Proximity Marketing

In-Store Beacon nel Retail: a che punto siamo dopo l’entusiasmo di 2 anni fa

Un report di eMarketer fotografa la situazione basandosi su una serie di indagini sul mercato USA, cercando di capire perché questa tecnologia – che apre grandi opportunità di personalizzazione della customer experience e analisi dei comportamenti d’acquisto – non ha sfondato come ci si attendeva, e quali sono le prospettive

Pubblicato il 27 Lug 2016

RTLS
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti

Già da qualche anno si parla delle grandi opportunità degli In-Store Beacon, che nel mondo Retail in sinergia con gli smartphone dei consumatori permettono di raccogliere dati sul comportamento d’acquisto e sui percorsi nei negozi, e di raggiungere i clienti con messaggi e promozioni personalizzate nelle vicinanze degli store o mentre si aggirano tra espositori e scaffali. Ma dopo qualche anno a che punto sono le applicazioni di questa tecnologia? I retailer sono riusciti ad andare oltre la fase di sperimentazione? E quali sono i loro livelli di soddisfazione? La società di analisi e ricerca eMarketer ha cercato di dare una risposta a queste domande con un recente report.

Il report cita poi i casi più eclatanti di adozione degli In-Store Beacon, come Macy’s – che ha esteso il programma a tutti i suoi store, dove i clienti ricevono promozioni e sconti attraverso la Mobile App -, American Eagle Outfitters, Sephora e la stessa Apple. «Ma dopo anni – scrive eMarketer – a quanto pare i Beacon non hanno rivoluzionato la shopping experience, e se ne parla ben poco: cosa è successo?».

Se lasciamo parlare i dati, l’indagine “Mobile in Retail: The New Normal”, di Retail Systems Research, condotta in larga parte negli USA, certifica che il 23% dei retailer hanno implementato i beacon nei loro negozi (In-Store) e sono soddisfatti, il 22% li ha implementati ma vuole cambiare qualcosa, il 32% li ha già pianificati e il 23% non ha nessun piano su questo tipo di tecnologia.

Numeri tutto sommato positivi quindi: quasi la metà usa già i beacon, e solo uno su 4 non li prende in considerazione. Ma un’altra ricerca di Forbes ed EY evidenzia che i Beacon sono solo una delle tecnologie In-Store usate nei negozi USA, e neanche la più diffusa: lo sono molto di più i QR Code, i programmi di digital reward e i massaggi su schermi digitali.

Anche dal punto di vista delle strategie di personalizzazione della Customer Experience – uno dei più evidenti punti di forza dei Beacon – eMarketer cita un’altra indagine secondo cui le tecnologie In-Store come beacon o realtà aumentata sono solo la quinta priorità dei retailer americani, precedute da formazione degli addetti alla vendita, campagne marketing mirate, analisi dei clienti attraverso i social network, e raccolta di dati sulle preferenze dei clienti.

Può darsi, osserva eMarketer, che i retailer non siano più così entusiasti verso i Beacon a causa del tiepido interesse dei consumatori. Da una ricerca Epsilon del 2015 emerge che il 30% dei possessori di smartphone statunitensi trovi i Beacon abbastanza interessanti da approfondirne le opportunità, il 37% non è interessato a questa tecnologia, e il 15% ne è preoccupato, probabilmente per timori sulla privacy e la sicurezza dei propri dati.

La conclusione è affidata da eMarketer al parere del direttore product management e mobile commerce di Walgreens, che con i suoi oltre 8000 negozi è la più grande catena di farmacie USA: «Abbiamo lanciato un piccolo programma pilota di Beacon in 10 negozi di New York un paio d’anni fa, e abbiamo raccolto moltissime informazioni che ci hanno portato a decidere di avviare un vero e proprio progetto basato su una soluzione di In-Store Beacon appropriata: il problema è che non l’abbiamo ancora trovata, e in realtà nessun retailer è ancora riuscito a definire esattamente come questa soluzione dovrebbe essere, con la sola eccezione, forse, di Apple».

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati