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UNA QUESTIONE DI VOLONTA’ di Stefano Uberti Foppa

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UNA QUESTIONE DI VOLONTA’ di Stefano Uberti Foppa

01 Mag 2005

di Stefano Uberti Foppa

Immagino che i Cio siano anche un po’ stanchi di leggere e sentire ovunque quanto dovrà cambiare la loro professione e il loro ruolo. Con questo mio intervento ne “L’Opinione”, spazio di dibattito aperto a diversi contributi, vorrei piuttosto trattare la “questione culturale” che deve affrontare il Cio. E’ ancora possibile “coltivare il proprio orto?"

In realtà si potrebbe anche definirla, in termini più ampi ed appropriati, “una questione culturale”, perché abbraccia una serie di ambiti complessi che richiedono una crescita vera della propria predisposizione e sensibilità, associata ad una forte volontà e messa in discussione di se stessi.
Stiamo parlando del Cio e di come la sua figura oggi sia messa in discussione se riproposta nei modelli e negli obiettivi fino ad oggi tradizionalmente conosciuti.
Con questo mio intervento ne “L’Opinione”, spazio di proposta di dibattito all’interno del nuovo portale di ZeroUno che a partire dalla prossima volta ospiterà gli interventi più diversificati di commentatori, analisti, utenti, fornitori e vari operatori del settore It ma non solo, non voglio però, una volta di più, “giocare al nuovo Cio”, cioè quel gioco che definisce quell’insieme di regole, suggerimenti e pericoli che analisti, consulenti, stampa (e ci mettiamo senz’altro anche ZeroUno) periodicamente prospettano ai responsabili dei sistemi informativi quale percorso di “evoluzione della (loro) specie”. Voglio piuttosto parlare direttamente ai Cio, sperando di averne, sempre attraverso il nostro portale, la loro opinione di risposta.
Credo che si debba partire da una premessa di chiarezza. Guardando, come giornalisti, il percorso evolutivo di questa fondamentale figura professionale d’azienda, vogliamo, qui e subito, dire quanto ZeroUno sia consapevole della difficoltà di questo ruolo; della complessità quotidiana, nella risoluzione di mille problemi che distolgono talvolta l’attenzione dalle strategie di fondo spesso identificate ma, per mille ragioni, difficilmente attuabili; delle pressioni provenienti dal management aziendale sul fronte della necessità di risparmi e dei tagli di budget; di come la mancanza di identificazione strategica dell’Ict con lo sviluppo del business abbia di conseguenza relegato negli anni questa figura, ovviamente in alcune realtà di impresa, in una dimensione talvolta marginale o associata a semplici logiche di manutenzione e contenimento di costo. E di come oggi, infine, uscire da questo ruolo risulti maledettamente difficile. Tutto questo lo sappiamo e cerchiamo di considerarlo nella nostra analisi.
Ciò su cui voglio però accentrare l’attenzione con questo mio intervento riguarda la mentalità, il percorso culturale individuale che voi, Cio, siete disposti a compiere. In altri termini, la domanda diretta è: “Siete pronti per andare anche contro corrente? Per contribuire, in prima persona con le vostre forze e la vostra capacità, ad affermare un ruolo, il vostro, che se adeguatamente esplicitato risulterà fondamentale nel supporto delle strategie di business? Oppure siete di quelli che sostengono come tutto ciò di cui si parla oggi in merito al vostro ruolo sia “Teoria, nella pratica quotidiana certe cose sono difficili da attuare”, perseverando in un atteggiamento del “vivi e lascia vivere”, cioè e meglio un basso profilo e andare avanti così piuttosto che rimettersi pericolosamente in gioco.
Allora è alla vostra capacità di sfida e di comprensione del contesto in cui vi muovete a cui mi riferisco.
Siete disposti a credere e ad operare in questo senso per trasformare l’IT della vostra azienda da una funzione, sia pur complessa e impegnativa,di automazione e manutenzione tecnologica ad un centro di erogazione di servizi It ritagliati per diverse tipologie di utenti dei quali capite davvero le esigenze di business e a queste finalizzate, anche facendoli pagare, si intende, dei servizi informativi?
Non è facile questa vera e propria battaglia per portare l’IT ad essere considerato dal top management una risorsa strategica, sforzandosi, per dare maggiore efficacia ai progetti di accoppiare sempre le soluzioni informative ai processi e all’organizzazione aziendale. Non è facile. Ma questa strada di innovazione talvolta passa attraverso di voi; molto più spesso parte da voi. Siete voi che dovrete sviluppare nuove capacità di ascolto e di contatto; nuove relazioni verso le vostre persone It, verso gli utenti aziendali, verso il top management che magari non coglie la strategicità del vostro ruolo, verso i fornitori, usando per ognuna di queste comunità linguaggi differenti, per esigenze differenti ma finalizzate ad un unico obiettivo: lo sviluppo del business dell’impresa.
Ma perché fare tutto questo, vi starete chiedendo? Lo sapete, lo intuite. E’ il mondo intorno a voi, intorno a noi, che sta cambiando. Mercati sempre più globalizzati; esigenze della domanda sempre più diversificate; tempi sempre più ridotti per dare risposte precise; strategie di acquisizioni e fusioni che diventano la regola del mercato; necessità di aggredire nuove aree geografiche e avere nuove modalità di efficienza distributiva. Tutto ciò è possibile in tempi e modalità utili ad avere positive ripercussioni sul business soltanto se l’IT ne è parte integrante e spesso traino. E la vostra figura di Cio, che lo vogliate o meno, è al centro di tutto questo. Allora, e infine, torniamo alla questione iniziale: fino a che punto siete disposti ad intraprendere, se già non l’avete fatto, un vostro percorso di crescita culturale-professionale che passi da nuove sensibilità, disposizione al dialogo, identificazione di un rapporto con i fornitori It finalizzato davvero ad una maggiore condivisione di problemi e obiettivi? Fino a che punto per voi ha senso accettare di mettervi in gioco per raggiungere un ruolo e una funzione, quella del Cio e dei sistemi informativi, che possano davvero a supportare lo sviluppo del business anche se questa impostazione è lontana, oggi, dalla mentalità del vostro top management?
Nessuna rivista o analista di mercato vi convincerà mai se voi, in primis, non accetterete questa sfida, cercando di modificare anche le condizioni a contorno di un ambiente che oggi vi può sembrare refrattario o disinteressato rispetto a questo vostro percorso, che è anche il percorso dello sviluppo dell’azienda. Le difficoltà ci sono, è innegabile. Ma anche il rischio di restare un buon manutentore di un sistema informativo che costi il meno possibile è dietro l’angolo. Coltivare il proprio orto può essere più semplice e rassicurante di partire per un viaggio intorno al mondo. Finchè il mondo non entrerà nel vostro orto.

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Stefano Uberti Foppa
Direttore Responsabile

Giornalista professionista dal 1989, inizia ad occuparsi di giornalismo nel settore informatico nel 1981, partecipando all'avvio della sede italiana del settimanale Computerworld. Nel 1987 passa al mensile ZeroUno di cui nel 1997 assume la direzione insieme a quella del settimanale PcWeek Italia. Opinion leader riconosciuto nel settore Ict in Italia, attualmente è direttore responsabile di ZeroUno edito da Ict&Strategy, società del Gruppo Digital360.

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