Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Le soluzioni semplici per le Pmi di Trend Micro

pittogramma Zerouno

Le soluzioni semplici per le Pmi di Trend Micro

04 Feb 2009

di Riccardo Cervelli

Ogni impresa ha esigenze diverse ma tutte hanno un bisogno comune: proteggere e dare continuita’ al proprio business, soprattutto nell’era di internet, strumento facilitatore per il business ma anche veicolo di sempre nuove minacce

“Chi opera nella sicurezza ha delle responsabilità in più rispetto a chi fornisce, per esempio, stampanti o toner. Noi di Trend Micro sentiamo di dover garantire la continuità del business dei clienti. E lo stesso senso di responsabilità pensiamo che lo provino gli specialisti in sicurezza attraverso i quali veicoliamo quasi completamente la nostra offerta all’utente finale”. Parole di Rodolfo Falcone, country manager della società giapponese (fondata però negli Stati Uniti) che dal 1988 studia le minacce rivolte ai Pc e ai server e, da quanto si è sviluppato il Web, cerca di giocare d’anticipo rispetto alla cybercriminalità che sfrutta abilmente questo ecosistema in continua evoluzione.
“Oggi – prosegue Falcone – la maggior parte delle minacce continua a provenire da Internet”. Che negli ultimi anni è diventato sempre di più uno strumento indispensabile sia per i privati sia per le imprese. Ma così come si è evoluto il modo di usare e si sono diversificate le risorse disponibili sul Web (tra i fenomeni più recenti lo sviluppo dei siti di social networking) stanno cambiando in modo significativo anche i comportamenti dei cybercriminali e le minacce da loro elaborate contro i privati e le attività economiche. “Il primo compito che dovrebbe assumersi una società che si occupa di sicurezza è quello di diffondere cultura.  Nei mesi scorsi, per esempio, noi abbiamo organizzato un roadshow per le aziende in cui non abbiamo praticamente parlato dei nostri prodotti ma affrontato temi come le nuove minacce provenienti dal Web, l’innovazione It nelle aziende che porta a esporsi, e infine anche gli aspetti legali legati alla gestione della security, come la tenuta dei log, la tutela della privacy e così via. Il nostro approccio è prima di tutto consulenziale. Ogni impresa ha esigenze diverse”.
Ci sono differenze che derivano dal tipo di attività svolta, ma molto anche dalle dimensioni. “Nelle Pmi, per esempio, spesso non c’è una struttura It o, se c’è, mancano specialisti in sicurezza”. Secondo una ricerca condotta a livello mondiale da Trend Micro, è proprio nelle Pmi che è maggiore l’utilizzo del Web sul posto di lavoro per motivi personali, complice una minore sensibilità degli imprenditori ai rischi cui sono esposti i sistemi It aziendali e la mancanza di regole. “Vietare completamente l’uso del Web per motivi personali – interviene Falcone – potrebbe però essere una soluzione eccessiva e forse anche illegittima”.
Per far fronte alla nuova realtà del Web 2.0 e ai nuovi rischi è importante che le aziende siano messe nelle condizioni di implementare soluzioni semplici da installare e utilizzare, che consumino il meno possibile risorse di memoria e di banda, proattive, integrate, personalizzabili, possibilmente gestibili anche in outsourcing da parte dei fornitori di servizi It.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

Articolo 1 di 5