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Visiant Spindox con Google per l’impresa collaborativa

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Visiant Spindox con Google per l’impresa collaborativa

02 Dic 2009

di Giampiero Carli Ballola

Tramite un accordo strategico con la Divisione Enterprise di Google, la giovane business unit di Visiant si prepara ad offrire piattaforme di comunicazione e collaborazione costruite sulle Google Apps che implementano soluzioni di operatività e interazione che fanno riferimento ai modelli del cloud e del web 2.0

Visiant (www.visiant.it) è una realtà relativamente giovane nel panorama delle società di soluzioni e servizi Ict. In meno di nove anni di vita ha però raggiunto una notevole dimensione per il suo settore, essendo alla testa di un gruppo che può contare su un totale di circa 1.500 persone e che ha registrato nell’ultimo esercizio ricavi per 145 milioni di euro, in crescita del 15% rispetto all’anno precedente e, quel che conta, con un margine di profitto (Ebitda) di 10 milioni, vicino al 7%, grazie anche a un modello di business che fa leva sulla struttura a rete del gruppo e delle singole imprese per poter rispondere nel modo più flessibile alle richieste dei clienti e del mercato.
Ancora più giovane è Visiant Spindox, nata nel 2007 come società indipendente e confluita lo stesso anno nel Gruppo, del quale è la business unit specificamente rivolta alla consulenza e alla progettazione e sviluppo di tecnologie per l’innovazione. Cosa siano tali tecnologie, fornite soprattutto ad aziende Tlc, Finance e Luxury, i tre mercati di riferimento della società, ce lo spiega Paolo Costa, Partner di Visiant Spindox: “Oltre alle attività per lo sviluppo software e l’integrazione di sistemi e ai servizi di consulenza che forniamo alla funzione It delle imprese, la terza area verso la quale si indirizza il nostro impegno è il concept design, con il progetto dei modelli d’interazione relativi a tutti i display digitali”. In pratica lo sviluppo, dalla concezione al prototipo, delle interfacce tramite le quali ci serviamo dei vari dispositivi, in particolare quelli mobili su cui poggiano le nostre attività. “Naturalmente – prosegue Costa – il nostro obiettivo è d’integrare queste attività mettendo in campo le nostre diverse competenze in un’unica proposta d’offerta, cosa che ci riesce con i clienti migliori”.
La strategia d’offerta di Visiant Spindox ha recentemene segnato un punto di svolta con due accordi di partnership con la divisione Enterprise di Google: uno, già operativo, per l’uso della tecnologia Gsa (Google Search Appliance), e uno, che sarà formalizzato entro l’anno, per Google Apps. La partnership su Gsa consente a Visiant Spindox di costruire modelli d’information retrieval a livello enterprise capaci di sfruttare tutta la potenza del motore di ricerca Google, installato su hardware ottimizzato per esaltarne le prestazioni e configurato in funzione di un universo ben diverso da quello del Web (formato da intranet, siti web, file server, database, sistemi gestionali e documentali) integrandola con le sue competenze in ambito di logica di ricerca e d’interfaccia utente.
Quanto all’accordo sulle Apps, questo è in prospettiva ancora più interessante, poiché, osserva Costa: “Sono la fondazione sulla quale costruire ambienti di comunicazione e di collaborazione aziendale customizzabile sulle peculiarità della singola impresa”. Ciò si sposa bene con il patrimonio di competenze nel content management e content retrieval come nelle interfacce utente di cui dispone Visiant Spindox, che è quindi in grado di ‘vestire’ le Google Apps (che, tra l’altro, la Bu Visiant usa al proprio interno) di un notevole valore aggiunto. Rendendo, ed è questo ciò che ci interessa sul lato utente, il concetto di impresa collaborativa molto più concreto, anche se non proprio a portata di mano. Si tratta infatti, ammette Costa, di un mercato ancora da creare, proponendo modelli in grado di vincere forti resistenze culturali. “Ma ci stiamo accorgendo che queste resistenze stanno venendo meno. Quindi abbiamo deciso di partire in quello che crediamo sia il momento giusto”.

Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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