Google BigQuery è una piattaforma analitica di big data analytics basata su cloud. BigQuery permette di processare grandi quantità di data set in modalità solo lettura usando query simili a SQL, per innovare meglio accelerando il time-to-insight. Ecco cos’è e come funziona. 
Indice degli argomenti
Cos’è BigQuery
BigQuery è un servizio web di big data analytics basato su cloud di Google dedicato alla misurazione avanzato. Progettato per l’importazione e l’archiviazione di grandi moli di dati, aiuta sia i data scientist che gli sviluppatori.
Un data warehouse aziendale, totalmente gestito, permette la gestione e l’analisi dei dati con funzionalità integrate come machine learning, business intelligence e analisi geospaziale.
Google ha creato BigQuery per analizzare dati, nell’ordine di miliardi di righe, usando sintassi in stile SQL, grazie all’architettura serverless. Consente di offrire risposte alle domande della propria organizzazione senza necessità di gestione di infrastrutture. Fiore all’occhiello è il motore di analisi che, grazie alla scalabilità e distribuito, permette l’esecuzione di query su Petabyte e molto velocemente.
Google Cloud Ready – BigQuery rappresenta un’iniziativa di convalida delle integrazioni dei partner, con lo scopo di aumentare la fiducia dei clienti verso le integrazioni con BigQuery.
Il processo prevede tre fasi:
- si effettuano test di integrazione dei dati e i risultati si mettono a confronto con i benchmark,
- si fa collaboration stretta con i partner per risolvere eventuali divari
- si ottimizza la documentazione riservata ai clienti.
Come funziona BigQuery
Per comprendere il funzionamento di BigQuery, è necessario guardare oltre il semplice concetto di database. La sua efficienza per il business risiede in un’architettura disaccoppiata, dove le risorse di calcolo (compute) sono separate fisicamente da quelle di archiviazione (storage).
Ecco un’analisi tecnica e funzionale del suo funzionamento:
L’architettura disaccoppiata e il ruolo di Dremel
A differenza dei sistemi tradizionali, BigQuery separa la memoria dall’elaborazione. Questo permette alle aziende di scalare enormi volumi di dati senza doversi preoccupare della potenza di calcolo, pagando solo per ciò che viene effettivamente utilizzato.
- Dremel (Compute): è il motore di esecuzione delle query. Trasforma le istruzioni SQL in un “albero di esecuzione” distribuito su migliaia di nodi (chiamati slot). Questo permette di scansionare terabyte di dati in pochi secondi.
- Colossus (Storage): è il file system distribuito di Google. Gestisce la durabilità e la compressione dei dati in modo estremamente efficiente, garantendo che i dati siano sempre disponibili.
Archiviazione a colonne (Capacitor)
BigQuery non memorizza i dati riga per riga, ma utilizza un formato orientato alle colonne chiamato Capacitor. In un contesto business, questo è fondamentale: se un analista vuole conoscere solo il “totale vendite” di un database con 100 colonne, BigQuery leggerà solo la colonna specifica, riducendo drasticamente il traffico dati e i costi di elaborazione.
La rete Jupiter: il collante ad alta velocità
Per far comunicare il calcolo (Dremel) con l’archiviazione (Colossus), Google utilizza Jupiter, una rete interna capace di muovere dati a una velocità di 1 Petabit al secondo. Questa infrastruttura è ciò che rende “trasparente” la separazione tra disco e processore, eliminando i colli di bottiglia tipici dei data warehouse on-premise.
Gestione Serverless e automazione
L’aspetto più vantaggioso per un’azienda è che BigQuery è completamente gestito (Serverless):
- Scaling dinamico: Se una query richiede più potenza, Google assegna istantaneamente più risorse per completare il task.
- Nessun provisioning: Non si devono configurare server o macchine virtuali.
- Alta disponibilità: La replica dei dati e la gestione dei guasti sono automatiche.

Prestazioni ottimizzate
L’ottimizzazione delle performance delle query prevede:
- tabelle partizionate, pulendo quelle di grandi dimensioni sulla base di intervalli di tempo o interi;
- materializzazione visite, dove le visualizzazioni memorizzate nella cache permettono di ottimizzare le query o di offrire risultati permanenti;
- BI Engine, attraverso il servizio di analisi in memoria rapido di BigQuery.
Compiti
Per usare gli slot assegnati occorre attribuire a una prenotazione uno o più progetti, cartelle o organizzazioni. Ciascun livello nella gerarchia delle risorse ottiene in eredità l’attribuzione dal livello superiore. Se un progetto o una cartella non sono assegnati, l’assegnazione della cartella o dell’organizzazione padre, dunque, viene ereditata.
L’avvio di un job da un progetto assegnato a una prenotazione sfrutta i relativi slot. Se un progetto non è assegnato o ereditato, i job del progetto prevedono i prezzi on demand.
In caso di assenza di un’assegnazione, i progetti sono assegnati a None tramite i prezzi on demand. Il caso più comune prevede l’assegnazione di un’organizzazione alla prenotazione e la disattivazione di progetti o cartelle dalla prenotazione, assegnandoli a None.
Creando un’assegnazione, bisogna specificarne la tipologia:
- query (per questi compiti, comprese le query SQL, DDL, DML e BigQuery ML);
- pipeline (per i compiti di caricamento ed estrazione);
- background (per l’esecuzione dei compiti di gestione dell’indice);
- ML External (per le query BigQuery ML che usano servizi esterni a BigQuery).
Differenza tra database tradizionale e data warehouse cloud
Capire la differenza tra un database tradizionale (RDBMS) e un data warehouse cloud come BigQuery è fondamentale per definire la strategia tecnologica di un’azienda. Sebbene entrambi utilizzino il linguaggio SQL, i loro scopi e le loro architetture sono diametralmente opposti.
Database tradizionale (OLTP): ottimizzato per le transazioni
I database tradizionali come MySQL, PostgreSQL o Oracle, sono sistemi OLTP (Online Transactional Processing). Il loro obiettivo primario è gestire la velocità e l’integrità delle operazioni quotidiane.
- Scrittura rapida: sono progettati per inserire, aggiornare o eliminare singole righe in millisecondi (es. un cliente che effettua un ordine).
- Archiviazione a righe: i dati sono memorizzati riga per riga. Se cerchi il fatturato totale, il sistema deve leggere ogni singola riga (inclusi nomi, indirizzi e date) per estrarre solo il valore numerico, sprecando risorse.
- Limiti di scalabilità: scalano principalmente in modo verticale (aggiungendo RAM o CPU al singolo server). Oltre una certa soglia di Terabyte, le prestazioni degradano sensibilmente.
Data warehouse cloud (OLAP): ottimizzato per l’analisi
Un data warehouse cloud come BigQuery è un sistema OLAP (Online Analytical Processing). Non serve a gestire gli ordini in tempo reale, ma ad analizzare milioni di ordini passati per estrarre trend e insight.
- Lettura massiva: è progettato per scansionare miliardi di righe contemporaneamente per rispondere a domande complesse (es. “Qual è stato il prodotto più venduto negli ultimi 5 anni suddiviso per regione?”).
- Archiviazione a colonne: memorizza i dati per colonna. Per calcolare il fatturato, il sistema legge solo la colonna “prezzo”, ignorando tutto il resto. Questo rende l’analisi esponenzialmente più veloce e meno costosa.
