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Networking 4.0: come e perché l’AI aiuta a semplificare il governo delle reti

Secondo il Global Networking Trends Report and Survey condotto da Cisco su un panel mondiale di 2000 responsabili IT, da qui ai prossimi 5 anni le nuove tecnologie wireless, l’IoT e l’AI quale abilitatore delle operation, così come le funzionalità di threat detection e remediation, avranno un grande impatto sulle strategie di rete

Pubblicato il 27 Dic 2019

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Networking 4.0 per i responsabili delle reti significa applicare un livello di intelligenza così avanzato da rendere la configurazione dei sistemi adattiva e reattiva a tutte le esigenze del business. Grazie all’Intelligenza Artificiale e, in particolare, al machine learning, la rete diventa auto-operativa, assicurando pieno servizio a prescindere da dove si connetta un utente e indipendentemente dal tipo di dispositivo utilizzato.

Networking 4.0 per l’agilità del business

Il modello di Networking 4.0, proposto per la prima volta da Cisco nel 2017, è l’Intent-Based Networking. L’obiettivo? Realizzare delle reti basate sugli intenti, capaci di connettere di tutto, riuscendo a risolvere anche gli aspetti legati al controllo e alla sicurezza. In estrema sintesi, grazie a questo approccio tecnologico l’intento viene definito dall’amministratore una sola volta, utilizzando un cruscotto centralizzato.

Intent-Based Networking: i livelli di adozione

“Oggi i team IT gestiscono reti mission critical particolarmente complesse – ha spiegato Scott Harrell, SVP e GM, Cisco Enterprise Networking -: per migliorare le operation, la sicurezza o l’impatto della rete sul business, sono necessari nuovi strumenti. Ed è proprio per questo motivo che i team IT stanno seriamente valutando l’Intent-Based Networking. Grazie all’IA e alle analitiche, l’IT può uscire da una situazione di stallo e portare innovazione al business”.

A questo proposito, il quadro che emerge dal Global Networking Trends Report and Survey condotto da Cisco su un panel mondiale di 2000 responsabili IT, da qui ai prossimi 5 anni le nuove tecnologie wireless, l’IoT e l’IA quale abilitatore delle operation, così come le funzionalità di threat detection e remediation, avranno un grande impatto sulle strategie di rete.

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Le motivazioni che spingono al cambiamento

Per 4 responsabili IT su 10 (40%) rispetto alla semplificazione delle operation, all’ottimizzazione della produttività dei dipendenti e alla riduzione di eventi che minano la sicurezza aziendale è molto più prioritario ottimizzare il valore aziendale così come allinearsi maggiormente alle esigenze del business.

Oltre il 75% dei responsabili IT e degli specialisti di rete ritiene che le loro organizzazioni non siano predittive o ottimizzate per il business. In realtà, il 73% dei manager spende molto tempo a manutenere lo stato attuale della rete, il che frena i livelli di proattività.

Un altro ostacolo al raggiungimento di una maggiore proattività e ottimizzazione del business è rappresentato dai silos operativi: il 29% delle organizzazioni ha identificato nel coordinamento con altri team IT l’attività più consuming in termini di tempo. Un ulteriore 27% ritiene che un approccio operativo e di progettazione a silos tra domini di rete separati impedisca il rinnovamento delle reti.

Team pronti ad affrontare le sfide di un Networking 4.0

Anche se il 27% dei responsabili IT ha identificato la mancanza delle competenze necessarie come il principale ostacolo alla transizione verso una rete avanzata, i manager sono fiduciosi dei loro team. Un terzo degli intervistati ritiene che i loro team siano estremamente preparati per soddisfare tutte le esigenze di una rete avanzata, il 40% ritiene che siano preparati e solo il 7% ritiene che non lo siano affatto.

Allo stato attuale, solo il 4% degli intervistati ritiene che loro reti siano evolute oltre il concetto di software-defined e che oggi siano intent-based. Ciò nonostante, il 78% degli intervistati ha dichiarato l’intenzione di evolvere le proprie reti da software- defined a reti service-driven e intent-based da qui ai prossimi due anni. Rispetto al panel, il 35% del campione si dichiara convinto che la propria rete sarà completamente intent-based nei prossimi 24 mesi.

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