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Quence: “I processi ALM? Serve definirli bene, ma anche usare i tool giusti”

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Quence: “I processi ALM? Serve definirli bene, ma anche usare i tool giusti”

Giorgio Riva, direttore tecnico della società, illustra l’attuale evoluzione nel mondo dell’Application Lifecycle Management e delinea la strategia futura per le imprese

30 Gen 2019

di V.V.

A prescindere dal fatto che si parli di Internet banking, di un sito di commercio elettronico o di altro, la digital transformation impone a imprese di ogni tipo di fornire i propri prodotti o servizi a un pubblico più ampio, attraverso le applicazioni digitali: “Tutte le aziende hanno questa necessità – spiega Giorgio Riva, Technical Director di Quence – e sempre più tali applicazioni software diverranno parte del core business, nel senso che se non si sarà capaci di mettere a disposizione questi servizi digitali per consentire ai clienti di acquistare i prodotti, la competitività dell’organizzazione sul mercato ne risentirà fortemente. Tutte le aziende diventeranno ‘software companies’, perché senza software non potranno più fare business”.

Foto di giorgio riva
Giorgio Riva, Technical Director di Quence

Processi ALM da riorganizzare

La trasformazione digitale determina un notevole impatto sui processi di Application Lifecycle Management (ALM), ossia di sviluppo e distribuzione del software, che includono raccolta dei requisiti funzionali, implementazione, verifica, validazione, monitoraggio della qualità del codice: “Le imprese devono riorganizzare i processi ALM – sottolinea Riva – e lo devono fare in un mercato competitivo, in cui la sola percezione di scarsa qualità, per esempio in termini di prestazioni o facilità d’uso, spesso spinge i clienti di una banca o di un sito di e-commerce ad abbandonare l’applicazione in uso, e a passare a un servizio fornito da un concorrente, ritenuto migliore. Tra le aziende c’è grande competizione sui servizi erogati via software, e forte pressione a renderli disponibili secondo le tempistiche che il mercato richiede. Proprio questa necessità di comprimere il time-to-market ha portato ad applicare, nello sviluppo software e nella gestione dei processi ALM, i moderni paradigmi Agile/DevOps”.

Usare corretti strumenti di controllo e reporting

Nel quadro di profonda trasformazione dei processi ALM, alle organizzazioni oggi servono in sostanza due cose, chiarisce Riva: “In primo luogo, crediamo che a livello metodologico tali processi debbano essere ben definiti secondo i principi degli approcci Agile/DevOps. Tuttavia, una volta definite le metodologie ALM, occorre anche far sì che i vari team di progetto, dai business analyst addetti alla specifica dei requisiti, ai tester, alle operation, siano in grado di seguire questi processi, attraverso una piattaforma tecnologica che permetta di tracciare lo stato di avanzamento delle attività. Una piattaforma che fornisca ai manager anche gli strumenti di reporting necessari per valutare prestazioni, qualità, e comprendere, attraverso l’elaborazione di metriche e KPI, se tali processi ALM sono efficienti, o se possono essere ulteriormente migliorati, per guadagnare ancora in efficienza, che alla fine si trasforma in competitività per le organizzazioni”.

In questo campo, facendo leva sulle proprie partnership tecnologiche, ad esempio con Atlassian o Tricentis, Quence oggi propone alle imprese utenti una gamma di strumenti informatici ‘best in class’ specializzati, in grado di coprire tutte le fasi: dalla gestione dei requisiti e delle ‘change requests’, al tracciamento delle attività di sviluppo, al supporto delle attività di testing. Strumenti integrabili e sincronizzabili, in modo da consentire a tutti i componenti del team che collaborano nel processo di sviluppo software di condividere le informazioni necessarie per lavorare in maniera produttiva ed efficiente. “In futuro – conclude Riva – il fattore time-to-market e, al contempo, la capacità di assicurare un’alta qualità dei servizi erogati via software, saranno le chiavi che le aziende useranno per mantenere o aumentare il livello di competitività rispetto alla concorrenza”.

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V.V.

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