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Virtualizzazione delle reti per un network più scalabile

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Analisi

Virtualizzazione delle reti per un network più scalabile

12 Lug 2013

di redazione TechTarget

Network Function Virtualization (NFV), Software Defined Networking (SDN) e virtualizzazione delle reti. Quale emergerà come standard de facto per l’industria?

I provider potrebbero non essere pronti per il Software Defined Networking (SDN), ma la maggior parte dei fornitori di cloud e servizi concorda sul fatto che un certo grado di virtualizzazione, come ad esempio le funzioni di astrazione della rete, consentiranno una miglior gestione del flusso del traffico e un utilizzo delle risorse più flessibile ed efficiente all’interno dei network complessi.

Network Function Virtualization (NFV) è un’iniziativa attualmente ancora in fase di sviluppo promossa dall’ETSI Industry Specification Group. Si propone di sostituire i dispositivi di rete tradizionali con dei componenti software installati su commodity server ed eliminare, pertanto, la necessità di dispositivi di rete dedicati come router, switch e firewall. Lo spostamento delle funzioni di rete dall’hardware ad hoc al server consente alle aziende di evitare la proliferazione degli appartati e il sottoutilizzo delle risorse.

Quasi il 55% dei fornitori di servizi ritiene che la tecnologia SDN non sia necessaria per il deployment di una rete più facilmente gestibile e programmabile. Lo sostiene un sondaggio condotto di recente da TechTarget su un campione di oltre 200 fornitori di servizi. La virtualizzazione di rete e NFV si candidano a offrire un modo più accessibile di semplificare l’implementazione di servizi di rete anche complessi.

 

Infrastruttura virtualizzata = più flessibilità per i service provider

I fornitori servizi e di cloud sembrano essere più a proprio agio con un approccio NFV piuttosto che con SDN, perché mentre SDN è stato creato dagli architetti di rete, NFV è stato sviluppato da un consorzio di fornitori di servizi di rete, tra cui Verizon, AT&T e BT.

Molti fornitori di servizi stanno già iniziando a lavorare su un accenno di virtualizzazione della rete, con l’idea di migliorare la gestione dei loro datacenter di grandi dimensioni. Mentre alcuni fornitori sostengono di essere in grado di fornire un nuovo concetto di rete all’interno dei propri prodotti, basato sul concetto di “network programmabile”, la verità è che SDN e NFV sono ancora nella loro fase adolescenziale non è facile capire quale dei due emergerà nel tempo. Alcuni operatori stanno cercando di differenziarsi utilizzando uno o l’altro a seconda di quel che sono chiamati a costruire e uno strato sovrapposto ad altri è comunemente chiamato virtualizzazione, Tuttavia, la verità è che se hanno sviluppato software di controllo complessi solitamente si riferiscono a queste tecnologie come a reti Software Defined.

 

Funzioni di virtualizzazione di rete e SDN: c’è differenza?

“Non tutti sono d’accordo sulla differenza tra SDN, virtualizzazione di rete e NFV, ma ci sono differenze tecniche tra un’implementazione SDN e alcune tipologie di implementazioni di reti virtuali”, sostiene Paul Parker-Johnson, Practice Lead per il cloud computing e le tecnologie di infrastruttura virtuale presso ACG Research. “VXLAN o gli hypervisor che supportano le macchine virtuali all’interno degli odierni ambienti operativi sono esempi di reti virtuali di livello 2 e 3 che sono state sviluppate esclusivamente con componenti software.

Questo le rende estremamente flessibili nel deployment, anche se non possono essere definite reti Software Defined – chiarisce Parker-Johnson –. In questi casi, la rete è virtualizzata, ma non è implementata utilizzando la progettazione di controller e il protocollo intermedio comune per le comunicazioni di dati che vengono utilizzato per le reti SDN”.

“Mentre alcuni fornitori e venditori rimangono fedeli al loro approccio di rete, il modo migliore per raggiungere la più ampia programmabilità del network dipende dal contesto del provider e, in particolare, dalle applicazioni in esecuzione, dagli investimenti tecnologici esistenti e dalle risorse disponibili”, sottolinea Brad Casemore, Direttore Ricerche presso IDC. “Non esiste un approccio del tipo one-size-fits-all – mette in guardia –. Alcuni vorranno adottare SDN per raggiungere una miglior programmabilità delle reti e alcuni non vorranno farlo. SDN non è l’unica strada per ottenere questo obiettivo”.

Ma mentre le linee tra NFV e SDN sono sfuocate, NFV risulta un approccio tecnologico complementare a SDN e c’è spazio per entrambi gli approcci all’interno dello stesso ambiente, si dice convinto Parker-Johnson. Mentre la virtualizzazione della rete e le reti Software Defined possono essere ottenute senza l’SDN, SDN può però migliorarne le prestazioni e facilitarne le procedure operative. Per contro, NFV può supportare il software SDN all’interno della propria infrastruttura, pur eliminando la necessità di hardware dedicato.

redazione TechTarget