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Hybrid Cloud Governance: gestire complessità, costi e legacy nel 2026



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La modernizzazione applicativa richiede una strategia selettiva. Non basta spostare i carichi di lavoro per innovare. Serve una governance rigorosa per bilanciare i costi del multicloud, il debito tecnico e le nuove stringenti normative europee 

Pubblicato il 31 mar 2026


Sinthera Point of View

Tech Excellence, organizzato a Bologna da Nextwork360, IBM e i suoi partner
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Durante il tavolo di lavoro “Rivoluzione applicativa nell’era hybrid cloud”, moderato dalla giornalista Manuela Gianni e ospitato dal convegno Tech Excellence — organizzato da Nextwork360 insieme agli sponsor IBM, Credemtel, Sinthera – WeAreProject e Var Group — è emerso come il panorama informativo delle grandi aziende sia diventato una rete complessa che rischia di imbrigliare l’innovazione anziché favorirla. Giulio Nicelli, Senior Researcher degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, evidenzia come la crescita dei sistemi informativi sia avvenuta spesso per accumulo, senza il tempo necessario per una corretta governance. Questa stratificazione rende le aziende meno efficienti nel portare innovazione sul mercato.

Secondo i dati dell’Osservatorio Cloud del Politecnico di Milano, la modernizzazione applicativa e infrastrutturale è oggi una priorità assoluta per i CIO, superata solo dai temi di Security e Compliance, spinti da normative come la NIS2. Nicelli riporta che circa il 40% del patrimonio applicativo esistente necessita di modernizzazione, non solo per obsolescenza tecnologica, ma per superare una rigidità funzionale che blocca l’integrazione di tecnologie emergenti. La hybrid cloud governance diventa quindi lo strumento essenziale per gestire questa complessità, in un contesto dove oltre il 70% delle aziende adotta configurazioni ibride.

Il superamento del mito Cloud First

Il mercato sta vivendo una fase di maturazione profonda. Se in passato dominava l’euforia per approcci “Cloud Only”, oggi si osserva il passaggio verso una strategia più consapevole e selettiva. Le aziende valutano pro e contro in un’ottica di Hybrid Cloud, utilizzando container, microservizi e metodologie di Automated Provisioning. Tuttavia, il semplice spostamento dei carichi di lavoro (rehosting o lift and shift) può rivelarsi controproducente.

Emilio Salierno, Automation Technical Architect di IBM Italia, avverte che «il cloud all’inizio è stato una moda: si pensava risolvesse tutto spostando semplicemente i workload (rehosting). Ma se fai solo quello, i costi aumentano e i benefici restano gli stessi». La vera sfida risiede nella modernizzazione nativa per sfruttare i servizi specifici dell’ambiente cloud. Molte realtà che hanno optato per il solo rehosting stanno oggi valutando un ritorno sui propri passi.

Strumenti e metodologie per governare il debito tecnico

Per affrontare la modernizzazione, Paolo Marco Salvatore, CTO di Sinthera – WeAreProject, sottolinea l’importanza di abbinare lo sviluppo applicativo alla gestione di infrastrutture immutabili ed elastiche tramite interfacce programmabili. L’utilizzo di piattaforme come Kubernetes garantisce l’orchestrazione dei container e la portabilità tra on-premise e diversi hyperscaler. In questo scenario, metodologie come DevOps, DevSecOps e GitOps permettono di integrare il codice che descrive il deployment (Infrastructure as Code) direttamente nelle pipeline di rilascio.

Paolo Marco Salvatore, CTO di Sinthera - WeAreProject
Paolo Marco Salvatore, CTO di Sinthera – WeAreProject

L’intelligenza artificiale come acceleratore, non come soluzione

L’integrazione dell’AI è strettamente legata alla qualità dei dati e della governance. Nicelli chiarisce un punto fondamentale: «L’AI deve essere vista come un acceleratore, non come una bacchetta magica: se la applichiamo a dati di bassa qualità o a processi che funzionano male, ci schianteremo solo più velocemente». Sebbene il business richieda soluzioni immediate basate su AI, il compito dell’IT è spiegare che l’intelligenza artificiale è solo una parte della soluzione e richiede un cloud alimentato da dati di qualità.

IBM propone soluzioni concrete per ridurre il debito tecnico, come WatsonX Code Assistant for Z, un partner di codifica basato su AI che supporta la modernizzazione di linguaggi legacy come COBOL e RPG, per i quali le competenze sul mercato sono sempre più scarse. Inoltre, strumenti come Mono2Micro aiutano ad analizzare il codice monolitico per trasformarlo in microservizi, riducendo la complessità operativa.

La gestione dei costi e il ruolo del FinOps

Uno dei pilastri della hybrid cloud governance è il controllo della spesa. In ambienti multicloud, la gestione dei costi (FinOps) è diventata una delle sfide principali. Salierno nota come spesso le infrastrutture siano sovradimensionate, generando costi inutili, o sottodimensionate, causando problemi di performance. La visibilità sulla spesa cloud è fondamentale per ottimizzare il dimensionamento delle risorse.

Per i CIO è spesso difficile giustificare l’aumento dei costi IT nel passaggio al cloud, dove è più complesso capitalizzare gli investimenti rispetto al modello tradizionale on-premise. A questo si aggiunge la pressione dei vendor: molti sistemi vitali stanno passando obbligatoriamente al modello SaaS a causa della dismissione delle soluzioni on-premise da parte dei fornitori.

Il ritorno dell’Enterprise Architect

Per navigare in questa complessità, emerge la necessità di figure professionali specifiche. Da qui l’importanza dell’Enterprise Architect, un professionista che sappia navigare il sistema informativo verticalmente, dalle business capability in giù.

Fattore umano e stabilità del management

Infine, la modernizzazione non può prescindere dalla stabilità organizzativa, altrimenti è impossibile rendere conto dei risultati a lungo termine. La collaborazione tra le funzioni IT e Finance è considerata essenziale per verificare che gli investimenti tecnologici mantengano le promesse fatte in termini di ROI.

Anche la ritenzione dei talenti gioca un ruolo chiave. Data l’altissima mobilità nel settore IT, l’unico modo per trattenere le persone è offrire un’agenda di modernizzazione stimolante: gli specialisti restano se possono imparare e fare cose nuove. La hybrid cloud governance non è quindi solo una questione di strumenti tecnici, ma una strategia integrata che coinvolge persone, processi e conformità normativa per garantire la sostenibilità dell’innovazione nel lungo periodo.

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