Utenti Internet in Italia e nel mondo 2020: trend e gap

Utenti Internet in Italia e nel mondo 2020: trend e gap

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Grafici interattivi

Utenti Internet in Italia e nel mondo 2020: trend e gap

22 Gen 2021

di Redazione

Quanti sono gli utenti Internet in Italia e nel mondo? Quale la differenza tra uomini e donne? Qual è la percentuale di giovani che utilizzano Internet nelle diverse aree geografiche?

Sono alcune delle domande alle quali vuole dare risposta questo articolo, parte del nuovo servizio di ZeroUno che, sulla base di fonti di dati affidabili e riconosciute, intende graficizzare i principali trend del mondo ICT evidenziando anche eventuali gap. In ogni articolo, focalizzato su una specifica tematica, vengono proposti alcuni grafici interattivi che permettono al lettore di avere una visione rapida e immediata del fenomeno in esame.

Le fonti dell’articolo

In questo articolo abbiamo preso in esame il numero di utenti Internet in Italia e nel mondo utilizzando, per il momento, principalmente due fonti: l’ITU-D e The Economist Intelligent Unit.

ITU-D, Telecommunication Development Sector, nell’ambito delle attività dell’ONU, promuove la cooperazione e la solidarietà internazionale nella fornitura di assistenza tecnica e nella creazione, sviluppo e miglioramento delle apparecchiature e delle reti di telecomunicazioni e dell’ICT nei paesi in via di sviluppo.

L’ITU pubblica numerosi dati che, attraverso la diffusione nel mondo degli apparati e delle infrastrutture di TLC e ICT, consentono di misurare il livello di sviluppo digitale nel mondo.

L’Inclusive Internet Index, commissionato da Facebook e condotto da The Economist Intelligence Unit, è alla sua quarta edizione. L’indice fornisce un benchmark rigoroso dell’inclusione di Internet a livello nazionale in 100 paesi (20 su un totale di 40 paesi non core ruotano dentro e fuori dall’indice ogni due anni) in quattro categorie: Disponibilità, Accessibilità, Rilevanza e Prontezza. L’obiettivo è fornire una comprensione più chiara dei fattori che contribuiscono a un’inclusione ampia e sostenibile e fornire un confronto tra i paesi per capire l’adozione e l’uso produttivo di Internet. Vediamo quindi nel dettaglio i singoli grafici.

Crescita degli utenti Internet nel mondo dal 2005 al 2019

Il primo grafico rappresenta la crescita degli utenti Internet nel mondo sulla base delle diverse aree geografiche definite dall’ITU dal 2005 al 2019. La base di partenza è di poco più di un miliardo di utenti nel 2005 per arrivare a quasi 4 miliardi nel 2019: gli anni che hanno registrato una crescita percentuale maggiore sono quelli che vanno dal 2006 al 2012 dove l’aumento anno su anno ha superato il 10% (punte del 16% nel 2007 e del 14% nel 2010) mentre a partire dal 2013 ci si è stabilizzati su un aumento tra il 6 e l’8% anno su anno.

Per quanto riguarda la suddivisone per aree geografiche, i trend sono simili in tutte le aree, ma con ritmi di crescita anno su anno che in Africa (escluso il Nord Africa) superano il 40% anno su anno nel 2008 e nel 2009: il dato di partenza è molto basso (circa 194 milioni di utenti nel 2005) e quindi, anche se la crescita è sostenuta nel 2019 arriviamo solo a 298,6 milioni di utenti a fronte di 1,038 miliardi di popolazione totale.

