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Information management: le risposte di Sas

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Information management: le risposte di Sas

09 Mag 2007

di Gianni Rusconi

Nuovo obiettivo della società americana che vuole rimanere indipendente e diventare un punto di riferimento per le aziende che voglioni  gestire al meglio il patrimonio informativo.
Nella foto Walter Lanzani, direttore marketing di Sas Italia

 

MILANO – Sas (www.sas.com) vuole rimanere una società indipendente e continua a registrare più che buoni risultati finanziari (+12% di crescita il fatturato 2006 e +8% quello della filiale italiana, salito a circa 76 milioni di euro), mantenendo in equilibrio le vendite di licenze (pari all’80% dei ricavi) rispetto a quelle dei servizi (il restante 20%). Queste le premesse che Walter Lanzani, direttore marketing di Sas Italia, ha utilizzato per entrare nel merito di quello che è il “nuovo” obiettivo della società americana: diventare un player di riferimento in un segmento di forte “appeal” del software enterprise, quello dell’information management (Im). Di che si tratta? Il “progetto”, sulla carta, è semplice: sfruttare tutto il potenziale delle informazioni presenti in azienda, accrescerne la qualità e la coerenza per renderle accessibili a utenti, processi e applicazioni secondo le tempistiche di fruizione richieste e quindi gestire in modo strutturato l’intero ciclo di vita delle informazioni. Risolvendo, necessariamente, le complessità e le inefficienze generate da dati sparsi fra sistemi operazionali, transazionali e analitici non integrati. In quest’area Sas vuole misurarsi mettendo in campo un’offerta che comprende servizi di data integration, tool di analisi e di reporting dati in chiave Soa, strumenti unificati di controllo per la gestione dei metadati, indicatori di sintesi per reagire alle criticità, soluzioni di risk management e record management per agevolare l’aderenza agli standard normativi. Lanzani ha espresso in proposito un preciso concetto: “migliaia di fogli elettronici utilizzati ogni giorno da persone diverse costituiscono un rischio per le aziende. I requisiti imposti da normative quali Basilea II o Sarbanes-Oxley non possono prescindere da un corretto e condiviso utilizzo dei dati, che devono essere qualitativamente validi e consistenti”. Esplicito, di conseguenza, il consiglio che Sas rivolge alle aziende: “disporre di una piattaforma integrata di business intelligence è l’elemento base per pensare a un sistema evoluto di information management”. Un approccio che fa dello sviluppo di infrastrutture flessibili in tutta la filiera dell’informazione, dall’accesso ai dati alla loro profilazione, dai processi di bonifica e validazione a quelli di trasformazione e previsione, il punto cardine. “Il fattore processi – questa l’ulteriore osservazione di Lanzani – è altrettanto critico, in termini di metodologie e competenze. Spesso in azienda ci si interroga sul chi sa dove sono i dati e chi ha la responsabilità di gestirli, assegnando priorità e coordinando e monitorando i processi di business intelligence”. La risposta che Sas fornisce a tali quesiti si può così sintetizzare: non è solo il Cio o il responsabilie dei sistemi informativi ma l’azienda nel suo complesso che, attraverso tecnologie, servizi e metodologie in grado di promuovere e sostenere la collaborazione fra le persone e integrare e trasformare i dati in informazioni, può venire a capo del problema. Partendo naturalmente da quelle che sono le componenti chiave a livello di infrastruttura, e cioè data warehouse e processi di business intelligence, potenziando le performance dei primi e facilitando l’accesso ai report, anche in modalità on demand, all’interno dei secondi, via Web o tramite gli applicativi Microsoft Office. E per essere provider ancora più autorevole di soluzioni Im Sas ha deciso di giocare il jolly del rafforzamento della partnership in essere con la divisione Information Management Services di Accenture (www.accenture.com), che verterà su un’offerta di tecnologie (la piattaforma Enterprise Intelligence Platform) e metodologie da indirizzare in modo mirato a settori verticali quali finanza, sanità, retail e manifatturiero.

Gianni Rusconi

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