- Scalabilità elastica: sfrutta il cloud per distribuire il carico su migliaia di macchine virtuali in parallelo, gestendo Petabyte di dati senza che l’utente debba configurare nulla.
Tabella comparativa per il decision making aziendale
| Caratteristica | Database Tradizionale (OLTP) | Data Warehouse Cloud (OLAP) |
| Scopo principale | Operatività quotidiana e transazioni | Analisi dei dati e Business Intelligence |
| Metodo di lettura | Orientato alle righe | Orientato alle colonne |
| Carico di lavoro | Molte transazioni piccole e veloci | Poche query ma estremamente complesse |
| Dati gestiti | Dati correnti e aggiornati | Storico massivo (Big Data) |
| Hardware | Server fisici o istanze cloud fisse | Infrast |
Il ruolo di dremel e colossus nell’elaborazione dei big data
Il successo di BigQuery nel gestire carichi di lavoro su scala petabyte deriva dalla separazione netta tra l’elaborazione e l’archiviazione. Questa separazione è resa possibile da due tecnologie proprietarie di Google: Dremel e Colossus.
Dremel: il motore di esecuzione multi-tenant
Dremel è il sistema di calcolo distribuito che trasforma le query SQL in operazioni eseguite in parallelo da migliaia di nodi. Immagina Dremel come una “vasta flotta di processori” pronti a dividersi il lavoro.
- Struttura ad albero (Query Tree): quando invii una query, Dremel la scompone in piccoli pezzi. La radice dell’albero riceve la query, i nodi intermedi la aggregano e le “foglie” (chiamate slots) leggono i dati ed eseguono i calcoli locali.
- Parallelismo estremo: poiché migliaia di slot possono lavorare contemporaneamente sullo stesso set di dati, BigQuery può scansionare miliardi di righe in pochi secondi.
- Efficienza B2B: per un’azienda, questo significa non dover mai “dimensionare” un server. Se la query è enorme, BigQuery assegna automaticamente più slot Dremel per completarla velocemente.
Colossus: il sistema di archiviazione distribuito
Mentre Dremel elabora, i dati devono risiedere da qualche parte. Colossus è il file system globale di Google che sostituisce il vecchio GFS (Google File System).
- Durabilità e disponibilità: Colossus gestisce la replica dei dati, il recupero dai guasti e la distribuzione geografica. Per un business, questo garantisce che i dati critici non vadano mai persi.
- Ottimizzazione per capacitor: Colossus ospita i dati nel formato a colonne Capacitor. Questo permette a Dremel di leggere solo i byte necessari per quella specifica analisi, riducendo il tempo di I/O (Input/Output).
- Indipendenza totale: Poiché i dati sono su Colossus e non “dentro” i server di calcolo, puoi conservare petabyte di dati a costi bassissimi senza dover tenere accesi i motori di calcolo quando non stai facendo analisi.
Il legame: la rete Jupiter
Il segreto che permette a Dremel (calcolo) di leggere dati da Colossus (storage) come se fossero sullo stesso disco rigido è la rete Jupiter. Si tratta di un’infrastruttura di rete a un petabit al secondo che elimina ogni latenza tra il momento in cui chiedi un dato e il momento in cui Dremel inizia a processarlo.
Questa architettura Dremel + Colossus è il motivo per cui BigQuery è definito Serverless. L’azienda non paga per l’hardware inattivo, ma solo per lo spazio occupato su Colossus e per i cicli di calcolo consumati da Dremel durante l’esecuzione delle query.
Vantaggi di BigQuery per il business e l’analisi dei dati
L’adozione di BigQuery in un contesto aziendale non è solo una scelta tecnologica, ma una decisione strategica che impatta direttamente sull’agilità del business e sulla capacità di prendere decisioni basate sui dati (data-driven).
Scalabilità illimitata senza gestione infrastrutturale
Il vantaggio più immediato per un’azienda è l’assenza di limiti fisici. Che la tua impresa debba analizzare gigabyte di dati di vendita o petabyte di log di navigazione globale, BigQuery scala istantaneamente.
- Zero manutenzione: il team IT non deve gestire aggiornamenti, patch di sicurezza o configurazioni hardware.
- Focus sul valore: gli analisti possono concentrarsi sull’estrazione di insight invece di perdere tempo a ottimizzare le performance del database.
Analisi in tempo reale (Real-time Analytics)
In un mercato competitivo, la velocità di reazione è tutto. BigQuery permette l’ingestione di flussi di dati in streaming, rendendo i dati disponibili per l’analisi pochi millisecondi dopo la loro generazione.
- Monitoraggio istantaneo: ideale per rilevare frodi bancarie, monitorare scorte di magazzino in tempo reale o analizzare il comportamento degli utenti su un sito e-commerce durante un lancio di prodotto.
Integrazione nativa con l’ecosistema Google
Per le aziende che utilizzano già strumenti come Google Analytics 4 (GA4), Google Ads o Looker, BigQuery funge da connettore centrale.
- Esportazione GA4: è possibile inviare gratuitamente i dati grezzi di GA4 a BigQuery per eseguire analisi avanzate (es. calcolo del Customer Lifetime Value) che l’interfaccia standard di Analytics non permetterebbe.
- Data Visualization: si collega nativamente a Looker Studio e Tableau per creare dashboard interattive aggiornate automaticamente.
Sicurezza e Governance dei dati di livello Enterprise
La protezione delle informazioni sensibili è una priorità assoluta per il business. BigQuery offre strumenti avanzati per garantire la conformità alle normative (come il GDPR):
- Criptazione automatica: i dati sono criptati sia a riposo che in transito.
- Controllo granulare (IAM): permette di definire esattamente chi può vedere quali dati, fino al livello della singola riga o colonna.
- Data Clean Rooms: consente di collaborare con partner esterni e condividere dati per l’analisi senza mai esporre le informazioni personali (PII) grezze.
Democratizzazione dei dati con l’Intelligenza Artificiale
BigQuery abbatte le barriere tra data scientist e analisti di business grazie a BigQuery ML.
- Machine Learning in SQL: gli analisti possono creare e addestrare modelli di intelligenza artificiale (es. previsione delle vendite o segmentazione dei clienti) utilizzando il semplice linguaggio SQL, senza dover imparare Python o Java.
- Integrazione con Vertex AI: per le necessità più complesse, BigQuery si connette direttamente alla piattaforma AI di Google per scalare i modelli di apprendimento automatico a livello di produzione.
Scalabilità automatica e gestione dei carichi di lavoro petabyte scale
La capacità di gestire dataset nell’ordine dei petabyte (milioni di gigabyte) senza alcun intervento manuale è ciò che definisce BigQuery come soluzione di classe Enterprise. Per un’azienda, questo significa eliminare il concetto di “collo di bottiglia” tecnologico.
Il concetto di scalabilità orizzontale dinamica
Nei sistemi tradizionali, per gestire più dati è necessario aggiungere server fisici (scaling verticale) o distribuire manualmente i dati su più macchine (sharding), un processo complesso e rischioso. BigQuery adotta lo scaling orizzontale automatico:
- Allocazione degli slot: uno “slot” è l’unità di misura della capacità di calcolo di BigQuery (una combinazione di CPU e RAM). Quando lanci una query su un dataset da 100 petabyte, BigQuery non usa un solo server, ma mobilita istantaneamente migliaia di slot che lavorano in parallelo.
