Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Le aziende europee credono nella mobility

pittogramma Zerouno

Le aziende europee credono nella mobility

16 Dic 2006

di Redazione

Più del 70% delle grandi aziende europee sta utilizzando tecnologie e applicazioni mobile e il 32% dei loro budget è dedicato a soluzioni di mobility, ma preoccupazioni in ambito sicurezza e affidabilità ne limitano ancora l’uso per applicativi aziendali critici. Mai come in questo ambito, però, una delle chiavi del successo per lo sviluppo di soluzioni efficaci e davvero utilizzate dal mercato riguarda la capacità di saper “disegnare” applicazioni mobile “user centered”, che coinvolgano cioè l’utente fin dalle fasi di progettazione.

Oltre il 70% delle aziende europee utilizza un qualche tipo di applicazione mobile: è quanto emerge dalla ricerca Forrester Business Technographics 2006 che ha analizzato l’adozione e la spesa in tecnologie e applicazioni mobile da parte di aziende europee e del Nord America. L’indagine è stata condotta nello scorso marzo attraverso interviste a 1.059 decision maker di aziende europee (335) e nord americane (724) delle quali il 53% è composto da imprese con un range di dipendenti da 1.000 a 4.999, il 29% da 5.000 a 19.999 e il restante 18% ha più di 20.000 dipendenti. I dati cui faremo riferimento nell’articolo sono relativi solo alle aziende europee.

Cresce la spesa in mobility
La mobility interessa quindi sempre più le aziende, perché? La risposta è semplice: aumento della produttività e benefici tangibili, il tutto con un sostanziale aumento della soddisfazione dei dipendenti nello svolgere il proprio lavoro. La ricerca sostanzia queste affermazioni con l’esempio di BT: l’azienda telco inglese negli ultimi dieci anni ha compiuto notevoli investimenti per consentire ai propri dipendenti di lavorare non necessariamente sul posto di lavoro fisso. I risultati: aumento della produttività del 31%, 270 milioni di euro risparmiati in costi patrimoniali e 15 milioni in carburante, crollo del 63% dell’assenteismo e aumento del 14% della soddisfazione dei dipendenti.
Naturalmente non tutte le aziende sono paragonabili a BT che, in questo progetto, ci ha creduto e investito parecchio (anche se la cifra esatta non si sa); ma secondo Forrester nel 2007 la mobility diventerà per le aziende sempre più importante. In primo luogo cresce la fetta di budget riservato dalle aziende alla spesa per servizi voce e dati con tecnologie mobile; anche se oggi permane maggiore la quota delle tecnologie fisse, quella per la mobility ha infatti raggiunto la ragguardevole quota del 32% (17% per i servizi voce e 15% dati) con alcune differenze geografiche (i paesi del Nord Europa spendono 9 punti percentuali in più rispetto alla media europea per la mobility).
La maggior parte delle aziende prevede un aumento della spesa in mobility nel 2006 rispetto allo scorso anno (vedi figura 1) e il dato intererssante è che la percentuale di aumento relativa ai servizi dati è maggiore di 10 punti percentuali rispetto ai servizi voce; questi, infatti, aumentano di soli 4 punti mentre i servizi dati aumentano di ben 18 punti. Diminuiscono drasticamente le aziende che prevedono di non effettuare spese in mobility passando dal 9 al 2% nel caso dei servizi voce e dal 13 all’1% nel caso dei servizi dati.


