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È tempo di prendere in considerazione FCoE per le reti storage?

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Analisi

È tempo di prendere in considerazione FCoE per le reti storage?

16 Giu 2013

di redazione TechTarget

È finalmente giunto il momento di prendere in considerazione Fibre Channel over Ethernet (FCoE) per la propria rete di archiviazione dati? Ecco le considerazioni da fare per compiere la scelta più corretta.

Quando il Fibre Channel over Ethernet (FCoE) si è affacciato sulla scena dello storage networking, diversi anni fa, molti si aspettavano un rapido aumento della sua adozione sin da subito, visto che questo protocollo offre opzioni di consolidamento dell’I/O (Input/Output) e traffico ad alta velocità sulle reti Fibre Channel. Ma questo non è accaduto. Perché?

Diversi sono i motivi, tra cui spiccano:
• La mancanza di un vantaggio significativo a livello di prestazioni, a causa della disponibilità attuale di reti Fibre Channel a 8 GB (e ora a 16 GB)
• Inconsistenza o incongruenza delle caratteristiche e delle funzionalità della maggior parte dei prodotti, che portano a problemi di interoperabilità
• Disagi e confusione a livello organizzativo per quanto attiene alla specifica
• Disponibilità di altre opzioni tecnologiche per il consolidamento delle reti, come Internet Small Computer System Interface (iSCSI) e Network File System (NFS)
• Costo non proprio contenuto degli apparati

Tuttavia, gli utenti alla fine hanno superato questi ostacoli iniziali, portando di recente a un aumento nel tasso di adozione di FCoE. Questa crescita è stata favorita dall’inclusione di alcuni elementi di supporto nell’offerta dei fornitori di apparati di rete, storage e server. Data Center Bridging (DCB), che include funzionalità Ethernet lossless (tra le altre funzioni utili) è ora incluso nella maggior parte dei dispositivi di rete e i fornitori di server stanno incorporando i Converged Network Adaptor (CNA) all’interno dei blade server e degli array di storage, assicurando in questo modo il supporto nativo a FCoE.

Attualmente, i due principali vantaggi legati all’adozione di FCoE sono:
• La capacità di convergere su un’unica tipologia di rete, cosa questa che semplifica notevolmente il cablaggio e che, in presenza delle giuste condizioni, può consentire di ridurre i costi e le operazioni di gestione dei diversi dispositivi di rete storage
• La possibilità di sfruttare la larghezza di banda dei 40 GB Ethernet

Pertanto, due risultano ancora i dubbi principali da sciogliere:
• Reti convergenti vs reti non-convergenti. E questa è una questione di tempo (cioè relativa al quando, non al se abbracciare il consolidamento dei network storage)
• Una volta optato per le reti convergenti, la scelta di adottare FCoE o un’altra alternativa

La possibilità di ottenere risparmi più o meno consistenti adottando FCoE dipende dallo scenario specifico. Ci sono, infatti, altre opzioni disponibili per far convergere tutte le reti storage, inclusi i protocolli iSCSI e quelli file-based come SMB (Server Message Block) o NFS. Se l’organizzazione è già fortemente impegnata sul fronte Fibre Channel per lo storage e sta valutando la riprogettazione del centro dati o un importante aggiornamento a livello tecnologico, allora dovrebbe considerare seriamente i benefici offerti da FCoE, in quanto questa scelta permetterebbe di proteggere gli investimenti sostenuti e sfruttare le competenze e le capacità esistenti. Se lo storage della società cresce, però, solo in modo incrementale, allora questo passaggio potrebbe rivelarsi meno conveniente.

Mentre la roadmap per il Fibre Channel prevede prestazioni potenziali a 32 GB nel giro di pochi anni, il percorso futuro per Ethernet è stabilito più chiaramente, in quanto il passo successivo agli attuali 40 GB è rappresentato dai 100 GB. Quindi, Ethernet offre il vantaggio di una larghezza di banda sicuramente in crescita per il prossimo futuro e le organizzazioni che sfruttano il Fibre Channel possono già decidere ora di passare a FCoE, con l’obiettivo di essere pronte per sfruttare la maggiore larghezza di banda nel momento in cui questa diventerà realmente disponibile.

redazione TechTarget

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