- Elasticità in tempo reale: se la query è semplice, il sistema usa poche risorse. Se la query analizza l’intero storico aziendale decennale, il sistema scala verso l’alto in pochi millisecondi, per poi rilasciare le risorse non appena il compito è terminato.
Gestione dei carichi di lavoro (Workload Management)
In un’azienda, diversi dipartimenti (Marketing, Finance, Logistica) interrogano i dati contemporaneamente. BigQuery gestisce questi carichi senza che una query pesante “blocchi” le altre:
- Code di esecuzione intelligenti: BigQuery analizza la complessità delle query in arrivo e le distribuisce per massimizzare il throughput (la quantità di lavoro completato nell’unità di tempo).
- Fair Scheduling: il motore di esecuzione garantisce che ogni utente riceva una quota equa di risorse, evitando che un singolo analista saturi l’intero sistema aziendale.
- Prenotazioni di capacità (Reservations): per le grandi imprese che necessitano di performance garantite e costi prevedibili, è possibile acquistare una capacità dedicata (es. 2000 slot fissi) e suddividerla tra i vari team tramite “impegni di capacità”.
Ottimizzazione per Petabyte Scale: il partizionamento e il clustering
Gestire petabyte di dati richiede strategie di organizzazione intelligenti che BigQuery esegue dietro le quinte:
- Partizionamento: suddivide le tabelle in segmenti più piccoli (solitamente per data). Se cerchi i dati di vendita di “ieri” in un archivio di 10 anni, BigQuery legge solo la partizione di ieri, ignorando il resto dei petabyte e riducendo drasticamente tempi e costi.
- Clustering: organizza i dati all’interno delle partizioni in base a colonne specifiche (es. ID cliente o categoria prodotto). Questo permette al motore di “saltare” blocchi di dati non pertinenti, velocizzando ulteriormente l’esecuzione su larga scala.
Questa architettura permette a un’azienda di passare da una startup con pochi dati a una multinazionale globale senza dover mai migrare il database o riscrivere il codice delle proprie analisi.
Integrazione nativa con Google Marketing Platform e GA4
L’integrazione tra BigQuery e la Google Marketing Platform (GMP), in particolare con Google Analytics 4 (GA4), rappresenta il punto di svolta per la maturità digitale di un’azienda. Se l’interfaccia standard di GA4 è utile per report rapidi, BigQuery è dove i dati grezzi vengono trasformati in asset strategici.
Accesso ai dati grezzi e non campionati
A differenza delle versioni precedenti (Universal Analytics), dove l’esportazione verso BigQuery era un’esclusiva della versione a pagamento (360), con GA4 l’integrazione è gratuita per tutti.
- Superamento del campionamento: nell’interfaccia di GA4, i report su grandi volumi di dati possono essere approssimativi (campionati). In BigQuery hai accesso a ogni singolo evento (click, scroll, acquisto) nella sua forma pura.
- Conservazione illimitata: GA4 ha limiti di conservazione dei dati (fino a 14 mesi per la versione standard). Esportandoli in BigQuery, l’azienda ne diventa proprietaria e può conservarli per decenni, permettendo analisi storiche anno su anno (YoY) senza perdite.
Opzioni di esportazione: giornaliera vs streaming
Le aziende possono scegliere come alimentare il proprio data warehouse a seconda delle necessità di business:
- Esportazione Giornaliera (Batch): i dati vengono inviati una volta al giorno. È la soluzione ideale per la reportistica direzionale e l’analisi dei trend. Nelle proprietà standard, il limite è di 1 milione di eventi al giorno.
- Esportazione in streaming: i dati vengono inviati quasi in tempo reale (ogni pochi minuti). È fondamentale per casi d’uso come il monitoraggio di un lancio prodotto o l’attivazione di sistemi di alert immediati.
Analisi Cross-Channel e attribuzione avanzata
Uno dei limiti del marketing moderno è l’isolamento dei dati (data silos). BigQuery permette di abbattere queste barriere:
- Unificazione dei dati: si possono unire i dati di GA4 con quelli di Google Ads, Search Ads 360, ma anche con dati off-line provenienti dal CRM (es. Salesforce) o dal sistema di magazzino.
- Modelli di attribuzione personalizzati: Invece di affidarsi ai modelli predefiniti di Google,si possono scrivere query SQL per capire esattamente quale combinazione di canali (social, search, email) ha portato alla conversione finale di un cliente alto-spendende.
Audience Strategy e Machine Learning
L’integrazione non serve solo a “leggere” il passato, ma a “prevedere” il futuro:
- Segmentazione predittiva: utilizzando BigQuery ML, si possono identificare gli utenti con un’alta probabilità di abbandono (churn rate) o quelli pronti a un acquisto imminente.
- Attivazione delle audience: una volta identificati questi segmenti in BigQuery, si possono re-importarli in Google Ads o Display & Video 360 per creare campagne di remarketing estremamente mirate e ottimizzare il ROAS (Return on Ad Spend).
Esempio Business: un retailer può incrociare i dati di navigazione web (GA4) con le giacenze effettive in magazzino (ERP aziendale) per smettere automaticamente di investire in pubblicità su prodotti esauriti, risparmiando migliaia di euro in budget pubblicitario sprecato.
Sicurezza dei dati e governance enterprise con assured workloads
Per le aziende che operano in settori altamente regolamentati (come finanza, sanità o pubblica amministrazione), la nuvola non deve essere solo potente, ma blindata. BigQuery affronta questa sfida integrandosi con Assured Workloads, una funzionalità di Google Cloud che automatizza la conformità e la governance dei dati.
Controllo della residenza e sovranità dei dati
Assured Workloads permette di configurare “recinti” logici che garantiscono che i dati e i carichi di lavoro di BigQuery rispettino specifici vincoli geografici e normativi.
- Residenza fisica: si può imporre che i dati non lascino mai i confini di una specifica regione (es. Unione Europea o singoli stati).
- Limitazioni del personale: assicura che solo il personale di supporto di Google che soddisfa determinati requisiti (es. cittadinanza o controlli di background) possa accedere ai sistemi sottostanti in caso di assistenza tecnica.
Crittografia avanzata: CMEK e CSEK
Sebbene BigQuery cripti tutti i dati a riposo per impostazione predefinita, le aziende con standard di sicurezza elevati necessitano di un controllo totale:
- Customer-Managed Encryption Keys (CMEK): utilizzando il Cloud Key Management Service (KMS), l’azienda gestisce le chiavi di crittografia. Se l’azienda revoca la chiave, i dati in BigQuery diventano istantaneamente illeggibili per chiunque, Google inclusa.
- Crittografia in transito: tutti i dati che si muovono tra l’utente, Dremel e Colossus sono protetti da protocolli TLS di ultima generazione.
Governance granulare con IAM e Data Policy
La sicurezza in BigQuery non è “tutto o niente”. Grazie all’integrazione con Identity and Access Management (IAM) e alle Policy Tag, la governance diventa chirurgica:
- Sicurezza a livello di colonna: si può limitare l’accesso a colonne sensibili (come i numeri di previdenza sociale o le email) solo a determinati utenti, anche se hanno accesso alla tabella generale.
