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E la PA non resta indietro

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E la PA non resta indietro

23 Ott 2006

di Paola Parmendola

Sono ormai numerose le amministrazioni pubbliche che utilizzano il Voip, a tutto vantaggio di una razionalizzazione della spesa Ict nella PA

Il numero delle Pubbliche Amministrazioni che ha scelto di implementare le avanzate soluzioni tecnologiche basate sul Voip è in continuo aumento. Ad usufruire dei vantaggi di un’unica infrastruttura in grado di supportare la trasmissione di dati, voce ed immagini, con un alto livello di servizio, sono, tra gli altri, la sede del Cnipa, poi la Provincia di Torino, la sede della Regione Campania, l’Azienda Energetica Metropolitana di Torino, i Comuni di Tivoli e di Genova, il Policlinico del Campus Universitario di Germaneto (Catanzaro), le Università di Messina e di Catania, l’Istat, il Centro Agroalimentare di Roma.
Inoltre sul VoIP, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha strutturato il Servizio Emergenza Mare, attivabile con il numero blu 1530 e gestito dalle Capitanerie di Porto nell’ambito delle aree nazionali ed europee. Il moderno servizio,  destinato a integrarsi con il 112 (il Numero Unico Europeo per le chiamate di emergenza, istituito nel 1991), è in grado di instradare le telefonate tramite radiolocalizzazione, dalla centrale operativa di Roma ai Sottocentri di Soccorso Marittimo (Maritime Rescue Sub Center, MRSC) di competenza.  E ancora, il Ministero degli Affari Esteri sta sperimentando la tecnologia VoIP nel collegamento con 23 Sedi internazionali, coinvolgendo 2.000 utenti su 700 linee telefoniche. Alla prevista diminuzione dei costi pari a 80%, seguirà l’estensione del servizio alle rimanenti sedi all’estero. E l’elenco delle PA che si doteranno di questa tecnologia è destinato ad allungarsi in breve tempo.
La migrazione dai tradizionali centralini telefonici (Pbx) verso i nuovi servizi offerti dalla IP telephony saranno caratterizzati dall’interoperabilità, da una maggiore flessibilità e dinamicità, da una scalabilità architetturale. Diminuiranno, pertanto, i costi operativi e di gestione legati alle piattaforme legacy, ma a rendere importante l’implementazione della tecnologia VoIP e wireless sarà soprattutto l’attesa riduzione dei costi del traffico telefonico pari al 30% (derivante dall’abbattimento dei costi di teleselezione), secondo una stima recentemente divulgata da Ubaldo Bussotti (Ufficio Servizi Sicurezza e Certificazione del Cnipa).
Il processo di unificazione delle comunicazioni interne ed esterne alle amministrazioni, in sintonia con le disposizioni contenute nel Codice Digitale (www.codicepadigitale.it), ha naturalmente anche notevoli implicazioni organizzative (remote collaborative working), essendo in grado di rendere l’accesso di un utente indipendente dalla terminazione di rete. Ad accelerare la transizione verso la convergenza tecnologica intervengono poi anche le strategie dei fornitori ICT, che propongono specifici pacchetti applicativi.
Con le nuove forme di IP telephony si intende contribuire a razionalizzare la spesa Ict nella PA, seguendo le indicazioni della Comunità Europea, contenute nel New Regulatory Framework (luglio 2003) e recepite in Italia dal Dpcm (“Razionalizzazione in merito all’uso delle applicazioni informatiche e servizi”, 31 maggio 2005), elaborato dal Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie in collaborazione con il Cnipa. Dunque, ciascuna PA presto potrà usufruire di un sistema di telefonia rinnovato e di nuovi servizi, avendo cura di osservare solamente le peculiari esigenze e la policy interna, poiché la disposizione delle applicazioni e delle infrastrutture “full IP” è regolata in modo da avvenire in autonomia oppure tramite i propri fornitori oppure sotto la governance del Cnipa.
La Rete Internazionale (Ripa), da considerarsi come l’estensione della Rete Unitaria, e il Sistema Pubblico di Connettività (SPC) sono le best practice che, a livello e-government, consentiranno le comunicazioni elettroniche dell’amministrazione italiana. La Ripa collegherà oltre 500 sedi dislocate in 120 Paesi, mentre l’infrastruttura a banda larga Spc, estesa su 22.000 accessi (solamente il 2% non è IP nativo), sostituirà la Rupa entro il 2007.

Paola Parmendola

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