LO studio forrester

Aziende sulla strada della sovranità tecnologica, tra ostacoli e opportunità



Indirizzo copiato

In molte organizzazioni c’è un’esigenza crescente di sovranità nei sistemi cloud e AI. Del resto, «meglio affrancarsi dalla dipendenza tecnologica da vendor con regole diverse dalle nostre», come rimarca Dario Maisto, Senior analyst di Forrester Italia. Ma cambiare è delicato e complesso

Pubblicato il 31 mar 2026



sovranità-tecnologica
Credits: Shutterstock

Tre appunti importanti sull’agenda del Chief Information Officer.

Il primo: la mappatura geopolitica di provenienza delle proprie risorse IT aziendali diventerà, entro l’anno in corso, una delle cinque principali priorità strategiche per il CIO.

Secondo: nessuna impresa europea farà uno shift tecnologico completo al di fuori degli hyperscaler americani, vale a dire innanzitutto Microsoft, Google e AWS. E poi: sempre entro il 2026, almeno il 15% delle grandi aziende europee si rivolgerà al Private AI.

Sono gli appunti che i CIO hanno preso seguendo l’intervento di Dario Maisto, Senior Analyst di Forrester Italia, in occasione del Forrester Prediction Event che si è svolto nei giorni scorsi a Milano.

La mappatura geopolitica delle risorse IT aziendali

Perché la mappatura geopolitica delle risorse IT sta diventando una delle priorità strategiche? Per tutto ciò che sta accadendo e caratterizzando lo scenario complessivo e i mercati internazionali in questo periodo, tra guerre aperte e tensioni commerciali, aree di crisi e fluttuazioni dei costi dell’energia, rischi per le catene di approvvigionamento e un futuro molto nuvoloso.

Il filo rosso che unisce i tre appunti – le tre criticità da affrontare e gestire – sul taccuino del responsabile IT consiste nel fatto che i tumultuosi avvenimenti degli ultimi anni ci hanno aperto gli occhi, anche in ambito tecnologico.

E, da un lato, hanno fatto aumentare la diffidenza e l’avversione nel dipendere da tecnologie “non europee”, dall’altro lato, hanno fatto crescere la voglia di autonomia e indipendenza, salvo accorgersi allo stesso tempo che per molti aspetti e fattori è già molto tardi e complicato.

Sovranità tecnologica, digitale, del Cloud e dell’AI

È la pressante e complicata questione della sovranità: tecnologica, digitale, del Cloud, dell’intelligenza artificiale. Fino a ieri ci siamo fidati – o abbiamo voluto fidarci – degli Stati Uniti in (quasi) tutto e per tutto.

Oggi abbiamo capito che far girare e affidare tutti i nostri dati aziendali a tecnologie controllate da altri e da lontano non è esattamente il migliore presupposto per uno sviluppo solido, sicuro, al riparo da spiacevoli sorprese.

Questi problemi e questioni sono ora sotto i riflettori – e su un numero crescente di agende dei CIO –, ed è già qualcosa. Ma, come rimarca il Senior analyst di Forrester Italia, nonostante queste aspirazioni «nessuna impresa europea farà uno shift tecnologico completo al di fuori degli hyperscaler americani e riuscirà a emanciparsi da Google, Microsoft e AWS», almeno a breve. Non lo farà perché è molto complicato, se non improponibile, farlo.

Sistemi di Risk Management da sviluppare

«L’IT management è tradizionalmente un tema complesso, ma all’interno di un panorama globale così instabile lo diventa ancora di più», sottolinea Maisto. Che rileva: «Il mio problema da analista, ogni giorno, nelle attività verso i miei clienti, è come ti assicuro la resilienza, l’indipendenza dai vendor, dai cloud provider statunitensi, cinesi e così via».

Allo stesso tempo, si può considerare che «almeno il 42% dei decision maker nel Risk Management ammette che c’è stato un rischio crescente negli ultimi 12 mesi, ma solo il 24% conferma che l’azienda ha in essere una gestione del rischio matura e ottimizzata».

Come affrontare le criticità e gli ostacoli?