L’ITU raggruppa poi sotto la voce “Stati arabi” (che noi abbiamo rinominato Nord Africa e MO) tutto il Nord Africa, tutti i paesi della penisola arabica e del Medio Oriente, escluso Israele. Qui andiamo dai 26,3 milioni del 2005 ai 233,6 del 2019 (su una popolazione di circa 443 milioni). L’area Asia & Pacific parte da 355,2 milioni di utenti e arriva a 1901,1 nel 2019 (popolazione circa 4,2 miliardi) mentre la Comunità degli Stati Indipendenti (che comprende alcuni ex paesi dell’URSS) aveva nel 2005 33,9 milioni di utenti e 175,9 nel 2019 (popolazione di circa 244 milioni). Nell’Europa (dove l’ITU considera anche Israele) i ritmi di crescita risultano inferiori alla media mondiale anche perché partiamo da un numero che, in confronto alla popolazione, già nel 2005 era abbastanza alto, contando 282,5 milioni che, con un ritmo che varia dal 3 al 6% anno su anno, arrivano a 568,3 nel 2019 (su una popolazione di 684,8 milioni). Le Americhe (purtroppo l’ITU non fornisce l’aggregazione separata tra Nord, Centro e Sud America) partiamo da 342,9 milioni di utenti nel 2005 per arrivare a 774,4 nel 2019 (popolazione totale 1,02 miliardi).

Se guardiamo il secondo grafico che mette in relazione il numero di utenti Internet con la popolazione per il 2019 vediamo che più della metà della popolazione mondiale (51%) accede a Internet, ma con gap importanti tra le varie aree: nei paesi africani, per esempio, ha l’accesso a Internet solo il 29% della popolazione, a fronte dell’Europa dove siamo all’83%.

Incidenza dei giovani e delle donne tra gli utenti Internet

Questi due grafici mostrano l’incidenza dei giovani e delle donne sugli utenti Internet.

Se, come abbiamo visto, il 51% della popolazione mondiale accede a Internet, questo dato supera il 69% se si considerano i giovani tra i 15 e i 24 anni. L’area Asia & Pacific è quella con il rapporto più alto giovani/totale con un gap generazionale molto elevato.

Per quanto riguarda il secondo grafico vediamo che globalmente il 55% della popolazione maschile utilizza Internet, rispetto al 48% della popolazione femminile; dato che si traduce in un punteggio di parità di genere di 0,87, dove l’obiettivo è la parità totale, ovvero un valore di 1. Come si vede dal grafico il gap è inferiore alla media globale nelle Americhe, in Europa e nei paesi CIS mentre è decisamente maggiore in Africa e in Nord Africa e Medio Oriente.

Accesso da casa e diffusione banda larga

Anche per i parametri presi in considerazione in questi 3 grafici il gap tra paesi africani (e in parte Nord Africa e MO) ed Europa o Americhe è importante, soprattutto per quanto riguarda la banda larga (che significa avere accesso o meno a servizi di nuova generazione) gli abbonamenti a banda larga fissa riguardano infatti solo lo 0,5% della popolazione dei paesi africani a fronte del 32,9 (che di per sé non è un dato esaltante) dell’Europa.

Indice di inclusività di Internet

L’Inclusive Internet Index pubblicato ogni anno (da 4 anni) da The Economist Intelligent Unit è un indice molto articolato che considera molti parametri suddivisi quattro categorie:

  • Disponibilità: esamina la qualità e l’ampiezza dell’infrastruttura disponibile richiesta per l’accesso e i livelli di utilizzo di Internet.
  • Accessibilità: esamina il costo di accesso rispetto al reddito e il livello di concorrenza nel mercato Internet.
  • Rilevanza: esamina l’esistenza e l’estensione del contenuto in lingua locale e del contenuto pertinente.
  • Prontezza: esamina la capacità di accedere a Internet, comprese le competenze, l’accettazione culturale e le politiche di supporto.

Nel grafico qui pubblicato abbiamo scelto, per agevolarne la leggibilità, di inserire solo 20 paesi (inserendo l’Italia laddove si trova oltre il 20°) mostrando la variazione del posizionamento nella classifica generale dei paesi.

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Redazione

Nel corso degli anni ZeroUno ha esteso la sua originaria focalizzazione editoriale, sviluppata attraverso la rivista storica, in un più ampio sistema di comunicazione oggi strutturato in un portale, www.zerounoweb.it, una linea di incontri con gli utenti e numerose altre iniziative orientate a creare un proficuo matching tra domanda e offerta.

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