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Supply Chain AI-driven: la trasformazione delle filiere parte dai dati, non dagli algoritmi



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La qualità del dato è il vero fondamento delle catene di fornitura guidate dall’intelligenza artificiale. Dalla governance dei modelli agli agenti intelligenti, il Customer Event di Tesisquare ha analizzato come la Supply Chain Execution sta evolvendo verso un paradigma sempre più collaborativo, autonomo e predittivo

Pubblicato il 9 lug 2026

Laura Zanotti

Giornalista



Gianluca Giaccardi e Diego Cosmar tesisquare Supply chain AI-Driven resized
Gianluca Giaccardi, founder e Chief Product Officer, e Diego Cosmar, Head of AI di Tesisquare
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Quello della Supply Chain AI-driven è un modello di gestione delle filiere in cui dati, processi e intelligenza artificiale collaborano per supportare decisioni sempre più tempestive, contestuali e predittive.

Per anni, le imprese hanno investito nella digitalizzazione dei processi, accumulando grandi quantità di informazioni provenienti da ERP, sistemi logistici, acquisti, produzione, trasporti e fornitori. Oggi, la sfida non è raccogliere nuovi dati, ma renderli affidabili, interoperabili e sufficientemente ricchi di contesto da poter essere utilizzati dall’AI per generare decisioni migliori.

L’edizione 2026 del Customer Event di Tesisquare, appuntamento biennale dedicato all’innovazione della Digital Supply Chain, ha favorito un confronto tra analisti, advisor internazionali e management dell’azienda che ha permesso di mettere a fuoco la roadmap strategica e tecnologica di una supply chain AI-Driven.

«La vera rivoluzione dell’AI non consiste nell’automatizzare un processo, ma nel catturare e valorizzare la conoscenza accumulata dalle persone nel corso degli anni – ha detto Pierre-François Kaltenbach, Senior Managing Director di Accenture, aprendo la giornata con il suo keynote dal titolo “The AI Revolution” -. Ogni giorno diecimila baby boomer vanno in pensione. Il 57% di loro ha condiviso meno della metà di quello che sa. Il 21% non ha condiviso nulla. Questa conoscenza sta uscendo dalla porta. E la maggior parte delle aziende non ha ancora capito che l’AI è lo strumento per catturarla prima che svanisca. Ma c’è un problema a monte. Se un’azienda non dispone di una strategia del dato solida, non dispone nemmeno di una strategia credibile sull’intelligenza artificiale».

Pierre-François Kaltenbach, Senior Managing Director di Accenture

L’AI come leva di trasformazione della Supply Chain

Il tema è che per anni l’intelligenza competitiva delle aziende è rimasta distribuita nei file Excel dei buyer, nelle trattative gestite dai Category Manager, nell’esperienza accumulata da chi conosce fornitori, mercati e dinamiche operative. Un patrimonio spesso invisibile ai sistemi informativi ma determinante per la qualità delle decisioni.

«Ogni giorno assistiamo a quello che io chiamo il purgatorio dei PoC – ha proseguito Kaltenbach -. Le aziende moltiplicano i piloti, generano demo, inseguono promesse di produttività del 50-70%, ma nessuna ha ancora risolto l’AI end-to-end. Si tratta di successi isolati, non di una vera trasformazione. Il modello più importante non è il Large Language Model, è il modello umano. Non dobbiamo aggiungere l’AI ai processi esistenti. Dobbiamo, invece, riprogettare il modo in cui le persone lavorano. Per questo la domanda giusta non è quale tecnologia adottare, ma quale sarà il lavoro di un Category Manager in un mondo in cui l’AI è già disponibile. Solo dopo si costruisce la tecnologia. Se facciamo il contrario, stiamo semplicemente automatizzando il passato».