Se tutti questi sono i rischi, cosa possiamo fare per affrontarli? «La parola chiave è portabilità. Essere in grado di portare i workload da un ambiente all’altro in maniera tale da essere più resilienti di fronte alle situazioni geopolitiche che andiamo di volta in volta ad affrontare».

Ma «uno shift completo da un hyperscaler non è una cosa che fai, diciamo, in una notte. Non è un rubinetto che apri e chiudi». È un progetto delicato e complesso, da studiare bene, definire, portare avanti tra varie difficoltà.

«Sapete, ad esempio, qual è il blocco, l’ostacolo, numero uno delle aziende oggi a migrare via da Word e da Excel di Microsoft? Sono le applicazioni macro di Excel. Se un’azienda utilizza fortemente le funzioni macro, ha un grosso problema via da Microsoft. Dovete trovare produzioni specifiche per andare via da quello specifico prodotto».

Tecnologia sovrana e funzionalità operative

Quindi, un’altra domanda che un CIO deve farsi è: quanto realmente posso essere tecnologicamente sovrano senza rinunciare alle funzionalità? Oppure, una maggiore autonomia dai colossi americani implica la rinuncia ad alcune funzionalità?

«Una soluzione che stiamo vedendo sempre più in voga è quella del Private Cloud – osserva Maisto –. posso fare l’esempio, tra gli altri, di una grande multi-utility, che non può permettersi rischi operativi di alcun genere. E che, quindi, ha deciso di non fidarsi e affidarsi a nessun sistema cloud commercialmente disponibile e ha chiesto a un service provider di costruire il proprio cloud privato».

Affrancarsi da fornitori che seguono regole diverse

Aziende che vogliono iniziare un approccio di sovranità tecnologica «possono fare riferimento all’ecosistema di cloud nazionali, di vendor nazionali, per così dire, sovrani».

Del resto, «forse non è il caso di continuare a fare storing dei dati aziendali su una piattaforma sottoposta a giurisdizione statunitense. Il consiglio è proprio quello di affrancarsi da questa dipendenza tecnologica estrema da vendor, qualunque essi siano, che non sono sottoposti alla nostra stessa giurisdizione».

Il ricorso all’AI privata

La stessa cosa vale anche nel mondo nuovo dell’intelligenza artificiale. Secondo le analisi di Forrester, c’è un sempre più rilevante ricorso all’AI privata: almeno il 15% delle grandi imprese europee entro l’anno adotterà soluzioni di Private AI per gestire i propri dati aziendali e per contrastarne l’appropriazione da parte di sistemi AI e cloud esterni.

Le declinazioni dell’AI responsabile secondo Forrester

«Il problema è che costruire un’AI sovrana non è cosa semplice, non è un plug-and-play. Costruire un’AI sovrana vuol dire avere un’infrastruttura adeguata a livello di Paese», sottolinea Maisto. Che osserva: «Generalmente, finora, noi abbiamo nutrito i sistemi AI con i nostri dati, che sono di proprietà di qualcun altro. Quindi, se stai cercando di migliorare la tua sovranità, perlomeno comincia a utilizzare un LLM Open source, così che qualcun altro non ti possa eventualmente precludere del tutto l’accesso al sistema LLM con i tuoi dati dentro».

Identificare dati e flussi operativi più critici per tutelarli meglio

Una delle soluzioni al problema di sovranità tecnologica può anche essere: invece di portare i dati dov’è il modello AI, cioè in un altro Stato, in un’altra area geografica e legislativa, si può puntare a portare il modello dove sono i dati.

L’open source «aiuta indiscutibilmente rispetto al riferirsi a modelli proprietari. E muovere il modello dov’è il dato piuttosto che viceversa ci rassicura almeno sul fatto che il dato non si muova verso Paesi dove non vogliamo che approdi».

La prima cosa da fare è «identificare i workload critici, cosa è più sensibile e ci interessa di più tutelare. Si può, poi, anche procedere su un doppio binario. I dati meno sensibili possono essere gestiti e immagazzinati anche su sistemi e soluzioni meno corazzate, mentre quelli più delicati e strategici vanno necessariamente protetti al massimo livello possibile».

guest
0 Commenti
Più recenti Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati