotta in modo massivo senza un percorso di accompagnamento – conclude Andrea Viberti, Chief Business Officer di Altea UP -. In realtà il primo elemento da costruire è la fiducia. Le persone devono comprendere il valore degli strumenti, familiarizzare progressivamente con nuove modalità operative e capire come integrare queste tecnologie nel proprio lavoro quotidiano. Per questo serve una roadmap sostenibile, costruita attorno ai processi reali dell’azienda e capace di accompagnare gli utenti passo dopo passo. Solo così l’AI smette di essere sperimentazione e diventa una leva concreta di evoluzione organizzativa.
Oggi il nostro ruolo non è più quello di essere semplicemente system integrator, ma knowledge integrator. Questo significa aiutare le aziende a collegare dati, piattaforme, strumenti analitici e processi all’interno di un’unica catena informativa coerente, capace di trasformare i segnali operativi in insight e gli insight in decisioni. In questo percorso automazione, AI generativa e capability agentiche devono essere integrate progressivamente nei flussi operativi e decisionali, sempre in modo coerente con le esigenze delle persone e dell’organizzazione».