Previsioni di spesa in tecnologie e servizi mobile rispetto all’anno precedente – Fonte: Forrester Research, ottobre 2006

Spesa strategica? sembra proprio di sì
Secondo Forrester, l’indagine evidenzia che non solo le aziende spendono di più in mobility, ma considerano questa spesa strategica. Su quali elementi si basa questa affermazione?
Prima di tutto all’esplicita domanda se la definizione di una strategia e di precise policy in ambito mobile e wireless è una priorità per le loro aziende nel 2006, il 70% risponde affermativamente e un altro 16% dichiara addirittura che si tratta di una priorità critica; solo il 23% delle aziende non ha incluso la mobility nei propri piani di sviluppo per il 2006. I piani strategici si focalizzano sulla tipologia di device su cui investire e, soprattutto, su quali applicativi per i quali i decision maker intervistati vogliono comunque avere un preciso piano dei costi e dei ritorni degli investimenti (anche se questa è ormai una richiesta imprescindibile in qualsiasi progetto It); la definizioni di policy riguarda invece l’ambito della sicurezza nonché una precisa regolamentazione dell’utilizzo di queste tecnologie da parte dei dipendenti.
Un altro aspetto interessante che emerge dall’indagine è che le aziende si pongono il problema di come gestire questa crescita di spesa per non rischiare che essa si perda in mille tipologie di contratto e di tariffe non controllabili (pensiamo soprattutto alle realtà multinazionali). La tendenza è dunque quella di centralizzare la gestione di questi servizi con crescenti opportunità per quei service provider, finora pochi, che sono in grado di gestire contratti per la connettività mobile in tutta Europa (come per esempio Sympac www.sympac.com).
È inoltre abbastanza alto l’interesse ad utilizzare le tecnologie di mobility gestite da service provider: il 13% ha infatti dichiarato di avere un forte interesse per la modalità di servizi hosted o gestiti e del 48% di essere interessato.
Infine, come si vede in figura 2, la percentuale di dipendenti che utilizza tecnologie mobili varia dal 21 al 26% a secondo della dimensione aziendale; Forrester ritiene però questo dato sottostimato.


Percentuale di forza lavoro che utilizza tecnologie e servizi mobile dati – Fonte: Forrester Research, ottobre 2006

Affidabilità e sicurezza: le principali preoccupazioni per le applicazioni aziendali
Se da un lato, come abbiamo visto, cresce l’interesse nei confronti delle tecnologie di mobility, dall’altro l’indagine Forrester evidenzia una ancora scarsa penetrazione nel mondo degli applicativi di business. Insomma, sembra che finora queste tecnologie siano state ritenute ottime per quello che riguarda gli aspetti di comunicazione e collaborativi, ma evidentemente non ci si fida ancora abbastanza da farvi transitare dati, applicativi e informazioni critici. Il problema principale, quindi, è quello dell’affidabilità e della sicurezza. Attualmente le applicazioni più diffuse sono dunque quelle relative a posta elettronica, gestione delle informazioni personali, alert via Sms, servizi di informazione per i dipendenti; per quanto riguarda le applicazioni di business, quelle che hanno una diffusione significativa sono quelle di Sales force automation e di Field force automation (vedi figura 3).

Livello di adozione delle diverse applicazioni mobile – Fonte: Forrester Research, ottobre 2006 

Attente ai costi
Quali sono infine i criteri che guidano l’adozione di tecnologie mobile (vedi la dettagliata figura 4)? Non c’è dubbio che per quanto riguarda i servizi voce, la preoccupazione principale riguarda i costi mentre l’affidabilità viene solo al secondo posto (e a una certa distanza dato che per il 40-41% il costo è il criterio più importante mentre l’affidabilità lo è solo per il 26-24%).




Criteri di scelta nell’acquisizione di tecnologie e servizi wireless – Fonte: Forrester Research, ottobre 2006
 

Diverso è il discorso dati dove l’affidabilità passa al primo posto anche se è un primo posto conteso per un solo punto percentuale con il criterio dei costi nel caso dei servizi mobile di sola trasmissione dati (tipo Sfa e Ffa) mentre vi è un certo scarto (24 contro 16%) per le applicazioni software erogate in mobility. 

Redazione

Nel corso degli anni ZeroUno ha esteso la sua originaria focalizzazione editoriale, sviluppata attraverso la rivista storica, in un più ampio sistema di comunicazione oggi strutturato in rivista, portale www.zerounoweb.it e una linea di incontri con gli utenti.

Articolo 1 di 5