L’intelligenza artificiale riscrive il mercato del software enterprise

Ne consegue che una supply chain AI-Driven non cambia soltanto il modo in cui le aziende prendono decisioni. Cambia anche il tipo di software necessario per sostenerle. Se l’intelligenza artificiale deve operare trasversalmente tra acquisti, logistica, produzione, trasporti e fornitori, non bastano più applicazioni verticali che automatizzano singole funzioni. Servono piattaforme capaci di condividere dati, orchestrare processi e integrare agenti intelligenti lungo l’intera filiera.

«Stiamo assistendo a un vero reset del mercato del software – ha sottolineato Kaltenbach -. Le soluzioni di punta che per anni hanno occupato il livello intermedio dello stack tecnologico, ovvero procurement, sourcing, analytics, stanno subendo una pressione crescente. L’AI agentica sta erodendo le loro funzionalità di base più velocemente della capacità dei vendor di ripensarle. Gli ERP, invece, restano il fondamento su cui costruire dati e processi core. Sopra questo livello si stanno sviluppando agenti intelligenti capaci di attraversare funzioni diverse, superando i silos che ancora frammentano le decisioni aziendali. Anche il modello SaaS tradizionale sta cambiando perché le aziende non acquistano più semplicemente licenze software, ma capacità di generare risultati: workflow autonomi, decisioni integrate nei processi e valore misurabile diventeranno il nuovo criterio con cui verranno valutate le piattaforme. Per chi governa una Supply Chain questo significa una cosa sola, ovvero che non basta scegliere un vendor, serve costruire un’architettura tecnologica capace di sostenere l’evoluzione del business nei prossimi anni. Perché il futuro non chiede più tecnologia. Chiede più intelligenza».

Dal dato alla piattaforma: come costruire una Supply Chain AI-Driven

Tesisquare ha condiviso la sua visione di una filiera guidata dall’AI che non si costruisce aggiungendo intelligenza artificiale ai processi esistenti. Serve una piattaforma capace di trasformare il dato in un asset condiviso lungo tutta la filiera, eliminando la frammentazione applicativa.

«Negli ultimi vent’anni abbiamo assistito a una vera ipertrofia applicativa – ha spiegato Mario Messuri, Senior Executive Advisor di Tesisquare -. Ogni esigenza ha portato all’acquisto di una nuova soluzione verticale. Il risultato è che oggi molte aziende si trovano con ecosistemi composti da decine di applicazioni, integrazioni sempre più complesse e dati distribuiti in silos differenti. La nostra scelta è stata diversa e mira a costruire una piattaforma che copra l’intero processo, integrandosi con gli ERP ma senza creare nuova frammentazione. Perché il valore non nasce dall’applicazione in sé, ma dalla capacità del dato di attraversare l’intera filiera. Il filo rosso di questa edizione del Customer Event 2026 è uno solo: il dato deve diventare un asset. Ma un dato ha valore solo se è affidabile, certificato e contestualizzato. Prima va raccolto e automatizzato, poi misurato, messo in relazione con altre informazioni, analizzato e utilizzato per costruire scenari predittivi fino ad arrivare, quando possibile, a suggerire direttamente l’azione più efficace».

Mario Messuri, Senior Executive Advisor di Tesisquare

La Supply Chain Execution evolve verso un modello AI-Driven e AI-Open

Tesisquare Platform 8.0 è una suite modulare capace di governare ogni punto della Supply Chain, facendo circolare i dati senza soluzione di continuità tra tutte gli attori. L’ultima versione della piattaforma collaborativa di Supply Chain Execution di Tesisquare rappresenta il primo passo concreto della roadmap AI-Driven dell’azienda.

Progettata per orchestrare i processi che attraversano l’intera filiera (dal procurement alla logistica, dai trasporti alla collaborazione con i fornitori, dalla tracciabilità alla compliance e alla sostenibilità) la piattaforma evolve verso un’architettura convergente in cui dati, processi e intelligenza artificiale operano all’interno dello stesso ecosistema.

«L’ultima release è AI-Driven perché integra funzionalità di intelligenza artificiale generativa lungo tutti i moduli mantenendo il presidio decisionale umano – ha spiegato Gianluca Giaccardi, founder e Chief Product Officer di Tesisquare – ed è AI-Open perché consente ai clienti di costruire soluzioni proprie all’interno dell’ecosistema scegliendo liberamente i modelli da integrare. Questa chiave progettuale sceglie con attenzione dove l’AI è già in grado di generare valore concreto. Non tutti gli use case, infatti, hanno oggi lo stesso livello di maturità e non tutti possono essere affrontati con lo stesso approccio. La nostra strategia si sviluppa lungo due direttrici complementari. Da una parte facciamo evolvere i prodotti esistenti integrando funzionalità di intelligenza artificiale, dall’altra sviluppiamo componenti AI-native progettati fin dall’origine attorno alle nuove capacità degli agenti intelligenti. È la combinazione di questi due percorsi che ci permette di accompagnare l’evoluzione della piattaforma verso un modello di Autonomous Business».

La velocità diventa parte dell’architettura software

L’evoluzione dell’AI impone di ripensare anche il modo in cui una piattaforma enterprise viene aggiornata. Tesisquare risponde con una Dual-speed Release Strategy.

Da un lato, il ciclo core consolidato, sincrono e pianificato che garantisce stabilità, continuità operativa e governance IT per le installazioni già operative.

Dall’altro, un motore AI asincrono, con micro-release continue capaci di recepire rapidamente l’evoluzione dei modelli e renderla disponibile ai clienti senza attendere i cicli tradizionali di sviluppo e le successive Major Release.

«Oggi la velocità con cui evolvono i modelli AI è molto superiore a quella con cui evolve tradizionalmente il software enterprise – ha raccontato Diego Cosmar, Head of AI di Tesisquare -. Per questo abbiamo progettato un’architettura a due velocità. L’obiettivo è permettere ai clienti di beneficiare rapidamente dei nuovi modelli mantenendo stabilità, continuità operativa e piena libertà di scegliere le tecnologie da integrare nel tempo».

Dall’AI-powered all’AI-native: tre componenti per accelerare la roadmap

L’approccio AI-Driven di Tesisquare prende forma attraverso tre componenti AI-native progettati per portare l’intelligenza artificiale all’interno dei principali processi della Supply Chain Execution.

AgentDoc affronta il problema dei dark data, trasformando documenti destrutturati come documenti di trasporto, contratti, fatture e documentazione di compliance in dati strutturati direttamente utilizzabili dai processi aziendali. La soluzione applica l’AI agentica alla gestione documentale, automatizzando l’estrazione, la comprensione e la validazione delle informazioni lungo i processi di filiera, riducendo fino al 70-80% i tempi di gestione documentale.

Cogito porta, invece, l’intelligenza artificiale nel Knowledge Management aziendale, consentendo di valorizzare e interrogare il patrimonio documentale e procedurale dell’organizzazione attraverso un’interfaccia conversazionale.

L’obiettivo è rendere manuali, procedure e documentazione aziendale accessibili in linguaggio naturale, aiutando le persone a trovare risposte operative e indicazioni di comportamento nel momento in cui devono prendere una decisione.

Synapse rappresenta il nuovo Decision Intelligence Hub della piattaforma: una componente AI-native progettata per supportare attività predittive e prescrittive attraverso agenti intelligenti capaci di analizzare dati, costruire scenari e suggerire azioni.

Governare l’AI prima di farla scalare

L’adozione dell’intelligenza artificiale non dipende soltanto dalla qualità dei modelli o dalle funzionalità offerte dalla piattaforma. Per Tesisquare il vero fattore abilitante è la capacità di costruire un’infrastruttura che renda l’AI governabile nel tempo, garantendo sicurezza, trasparenza e libertà di evoluzione anche in un contesto in cui i modelli linguistici cambiano con estrema rapidità. È questa la logica che ha guidato la progettazione dell’architettura AI-Open della versione 8.0.

