News

Esordio nel Web3 di Google Cloud, managed services per developer

Per supportare e incoraggiare gli sviluppatori del web3, Google Cloud ha lanciato un “engine” completamente gestito per i nodi blockchain. Riduce l’effort, semplifica il provisioning e prende sulle proprie spalle l’onere di proteggere i nodi e le operazioni, anche dagli attacchi DDoS. La prima blockchain supportata da questo strumento sarà Ethereum.

Pubblicato il 16 Nov 2022

managed services per developer
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti

Con il web3 torna di moda la decentralizzazione e la blockchain ricomincia a tentare le imprese che finora non ne hanno valorizzato l’utilizzo. Questo trend, per ora appena percepibile, ha messo in allerta le piattaforme cloud, che non hanno alcuna intenzione di sbagliare i tempi ed entrano in gioco subito. Lo dimostra il recente annuncio di Google Cloud che ha lanciato il suo Blockchain Node Engine, definito “un nodo-hosting completamente gestito per lo sviluppo web3”. La prima blockchain sarà Ethereum, ma presumibilmente in futuro saranno supportate anche altre blockchain.

Agnostico e semplice, uno strumento per “attivare” sempre più developer web3

Con questa novità, Google Cloud si rivolge direttamente agli sviluppatori del nuovo ambiente, ancora “under costruction”. La promessa è quella di aiutarli a creare e distribuire nuovi prodotti su piattaforme basate su blockchain con il minimo sforzo e nella massima sicurezza.

Blockchain Node Engine è il primo grande risultato del lavoro del team dedicato agli asset digitali che l’azienda ha voluto creare a inizio 2022. Gli sforzi dei suoi membri si sono focalizzati subito su un processo ad alta intensità e risorse come quello della sincronizzazione dei nodi di una blockchain. Esso infatti comporta uno scambio continuo di dati e presenta numerose complessità da gestire, parallelamente alla mission “innovare”, sempre più pressante.

La scelta di Google Cloud è stata quella di creare un servizio agnostico con cui gli sviluppatori possano costruire tutto ciò che desiderano, partendo da delle “basi fondamentali” messe a disposizione per mettere a terra più rapidamente e concretamente l’innovazione. Tra i casi d’uso possibili, si trovano per esempio lo sviluppo di smart contract e la lettura e scrittura sulla blockchain. Due task attuali, frequenti e realistici che mostrano l’intenzione di Google Cloud di fornire uno strumento utile nell’immediato.

Sicurezza, agilità e facilità d’uso per un team DevOps più libero

Minimo effort, provisioning semplice e sicurezza, sono i tre principali vantaggi che la novità di Google Cloud offre nel mondo del web3. Un invito agli sviluppatori a “lanciarsi” in questo nuovo ambiente e, forse, velocizzare una transizione che per ora non ha alcuna data certa associata.

L’Engine presentata introduce la logica dei servizi gestiti e riduce al minimo gli sforzi che le aziende devono compiere per creare un nodo sulle blockchain supportate e poi gestirlo al posto dell’utente. Invece di “tenere in ostaggio” il team DevOps con lunghi turni di monitoraggio per intervenire in caso di problemi o interruzioni, Google Cloud lo libera. È infatti Blockchain Node Engine a vegliare sulla rete, provvedendo al riavvio in caso di criticità e lasciando le risorse umane libere di dedicarsi a una innovazione customer-centric.

Un altro problema che Google Cloud vorrebbe risolvere con il suo nuovo servizio è quello relativo alla velocità e alla semplicità del processo di sincronizzazione di un nodo completo dal primo blocco. Per come si svolge attualmente, è un passaggio che può richiedere diversi giorni perché prevede il provisioning di un’istanza di calcolo, l’installazione di un client Ethereum (per esempio geth) e l’attesa che il nodo si sincronizzi con la rete. Il Blockchain Node Engine riduce tutto a un solo passaggio, lato sviluppatori, chiedendo loro solo di specificare la regione e la rete desiderate (mainnet, testnet).

Per non far erigere muri di diffidenza al settore finanziario e istituzionale, anche l’aspetto della sicurezza è stato approcciato in modo prioritario. Guardando alla carenza di offerta di protezione per le infrastrutture blockchain nel web3, Google Cloud introduce alcune configurazioni di sicurezza che possono aiutare a prevenire l’accesso non autorizzato ai nodi. La mossa chiave, in tal senso, è il posizionamento dei nodi dietro a un firewall Virtual Private Cloud, in modo che possano comunicare con gli endpoint client solo le macchine e gli utenti affidabili. Al contorno si aggiungono servizi Google Cloud, come Cloud Armor, che contribuiscono alla protezione dei nodi, in particolare dagli attacchi DDoS, una delle tipologie più frequenti e in grado di creare danni devastanti.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!


Aziende


Canali

Articoli correlati