- Sicurezza a livello di riga: un responsabile vendite regionale può vedere solo le righe dei dati relative alla propria area geografica, pur interrogando lo stesso dataset centrale.
- Mascheramento dei dati (Data Masking): permette agli analisti di vedere solo una versione parziale dei dati (es. solo le ultime 4 cifre di una carta di credito) per eseguire analisi senza esporre informazioni personali (PII).
Audit Log e monitoraggio continuo
Ogni singola azione compiuta in BigQuery viene tracciata in modo immutabile:
- Cloud Audit Logs: registra chi ha eseguito quale query, quando e su quali dati. Questo è fondamentale per superare audit interni ed esterni.
- VPC Service Controls: crea un perimetro di sicurezza attorno a BigQuery per prevenire l’esfiltrazione dei dati verso l’esterno, bloccando tentativi di copia non autorizzati anche da parte di utenti con credenziali valide.
Valore per il Business: grazie a Assured Workloads, il dipartimento IT e il Legal possono approvare l’uso di BigQuery sapendo che la piattaforma applica automaticamente le policy necessarie per la conformità (come GDPR, HIPAA o SOC2), riducendo drasticamente il rischio di sanzioni o violazioni della privacy.
Funzionalità avanzate di intelligenza artificiale e machine learning
L’evoluzione di BigQuery da semplice data warehouse a piattaforma di analisi intelligente è culminata nell’integrazione nativa di funzionalità avanzate di Artificial Intelligence (AI) e Machine Learning (ML). Questa convergenza permette alle aziende di estrarre valore predittivo dai propri asset informativi senza la necessità di esportare dati verso piattaforme esterne, riducendo latenza e rischi di sicurezza.
BigQuery ML: la democratizzazione del Machine Learning
Il pilastro fondamentale di questa trasformazione è BigQuery ML, uno strumento che consente ad analisti e data scientist di creare, addestrare ed eseguire modelli di apprendimento automatico utilizzando esclusivamente il linguaggio SQL.
- Modelli predefiniti: la piattaforma supporta un’ampia gamma di algoritmi, dalla regressione lineare per le previsioni di vendita al clustering k-means per la segmentazione della clientela, fino alle serie temporali per il forecasting della domanda.
- Integrazione con Vertex AI: per i casi d’uso più complessi, BigQuery si connette bidirezionalmente con Vertex AI, la piattaforma di IA di Google Cloud, permettendo di importare modelli personalizzati (TensorFlow, PyTorch) o di esportare dataset pronti per l’addestramento di modelli di deep learning.
Integrazione dei Large Language Models (LLM)
Con l’avvento dell’IA generativa, BigQuery ha introdotto il supporto ai modelli di linguaggio di grandi dimensioni attraverso le Remote Functions.
- Gemini in BigQuery: l’integrazione con Gemini permette di eseguire compiti di elaborazione del linguaggio naturale direttamente sulle tabelle. È possibile automatizzare la sintesi di migliaia di recensioni clienti, tradurre descrizioni di prodotti in tempo reale o generare codice SQL complesso partendo da prompt testuali in linguaggio naturale.
- Analisi dei dati non strutturati: grazie ai modelli di visione artificiale e di elaborazione del linguaggio, BigQuery è ora in grado di analizzare immagini, video e documenti PDF memorizzati in Cloud Storage, estraendo metadati e rendendo ricercabile ciò che prima era considerato “dato oscuro”.
Ricerca vettoriale e Retrieval-Augmented Generation (RAG)
Per supportare le moderne applicazioni di IA generativa aziendale, BigQuery ha implementato funzionalità di Vector Search.
- Embedding dei dati: il sistema permette di convertire dati testuali o visivi in vettori numerici (embedding).
- Semantic Search: questa tecnologia consente di effettuare ricerche basate sul significato e sul contesto, anziché sulla semplice corrispondenza di parole chiave, facilitando la creazione di sistemi di assistenza virtuale e motori di raccomandazione altamente accurati.
Impatto sulle operazioni aziendali: l’approccio “In-Place ML” di BigQuery elimina i complessi processi di ETL (Extract, Transform, Load) storicamente necessari per il machine learning. Questo si traduce in un ciclo di vita dello sviluppo (MLOps) più rapido e in una riduzione dei costi infrastrutturali, permettendo al business di passare dal monitoraggio del passato alla previsione del futuro con estrema agilità.
BigQuery ML come creare modelli predittivi usando il linguaggio SQL
L’integrazione del machine learning direttamente all’interno del data warehouse rappresenta una delle innovazioni più significative di Google Cloud. BigQuery ML (BQML) consente agli analisti di dati di creare e implementare modelli predittivi utilizzando il linguaggio SQL standard, eliminando la necessità di esportare dati verso ambienti di programmazione esterni come Python o R.
Questa architettura riduce drasticamente la complessità dei flussi di lavoro (MLOps) e accelera il passaggio dall’analisi descrittiva alla manutenzione predittiva o alla previsione della domanda.
Il workflow di machine learning in SQL
Il processo di creazione di un modello in BigQuery ML segue una sintassi dichiarativa che ricalca le operazioni standard sui database. I passaggi fondamentali sono tre:
- Preparazione dei dati: selezione e pulizia delle feature (variabili indipendenti) e del target (variabile dipendente) tramite una normale istruzione
SELECT. - Addestramento (Training): utilizzo dell’istruzione
CREATE MODEL. - Predizione (Inference): utilizzo della funzione
ML.PREDICTper applicare il modello a nuovi dati.
Sintassi e tipologie di modelli
La forza di BQML risiede nella semplicità della sintassi. Per addestrare un modello di regressione lineare volto a prevedere il valore delle vendite, la struttura è la seguente:
SQL
CREATE OR REPLACE MODEL `progetto.dataset.modello_vendite`
OPTIONS(model_type='linear_reg') AS
SELECT
label_vendite,
feature_area_geografica,
feature_categoria_prodotto
FROM
`progetto.dataset.tabella_training`
Oltre alla regressione, BigQuery ML supporta nativamente:
- Classificazione logistica: per previsioni binarie (es. propensione all’acquisto sì/no).
- K-means clustering: Per la segmentazione automatica della clientela.
- Time Series (ARIMA+): per il forecasting di serie temporali con gestione automatica di stagionalità e festività.
- Boosted Trees (XGBoost): per modelli di classificazione e regressione ad alte prestazioni.
Valutazione e monitoraggio delle performance
Una volta creato il modello, BigQuery fornisce funzioni integrate per analizzarne l’accuratezza senza uscire dalla console.
- ML.EVALUATE: restituisce metriche standard come R² e Mean Absolute Error (per la regressione) o Precision, Recall e F1-score (per la classificazione).
- ML.ROC_CURVE: genera i dati necessari per visualizzare la curva caratteristica del funzionamento del ricevitore, fondamentale per bilanciare falsi positivi e falsi negativi nelle strategie di business.
Vantaggi strategici per l’impresa
L’approccio “In-Place ML” trasforma il data warehouse in un motore decisionale attivo:
- Riduzione del divario tecnico: permette agli SQL Developer e ai Business Analyst di contribuire direttamente a progetti di intelligenza artificiale, riservando ai Data Scientist senior i compiti di ricerca e sviluppo più complessi.
- Sicurezza dei dati: i dati non lasciano mai il perimetro di sicurezza di BigQuery, mantenendo intatta la data governance e la conformità (GDPR/HIPAA).
- Velocità di esecuzione: sfruttando la potenza di calcolo distribuita di Google, l’addestramento su miliardi di righe avviene in frazioni del tempo richiesto da un server tradizionale.
L’assistenza di Gemini in BigQuery per l’analisi in linguaggio naturale
L’integrazione di Gemini in BigQuery segna l’ingresso dell’intelligenza artificiale generativa direttamente nel flusso di lavoro dei dati. Questa funzionalità trasforma il data warehouse in un ambiente collaborativo dove l’interazione uomo-macchina avviene tramite il linguaggio naturale, abbattendo le barriere tecniche per l’estrazione di insight complessi.
L’assistenza di Gemini si articola su tre pilastri fondamentali per l’efficienza aziendale:
SQL Generation e traduzione dal linguaggio naturale
La funzionalità più immediata è la capacità di Gemini di convertire una richiesta testuale in codice SQL pronto all’uso.
- Query assistita: un analista può digitare un prompt come “Mostrami il trend delle vendite mensili per la categoria elettronica nell’ultimo anno e confrontalo con l’anno precedente“. Gemini analizza lo schema delle tabelle, identifica le join necessarie e genera la sintassi corretta.
- Comprensione del contesto: a differenza di un semplice generatore di codice, Gemini comprende i nomi delle colonne e le relazioni tra le tabelle specifiche del dataset aziendale, riducendo drasticamente il tempo di scrittura e il rischio di errori sintattici.
Spiegazione e ottimizzazione del codice
Per i team tecnici, Gemini funge da assistente senior per la revisione del codice:
- SQL Explain: Gemini è in grado di prendere una query SQL complessa ed esistente e spiegarne il funzionamento in un linguaggio piano e comprensibile. Questo è fondamentale per il passaggio di consegne tra team o per la documentazione automatica dei processi.
- Suggerimenti di ottimizzazione: l’intelligenza artificiale può analizzare una query inefficiente e suggerire modifiche per migliorarne le performance, ad esempio raccomandando l’uso di partizionamento o clustering, riducendo così i costi di elaborazione.
Analisi dei dati e Data Canvas
Il BigQuery Data Canvas è un’interfaccia visuale basata sull’intelligenza artificiale che rivoluziona l’esplorazione dei dati:
- Flusso di analisi guidato: Invece di tabelle statiche, il canvas permette di visualizzare l’intero percorso dell’analisi, dalla query iniziale alla visualizzazione finale.
- Visualizzazione intelligente: Gemini suggerisce automaticamente il tipo di grafico più adatto (linee, barre, dispersione) per rappresentare i risultati ottenuti, facilitando la creazione di report pronti per gli stakeholder di business.
Supporto allo sviluppo Python e Notebook
Per i data scientist che preferiscono ambienti di programmazione più complessi, Gemini assiste nella scrittura di codice Python all’interno dei notebook integrati in BigQuery.
- Codifica assistita: supporta la generazione di codice per la manipolazione dei dati (Pandas, PySpark) e per la creazione di modelli di machine learning, garantendo coerenza tra l’analisi SQL e lo sviluppo ML.
- Impatto sul Business: L’assistenza di Gemini in BigQuery democratizza l’accesso ai dati. Non è più necessario essere esperti programmatori SQL per interrogare il patrimonio informativo aziendale. Questo accelera i processi decisionali e permette ai profili tecnici di concentrarsi su attività ad alto valore aggiunto, delegando all’IA la parte operativa e ripetitiva della scrittura del codice.
Gestione dei costi e modelli di pricing per le imprese
La gestione economica di BigQuery è uno dei fattori determinanti per il suo successo in ambito enterprise. A differenza dei data warehouse tradizionali con costi fissi elevati, BigQuery adotta un modello pay-as-you-go o a capacità riservata, permettendo alle aziende di allineare la spesa all’effettivo utilizzo e al valore generato dai dati.
Il pricing si articola principalmente su due direttrici: l’archiviazione (Storage) e l’elaborazione (Compute).
1. Modelli di costo per l’archiviazione (Storage Pricing)
Il costo dello storage è basato sulla quantità di dati memorizzati in BigQuery e si divide in due categorie:
- Active Storage: Si applica ai dati o alle tabelle modificati negli ultimi 90 giorni. Il costo è paragonabile a quello di Google Cloud Storage Standard.
- Long-term Storage: Se una tabella o una partizione non viene modificata per 90 giorni consecutivi, il costo dell’archiviazione scende automaticamente del 50%. Le prestazioni delle query rimangono identiche, rendendo BigQuery estremamente conveniente per la conservazione di serie storiche decennali.
2. Modelli di costo per l’elaborazione (Compute Pricing)
Per l’esecuzione delle query, le imprese possono scegliere tra due modalità principali:
A. On-Demand Pricing (basato sui Terabyte)
È il modello predefinito, ideale per carichi di lavoro intermittenti o imprevedibili.
- L’azienda paga esclusivamente per i byte scansionati da ogni query.
- Include una quota gratuita (Free Tier) di 1 TB di elaborazione query al mese.
- Vantaggio: Nessun costo fisso mensile; si paga solo quando si interroga il database.
B. Capacity Pricing (edizioni BigQuery)
Per le grandi imprese con carichi di lavoro costanti e necessità di budget prevedibili, Google offre le BigQuery Editions (Standard, Enterprise, Enterprise Plus).
- Invece di pagare per i byte scansionati, l’azienda acquista capacità di calcolo dedicata (Slot).
- Autoscaling: È possibile definire un numero minimo e massimo di slot; il sistema scala automaticamente per gestire i picchi e si riduce nei momenti di inattività per ottimizzare i costi.
- Vantaggio: Prevedibilità della spesa e accesso a funzionalità avanzate (come il disaster recovery o la crittografia avanzata).
Strumenti di governance e controllo del budget
Per evitare sorprese in fattura, BigQuery mette a disposizione strumenti di controllo granulari:
- Controlli personalizzati (Custom Quotas): È possibile impostare limiti giornalieri di scansione dati a livello di progetto o di singolo utente.
- Query Dry Run: Prima di eseguire una query, BigQuery stima il numero di byte che verranno scansionati, permettendo all’analista di valutarne il costo potenziale.
- Billing Alerts: Integrazione con Cloud Billing per ricevere notifiche automatiche al raggiungimento di soglie di spesa prestabilite.
Operazioni gratuite con BigQuery
Per massimizzare l’efficienza, Google non addebita costi per alcune operazioni fondamentali:
- Caricamento dati (Batch Load): Caricare dati da Cloud Storage o file locali è gratuito.
- Esportazione dati: L’estrazione di dati verso Cloud Storage non comporta costi di elaborazione.
- Query su metadati: Le operazioni che interrogano le tabelle di sistema (es.
INFORMATION_SCHEMA) sono gratuite.
Consiglio per il Management: Per ottimizzare i costi, è fondamentale implementare strategie di partizionamento e clustering. Queste tecniche limitano la quantità di dati scansionati dalle query, riducendo direttamente la spesa nel modello on-demand o liberando slot nel modello a capacità.
Differenza tra prezzi on demand e edizioni con capacità riservata
La scelta tra il modello di pricing On-demand e le nuove Edizioni di BigQuery (Capacity) è una decisione strategica che incide sulla prevedibilità del budget e sulle prestazioni del sistema. Mentre il primo è basato sul consumo di dati, il secondo si focalizza sulla potenza di calcolo riservata.
