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Universal Content Management: l’azienda infocentrica e Oracle

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Universal Content Management: l’azienda infocentrica e Oracle

19 Mag 2008

di Rinaldo Marcandalli

Dominare l’«infoglut» meglio e prima dei concorrenti (o solo in “tempo utile”) è ormai la priorità per antonomasia dei Cio. Da un paio d’anni sono in corso grandi manovre dei principali vendor per posizionarsi su offerte infrastrutturali per l’informazione d’impresa. Guardiamo, in merito, la visione di Oracle

«Una recente legge degli Stati Uniti stabilisce che, in una causa, il “tempo utile” per produrre l’informazione richiesta deve essere di 90 giorni. Secondo l’Aiim – The Enterprise Content Management Association, il 60% dei Cio non si ritiene ‘litigation ready’»; così esordisce Andy MacMillan (in foto), vice president product management di Oracle che ci spiega cosa non deve essere l’Enterprise Content Management (Emc): «Un singolo repository». Emc, invece, per Oracle è «strategia middleware d’insieme, per gestire informazione dispersa tra molteplici contenuti strutturati (record) o non strutturati (documenti, immagini, pagine web, video, ecc.), e abilitarne più fruizioni (ricerca, browse, sito Web, integrazione su desktop o applicativa)».
Ucm 10g è l’Ecm universale proposto da Oracle per puntare all’azienda infocentrica partendo dall’ambiente Cm esistente. Ucm 10g nasce dalla sinergia Fusion-Stellent: a Content Db (Cdb), Record Management (gestione regole) e Document Management di Oracle si aggiunge il Content server Stellent (applicazione unica per File System non strutturati, con moduli Multisite Web, Digital Asset, Records, Document, Collaboration; e applicazione Imaging). In sostanza, un’architettura che vede «tutti i servizi in un unico sistema, basato su Java»: 800 Content Services Soa invocabili “out of the box” in applicazioni Oracle; sinergia in contesto web 2.0 (gli 800 servizi basati su Xml/Soap risolvono la parte più difficile della programmazione in Ajax e della composizione mashup, l’accesso ai contenuti con Xml).
Ucm 10g espone così tre prodotti: Cdb, che fa servizi “Record e Retention”; Multisite Web Management e Collaboration, e il Digital Asset Management comune. A questi si aggiunge: il middleware per Imaging; su tutti i contenuti, ovunque stiano, Universal Record Management che impone schemi di regole (con adapter per i tre prodotti o per terze parti, ad esempio Sharepoint); e Right Management che controlla i diritti d’accesso.
Ucm 10g è disponibile a tutte le applicazioni Fusion e si inserisce nel percorso che Oracle vede nella costruzione della cosidetta azienda infocentrica. Tre le fasi di questo “percorso” individuate da Oracle. Primo, creare la piattaforma di Ecm: anziché consolidare i contenuti in un unico archivio strategico prima di poter creare nuove applicazioni Ecm, Ucm 10g lavora con la diaspora di meccanismi di archiviazione (magari un Web Content Management System, uno SharePoint con servizi File System); unifica solo i controlli di regole e accesso (Record e Right Management) e realizza la ricerca di contenuti. Secondo, unificare gli spazi Cm legacy, migrando i contenuti a un repository strategico: Oracle Cdb o “altro” (Ucm 10g fornisce comunque l’adapter). Terzo, rendere sicura l’informazione circolante fuori dal sistema Ecm. La tecnologia Sealedmedia (acquisita da Stellent prima dell’acquisizione Oracle) offre una protezione persistente: prima di spedirlo su qualsiasi canale, il contenuto è selezionato, classificato e sigillato. Un utente vi accederà previo l’ok di un policy server (in Ucm10g Right Management); ok revocabile, per esempio, a chi lascia l’azienda. Distrutta la chiave d’accesso, l’informazione è illeggibile ovunque (Digital shredding). Al rilascio di una nuova versione di un documento, è inibito l’accesso alla vecchia. Questo Information Right Management, scalabile, va oltre il Drm, basato sul controllo dell’accesso al content repository, ed è il solo modo per controllare diritti digitali per informazione non strutturata e duplicabile che ne esce.

Rinaldo Marcandalli
Giornalista

Consulente aziendale e giornalista. 40+ anni di esperienza nello sviluppo software, laboratorio IBM e field, nelle telecomunicazioni prima e poi nelle applicazioni e nel governo del Dipartimento It. Esperienze sul campo in settori bancario, in particolare interbancario, assicurativo e pubblica amministrazione. Da 20+ anni segue prima da consulente e poi come giornalista l’evoluzione dei processi nei settori e da 10+ anni la loro trasformazione progressiva al digitale, specializzandosi nello studio della riorganizzazione agile, digitale e smart delle Aziende.

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