A testimoniare il passaggio dalla sperimentazione all’utilizzo operativo sono anche i numeri condivisi durante l’evento. I token elaborati dalle soluzioni AI di Tesisquare sono passati dai circa 20 milioni registrati a gennaio 2026 agli oltre 130 milioni di maggio, con una crescita superiore a sei volte in pochi mesi. Per l’azienda questo andamento rappresenta un indicatore concreto dell’evoluzione dei progetti.

«Siamo passati dalla fase dei Proof of Concept a progetti che oggi sono realmente in produzione – ha aggiunto Cosmar -. Oggi la priorità non è più soltanto aggiungere funzionalità di intelligenza artificiale, ma costruire l’infrastruttura che permetta a queste tecnologie di scalare. Per noi significa lavorare su sicurezza, governance, osservabilità, explainability e Human-in-the-Loop. Significa progettare architetture multi-agent interoperabili che evitino il vendor lock-in e garantiscano la sovranità del dato. Per questo abbiamo progettato un AI Gateway capace di instradare dinamicamente le richieste verso modelli differenti. L’evoluzione dei Large Language Model è troppo veloce per immaginare una piattaforma legata a un solo provider. L’obiettivo è permettere alle aziende di evolvere la propria strategia AI senza dover riprogettare ogni volta l’architettura della Supply Chain».

L’innovazione che nasce dalla collaborazione

Il messaggio conclusivo dell’evento ha riportato l’attenzione su un altro elemento che Tesisquare considera strategico: la relazione con i clienti. Per l’azienda, infatti, la trasformazione AI non è un progetto da sviluppare in laboratorio e poi trasferire al mercato, ma un percorso costruito insieme alle organizzazioni che ogni giorno utilizzano la piattaforma. Da qui la scelta di affiancare all’innovazione tecnologica un modello di evoluzione progressivo, basato sull’ascolto continuo e sulla collaborazione.

«In questi due giorni abbiamo parlato molto di intelligenza artificiale, di dati e di piattaforme, ma tutto questo ha valore solo se costruito insieme ai clienti – ha commentato Salvatore Paparelli, CEO di Tesisquare -. Per questo vogliamo continuare a essere un partner tecnologico e strategico, capace di accompagnare le aziende in un percorso di evoluzione progressivo e intelligente. Non vogliamo inseguire la tecnologia per la tecnologia né prendere scorciatoie. Vogliamo crescere insieme ai nostri clienti, ascoltare le loro esigenze e trasformarle in strumenti che generino valore concreto. La fiducia, la continuità del rapporto e la capacità di ascolto rimangono gli elementi su cui continuiamo a costruire la nostra strategia. Ma questo richiede anche un’evoluzione del ruolo dei CIO e dei responsabili della Supply Chain, chiamati a portare tecnologia e processi sempre più al centro delle decisioni di business».

Salvatore Paparelli, CEO di Tesisquare

Il messaggio conclusivo di Paparelli si è rivolto direttamente a queste figure chiavi, chiamate a interpretare un ruolo sempre più strategico all’interno delle organizzazioni.

«Serve capacità di visione. dovete alzare la testa dal monitor e diventare il radar dell’azienda– ha concluso il manager –. Serve coraggio, per illustrare al CEO le cose come stanno, e competenze, per trasformarle in valore per il business. La leadership non si improvvisa, si costruisce ogni giorno. Permettetemi un gioco di parole: quando vi presentate al board siate… BOARD. Che è l’acronimo di Brief, perché il tempo del management è prezioso;Open, che significa avere il coraggio di dire le cose come stanno; Accurate, perché le decisioni si prendono su dati solidi; Relevant, ovvero capaci di scegliere il momento giusto per portare un tema all’attenzione del management, e Diplomatic, perché il modo in cui si comunicano le cose conta quanto il loro contenuto».

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