Pricing On-demand: pagamento per Terabyte scansionato
Il modello On-demand è l’approccio storico di BigQuery, ideale per aziende con carichi di lavoro fluttuanti o team che stanno iniziando il percorso nel cloud.
- Metriche di costo: si paga in base alla quantità di dati letti da ogni singola query. Attualmente, il costo è di circa $6.25 per ogni Terabyte scansionato (oltre il primo TB gratuito mensile).
- Gestione delle risorse: Google assegna dinamicamente una “flotta” di slot per completare la query il più velocemente possibile. L’utente non ha controllo sul numero di slot, ma beneficia della massima velocità di esecuzione per query isolate.
- Vantaggio: costi variabili minimi se il database non viene interrogato.
- Svantaggio: una singola query scritta male (es.
SELECT *su una tabella enorme non partizionata) può generare costi imprevisti significativi.
Edizioni BigQuery: capacità basata su Slot
Le Edizioni (Standard, Enterprise, Enterprise Plus) hanno sostituito i vecchi abbonamenti a quota fissa, introducendo il concetto di Compute Capacity misurata in slot-ora.
- Metriche di costo: Si paga per il tempo di utilizzo degli slot di calcolo. È possibile scegliere tra un modello Autoscaling (il sistema aggiunge slot solo quando serve) o Impegni di capacità (sconti per l’acquisto di slot per 1 o 3 anni).
- Tre livelli di servizio:
- Standard: Ideale per carichi di lavoro ad hoc e test.
- Enterprise: Include funzionalità avanzate come la crittografia gestita dal cliente (CMEK) e il multi-cloud (BigQuery Omni).
- Enterprise Plus: Offre i massimi livelli di affidabilità, governance e disaster recovery per dati critici.
Confronto sintetico per il decision making
| Caratteristica | Modello On-demand | Edizioni BigQuery (Capacity) |
| Unità di misura | Byte scansionati (TB) | Slot-ora (Compute) |
| Prevedibilità costi | Bassa (dipende dall’efficienza delle query) | Alta (budget prefissato o scalabilità controllata) |
| Controllo risorse | Gestito interamente da Google | Personalizzabile (min/max slot) |
| Ideale per | Startup, query sporadiche, test iniziali | Grandi aziende, carichi costanti, BI intensiva |
| Governance | Limitata a quote di progetto | Avanzata (VPC Service Controls, CMEK) |
Quale scegliere?
La regola generale per le imprese segue la saturazione delle risorse:
- On-demand: Se il volume di query è basso o imprevedibile. È il modo più economico per iniziare.
- Edizioni (Autoscaling): Quando la spesa mensile On-demand diventa costante e superiore al costo di un set minimo di slot. Permette di porre un “tetto” massimo alla spesa oraria.
- Edizioni (Impegni): Quando l’azienda ha una linea di base di utilizzo fissa (es. dashboard di BI sempre attive). L’impegno a lungo termine può portare a risparmi fino al 40% rispetto al prezzo on-demand.
Strumenti per il monitoraggio e il controllo del budget cloud
Per un’azienda che scala i propri dati su BigQuery, la visibilità dei costi è fondamentale quanto la performance tecnica. Google Cloud mette a disposizione un ecosistema di strumenti nativi per monitorare, prevedere e limitare la spesa, evitando il fenomeno del “bill shock”.
L’approccio alla governance dei costi si suddivide in tre livelli: monitoraggio in tempo reale, analisi storica e controlli preventivi.
Cloud Billing Reports e dashboard
Il primo punto di controllo è la console di Cloud Billing, che offre una visualizzazione granulare della spesa.
- Report dei costi: permette di filtrare la spesa per progetto, servizio (es. Storage vs Compute), etichetta (label) o regione.
- Analisi dei trend: grazie all’intelligenza artificiale, il sistema identifica anomalie di spesa rispetto ai periodi precedenti, inviando avvisi automatici se la proiezione a fine mese supera il budget stabilito.
Esportazione dei dati di fatturazione in BigQuery
Per un controllo enterprise, è possibile esportare automaticamente i log di fatturazione (Billing Export) direttamente in un dataset BigQuery.
- Analisi SQL dei costi: questa funzione permette di scrivere query personalizzate per capire esattamente quale utente, quale query o quale tabella sta generando il costo maggiore.
- Integrazione con Looker Studio: i dati di fatturazione possono essere collegati a dashboard visuali interattive, permettendo al management di monitorare il ROI dei dati in tempo reale.
Quote e limiti (Quotas & Limits)
Lo strumento più potente per il controllo preventivo è la gestione delle quote, che agisce come un “interruttore di sicurezza”.
- Quote di utilizzo giornaliere: è possibile impostare un limite massimo di Terabyte scansionabili al giorno per ogni progetto. Una volta raggiunto il limite, BigQuery blocca ulteriori query fino al giorno successivo, proteggendo il budget da errori umani (es. query ricorsive o scansioni integrali non necessarie).
- Limiti per utente: permette di allocare budget specifici a diversi team o singoli analisti, garantendo che un dipartimento non esaurisca le risorse destinate all’intera organizzazione.
BigQuery Information Schema
Per i tecnici, la vista INFORMATION_SCHEMA.JOBS è essenziale per l’ottimizzazione operativa.
- Monitoraggio dei Job: permette di vedere in tempo reale il costo stimato di ogni query eseguita negli ultimi giorni.
- Identificazione delle inefficienze: consente di individuare le query più costose e suggerire agli sviluppatori l’implementazione di partizionamento o clustering per ridurne l’impatto economico.
Budget e avvisi (Budgets & Alerts)
Il sistema di avvisi è la linea di difesa finale.
- Soglie percentuali: è possibile impostare alert via email o notifica quando la spesa raggiunge il 50%, 90% o 100% del budget mensile.
- Automazione via Pub/Sub: per le aziende più avanzate, è possibile collegare gli avvisi a funzioni automatiche (Cloud Functions) che, al raggiungimento di una soglia critica, possono disabilitare temporaneamente la fatturazione o limitare le risorse di calcolo per prevenire extra-costi.
Best Practice Business: si consiglia di etichettare (labeling) ogni dataset e progetto (es. env:production, dept:marketing). In questo modo, l’esportazione dei costi in BigQuery permetterà di attribuire ogni centesimo speso al centro di costo corretto, facilitando il processo di chargeback interno.
Casi d’uso aziendali dalla business intelligence alla real time analytics
L’adozione di BigQuery trasforma il patrimonio informativo aziendale in un motore di crescita pragmatica. Grazie alla sua architettura elastica, le imprese possono spaziare da analisi storiche consolidate a sistemi di reazione immediata, coprendo l’intero spettro delle necessità decisionali.
Business Intelligence (BI) su scala globale
Il caso d’uso più comune è la creazione di un Single Source of Truth (unica fonte di verità). BigQuery funge da magazzino centrale dove confluiscono i dati di ERP, CRM e file flat.
- Analisi delle performance multi-anno: permette di confrontare i dati di vendita di decenni in pochi secondi, identificando ciclicità e trend di mercato a lungo termine.
- Dashboarding per il management: attraverso l’integrazione con strumenti come Looker o Tableau, i decision maker visualizzano KPI aggiornati automaticamente, eliminando l’estrazione manuale dei dati su fogli di calcolo.
Real-Time Analytics e monitoraggio operativo
A differenza dei sistemi batch tradizionali, BigQuery supporta l’ingestione di flussi di dati in streaming (tramite Pub/Sub o Dataflow), abilitando la velocità di risposta necessaria nei mercati digitali.
- Monitoraggio dell’E-commerce: analisi istantanea del funnel di conversione durante eventi ad alto traffico (come il Black Friday) per identificare drop-off tecnici o anomalie nei pagamenti.
- Logistica e Supply Chain: tracciamento in tempo reale delle spedizioni e dei livelli di magazzino per ottimizzare i percorsi di consegna e prevenire rotture di stock.
Marketing Avanzato e Customer 360
L’unificazione dei dati di marketing è dove BigQuery genera il massimo ROI, permettendo di superare i limiti dei singoli strumenti di advertising.
- Customer Lifetime Value (CLV): incrociando i dati di navigazione di GA4 con lo storico acquisti del CRM, le aziende possono calcolare il valore potenziale di ogni cliente e regolare di conseguenza le offerte di bidding su Google Ads.
- Analisi del Churn: identificazione proattiva dei segmenti di clientela a rischio abbandono attraverso modelli predittivi, permettendo al reparto marketing di inviare offerte di retention mirate.
Cybersecurity e analisi dei Log
Le grandi organizzazioni utilizzano BigQuery come backend per i propri sistemi di sicurezza (SIEM).
- Threat Detection: analisi di terabyte di log di rete e di accesso per individuare pattern sospetti o tentativi di intrusione che passerebbero inosservati su scala ridotta.
- Compliance Audit: conservazione a lungo termine di tutti i log aziendali in modalità “Long-term storage” (a costo ridotto), garantendo la conformità alle normative sulla protezione dei dati e facilitando le verifiche ispettive.
Manutenzione predittiva e IoT
Nel settore industriale e manifatturiero, BigQuery elabora i dati provenienti da milioni di sensori (Internet of Things).
- Previsione dei guasti: analisi delle vibrazioni e delle temperature dei macchinari per prevedere la necessità di manutenzione prima che si verifichi un fermo produzione.
- Ottimizzazione dei consumi energetici: monitoraggio dei flussi energetici negli impianti per identificare sprechi e migliorare l’efficienza operativa.
Mentre la BI tradizionale spiega “cosa è successo”, l’integrazione della Real-Time Analytics e del Machine Learning in BigQuery permette alle aziende di capire “cosa sta succedendo ora” e “cosa accadrà domani”, garantendo un vantaggio competitivo misurabile.
Come iniziare a usare big query la guida per il set up iniziale
L’avvio di un progetto su BigQuery è un processo lineare che non richiede l’installazione di software locale, essendo una piattaforma interamente cloud-native. Per un’azienda, il set up iniziale deve però essere eseguito con attenzione alla gerarchia delle risorse per garantire sicurezza e controllo dei costi.
Creazione del progetto in Google Cloud Console
Ogni attività in BigQuery risiede all’interno di un Progetto Google Cloud. Il progetto è il contenitore principale per la fatturazione, i permessi e le risorse.
- Accedere alla Google Cloud Console.
- Cliccare sul selettore dei progetti e selezionare “Nuovo Progetto”.
- Assegnare un nome univoco (es. azienda-data-warehouse) e collegare un account di fatturazione (Billing Account).
- Nota: È possibile iniziare con la BigQuery Sandbox, che permette di testare le funzionalità gratuitamente senza inserire una carta di credito, sebbene con limiti di storage (10 GB) e scadenza automatica delle tabelle dopo 60 giorni.
Configurazione del Dataset: il contenitore dei dati
All’interno del progetto, i dati sono organizzati in Dataset. Un dataset è un raggruppamento logico di tabelle e viste.
- Nel pannello “Explorer” di BigQuery, cliccare sui tre puntini accanto all’ID del progetto e selezionare “Crea dataset”.
- ID Dataset: Utilizzare un nome descrittivo (es. marketing_data o sales_2026).
- Localizzazione dei dati: questo passaggio è critico per la conformità (GDPR). Scegliere “EU” o una regione specifica (es. europe-west1 – Belgio) per garantire che i dati risiedano nel territorio desiderato. Una volta creato, la posizione non può essere modificata.
Ingestione dei dati: caricare le prime informazioni
Esistono diversi modi per alimentare BigQuery, a seconda della sorgente:
- Caricamento Batch (Manuale): è possibile caricare file CSV, JSON o Parquet direttamente dal proprio computer o da Google Cloud Storage.
- Google Data Transfer Service: strumento ideale per automatizzare l’importazione da sorgenti Google (Ads, Search Console, Play Store) o da piattaforme esterne come Amazon S3 o Salesforce.
- Query Federate: permettono di interrogare dati residenti su Google Drive (fogli Google Sheets) o Cloud Storage senza doverli fisicamente importare in BigQuery.
Gestione degli accessi (IAM)
La governance aziendale richiede che l’accesso sia limitato in base al ruolo.
- Accedere alla sezione IAM e amministrazione.
- Aggiungere i membri del team assegnando ruoli specifici:
- BigQuery Admin: Controllo totale su risorse e permessi.
- BigQuery Data Editor: Capacità di creare e modificare tabelle.
- BigQuery Data Viewer: Solo lettura dei dati (ideale per analisti BI).
- BigQuery Job User: Permesso di eseguire query consumando risorse del progetto.
BigQuery Studio: l’interfaccia di analisi
Una volta configurati i dati, si utilizza BigQuery Studio, l’ambiente di sviluppo integrato.
Ogni query eseguita mostrerà una stima dei dati scansionati prima dell’invio, permettendo un controllo immediato della spesa.
Qui è possibile scrivere query SQL, utilizzare l’assistenza di Gemini per la generazione di codice in linguaggio naturale e aprire Notebook Python per analisi statistiche avanzate.
FAQ: bigquery
Cos’è Google BigQuery?
Google BigQuery è una piattaforma analitica di big data analytics basata su cloud che permette di processare grandi quantità di data set in modalità solo lettura usando query simili a SQL. Si tratta di un data warehouse aziendale totalmente gestito che consente di analizzare dati nell’ordine di miliardi di righe grazie alla sua architettura serverless. BigQuery offre funzionalità integrate come machine learning, business intelligence e analisi geospaziale, consentendo alle aziende di innovare meglio accelerando il time-to-insight senza necessità di gestione dell’infrastruttura.
Quali sono le principali caratteristiche di BigQuery?
BigQuery presenta diverse caratteristiche fondamentali: è un data warehouse serverless che permette di focalizzarsi sui dati invece che sulla gestione delle risorse; presenta i dati in tabelle, righe e colonne; effettua l’archiviazione dei dati grazie a un formato di archiviazione a colonne ottimizzato per query analitiche; supporta completamente la semantica delle transazioni del database; offre analisi descrittive e prescrittive che comprendono business intelligence, analisi mirate e geospaziali, e machine learning; consente l’esecuzione di query sia sui dati archiviati in BigQuery sia su dati esterni con tabelle esterne o query federate; include un sistema di Identity and Access Management (IAM) per la protezione delle risorse.
Come funziona il modello di prezzi di BigQuery?
BigQuery offre due principali modelli di prezzi di calcolo: on demand o basati sulla capacità. I prezzi on demand permettono di pagare per i dati analizzati dalle query, con il costo determinato dal numero di byte elaborati da ciascuna query. I prezzi basati sulla capacità consentono invece di pagare per la capacità di elaborazione delle query ad hoc o con scalabilità automatica, misurata in slot (CPU virtuali), per un certo periodo di tempo. Google Cloud ha introdotto anche BigQuery Pricing Editions che ampliano la scelta offrendo versatilità per scegliere l’insieme di opzioni più opportuno, con edizioni Standard, Enterprise ed Enterprise Plus.
Come si integra BigQuery con altre tecnologie e servizi?
BigQuery si integra con numerose tecnologie e servizi. È possibile eseguire query sui dati archiviati in BigQuery o sui dati esterni con tabelle esterne o query federate, compresi Cloud Storage, Spanner, Bigtable o fogli Google archiviati su Google Drive. Inoltre, BigQuery si integra con strumenti di analisi e visualizzazione come Looker, Looker Studio e Fogli Google. Per gli sviluppatori e data scientist, sono disponibili librerie client in vari linguaggi di programmazione come Python, JavaScript, Java e Go, oltre all’API REST e all’API RPC. BigQuery supporta anche driver ODBC e JDBC per interagire con applicazioni esistenti e tool di terze parti. Recentemente, Google ha anche potenziato l’integrazione con soluzioni di sicurezza come CyberRes Voltage SecureData per offrire protezione enterprise end-to-end.
Quali sono i vantaggi di BigQuery rispetto ad altre soluzioni di data warehouse?
BigQuery offre numerosi vantaggi rispetto ad altre soluzioni di data warehouse. La sua infrastruttura serverless elimina la necessità di gestire l’infrastruttura, permettendo di concentrarsi sui dati. Il motore di analisi scalabile e distribuito consente l’esecuzione di query su Petabyte di dati molto velocemente. BigQuery è in grado di trarre il massimo dalla versatilità, riuscendo a dividere il Compute Engine, dedicato all’analisi dei dati, rispetto alle scelte di archiviazione. Le prenotazioni BigQuery offrono prevedibilità dei costi, versatilità, possibilità di gestire il carico di lavoro e acquisti centralizzati. Inoltre, BigQuery ML permette agli analisti di dati di sfruttare il machine learning tramite gli strumenti e le competenze SQL esistenti, con un incremento d’uso oltre il 200% nel 2022.
Come si utilizza BigQuery ML per il machine learning?
BigQuery ML permette agli analisti di dati di sfruttare il machine learning tramite gli strumenti e le competenze SQL esistenti, senza necessità di conoscenze di programmazione avanzate. Con BigQuery ML, è possibile creare e eseguire modelli di machine learning direttamente all’interno di BigQuery utilizzando comandi SQL standard. Questo approccio democratizza l’accesso al machine learning, consentendo anche agli analisti non esperti di data science di sviluppare modelli predittivi. BigQuery ML supporta vari tipi di modelli, tra cui regressione lineare, regressione logistica, k-means clustering e reti neurali. L’integrazione con altre tecnologie Google Cloud consente di estendere gli insight di intelligenza artificiale e machine learning a BigQuery e ad altre piattaforme di terze parti.
Come gestisce BigQuery la sicurezza e la conformità dei dati?
BigQuery implementa diverse misure per garantire la sicurezza e la conformità dei dati. Il sistema Identity and Access Management (IAM) permette la protezione delle risorse affidandola al modello di accesso presente in Google Cloud. Le best practice per la sicurezza di Google Cloud offrono un approccio solido ma versatile, che spazia dalla classica sicurezza del perimetro a una cyber difesa in profondità, più complessa e granulare. BigQuery effettua l’archiviazione dei dati grazie a un formato di archiviazione a colonne, replicandola in automatico in più località per aumentare la disponibilità. Il modello di compliance della piattaforma tiene conto delle differenze geografiche e quindi fa in modo di rendere conforme la gestione della privacy dei dati, per esempio, alla direttiva statunitense HIPAA o a quella europea GDPR. Inoltre, Google ha introdotto BigQuery data clean room che agevola le organizzazioni nella condivisione e nell’abbinamento dei set di dati tra loro nel rispetto della privacy degli utenti.
Quali sono le novità e gli aggiornamenti recenti di BigQuery?
Recentemente, Google ha introdotto diverse novità per BigQuery. Al Data Cloud & AI Summit, Google Cloud ha presentato BigQuery Pricing Editions, che ampliano la scelta e offrono ai clienti versatilità per scegliere l’insieme di opzioni più opportuno, con edizioni Standard, Enterprise ed Enterprise Plus. Sono state introdotte anche innovazioni in ambito autoscaling e compressed storage. Google ha anche progettato Datastream per BigQuery, per aiutare le aziende a replicare in modo più efficiente i dati in real-time, da fonti come AlloyDB, PostgreSQL, MySQL e database di terze parti come Oracle, direttamente in BigQuery. L’aggiornamento di BigQuery ha esteso il supporto a nuovi formati di dati, tra cui Apache Iceberg, con supporto in arrivo anche per Linux Foundation Delta Lake e Apache Hudi.
Come si confronta BigQuery con altri data warehouse cloud come Amazon Redshift e Snowflake?
BigQuery si distingue da altri data warehouse cloud come Amazon Redshift e Snowflake per diverse caratteristiche. A differenza di Amazon Redshift, che ha un’architettura lake house e sfrutta SQL per l’analisi di dati strutturati e semi-strutturati, BigQuery è un data warehouse serverless che non richiede la gestione dell’infrastruttura. Mentre Snowflake è stato progettato con una nuova architettura per gestire tutti gli aspetti di data analytics, combinando performance, semplicità e affidabilità, BigQuery si concentra sull’analisi dei dati non strutturati e in streaming in una piattaforma serverless. BigQuery è particolarmente integrato con l’ecosistema Google Cloud, offrendo connessioni native con servizi come Google Analytics 4, mentre Redshift si integra con l’ecosistema AWS e Snowflake offre un approccio multi-cloud.
Quali casi d’uso aziendali sono particolarmente adatti per BigQuery?
BigQuery è particolarmente adatto per diversi casi d’uso aziendali. Un esempio significativo è quello di Cattolica Assicurazioni, che ha utilizzato BigQuery per trasformarsi in una “Data Driven Company”, implementando un’infrastruttura tecnologica in grado di analizzare in real-time dati strutturati e non strutturati. BigQuery ha permesso alla compagnia una più rapida gestione dei progetti che richiedono l’analisi di grandi quantitativi di dati, come l’adeguamento alla normativa IFRS 17. Un altro caso d’uso è quello di Wind 3, che ha utilizzato BigQuery per comprendere quali fossero i propri 100.000 clienti con più possibilità di cambiare operatore nei mesi successivi, permettendo di mettere in atto le opportune contromosse di marketing. BigQuery è stato anche utilizzato per creare un data set pubblico per la ricerca sulla diffusione del Coronavirus, mettendo a disposizione di ricercatori, data scientist e analisti un archivio di dati pubblici liberamente accessibili e consultabili.











