InfoCert Point of View

Internet of Things: perché servono i Qualified Trust Service Provider

In un mondo sempre più interconnesso, nel quale la qualità dei dati e l’affidabilità dei servizi deve essere garantita, cresce il ruolo dei Trust Service Provider

Pubblicato il 10 Set 2020

concept iot security
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti

L’integrità dei miei dati è garantita? Il mio dispositivo è affidabile? Chi è responsabile della sua sicurezza? Il canale di comunicazione che sto utilizzando è protetto? E il mio codice?

Se ci facciamo queste domande è perché viviamo in un mondo sempre più interconnesso: ormai vogliamo che siano smart anche gli oggetti di uso più comune, come una tv o una macchina per il caffè.

L’ “Internet delle cose” sta rivoluzionando le nostre abitudini ma, a fianco dei grandi benefici attesi, stanno emergendo anche nuove criticità, soprattutto in tema di sicurezza.

Di questo, il mercato è già pienamente consapevole: secondo Gartner[1], l’IoT ha ormai raggiunto il “picco dell’attesa inflazionata” e l’IoT Security è in cima alle voci di investimento di chi produce o implementa soluzioni nei settori dell’Information Technology e dell’Operation Technology.

Secondo IoT Analytics, nel 2025 i dispositivi collegati a una rete saranno addirittura oltre 36 miliardi, quasi il doppio dei circa 20 miliardi di fine 2019.

Saranno non solo smartphone o assistenti virtuali per la domotica, ma anche macchine complesse o, addirittura, intere infrastrutture, pure in ambiti strategicamente sensibili quali l’approvvigionamento di materie prime.

L’affidabilità è la chiave del successo dell’IoT

In sostanza, un circolo virtuoso e vizioso allo stesso tempo: con l’aumentare della complessità di un sistema interconnesso, aumentano infatti sia i benefici generati sia l’esposizione ai rischi. Ma per valorizzare i primi è indispensabile mitigare i secondi.

Per farlo efficacemente, occorrono soluzioni scalabili, interoperabili e facilmente istallabili. E, soprattutto, in grado di assicurare non solo l’affidabilità fisica dei dispositivi, ma anche la confidenzialità e l’integrità delle transazioni digitali effettuate attraverso quegli stessi dispositivi.

Così, l’unico modo per rendere sicuro un sistema IoT è una profonda iniezione di trust.

Perché servono i Trust Service Provider

Ed è esattamente questa la missione di InfoCert.

In quanto più grande Qualified Trust Service Provider (QTSP) a livello europeo – presente in 20 Paesi del Continente con un’operatività cross-industry e milioni di transazioni digitali gestite ogni giorno – InfoCert garantisce una combinazione unica di qualità Digital&Tech e affidabilità de iure.

Ma non solo. Siccome gli ecosistemi IoT non sono tutti ugualmente complessi o necessitano dei medesimi livelli di affidabilità – come paragonare, ad esempio, le esigenze di sicurezza di un sistema casalingo d’irrigazione e di un’infrastruttura IT ospedaliera? – InfoCert è in grado di assicurare livelli di trust progressivi e rispondenti alle necessità del sistema specifico.

In pratica, agisce come “Trust Anchor” che può intervenire a un primo livello (Pure Digital) per certificare l’identità degli oggetti interconnessi, garantendo loro affidabilità dal punto di vista tecnologico (ma non fisico, come nel caso di giocattoli, elettrodomestici e così via). Oppure può agire come “Trust Shield” tramite un add-on che, aggiunto al Pure Digital, offra anche una protezione a livello di hardware (Digital & Hardware): ad esempio, per droni o per stazioni di ricarica elettrica per le auto. Se poi, a queste misure, occorre aggiungere anche la garanzia dei massimi livelli di trust – pensiamo alle smart city, o alle piattaforme per la finanza, o ancora ad aerei e a infrastrutture critiche – InfoCert può certificare l’identità digitale in qualsiasi iterazione uomo macchina garantendo il massimo valore di compliance e la tracciabilità ad ogni transazione human-to-machine e machine-to-machine (Trust Processes & Tech).

Il ruolo di Infocert

Qualunque sia il livello di affidabilità richiesto dall’ambiente interconnesso, InfoCert se ne fa dunque garante: le sue soluzioni per il rilascio dell’identità digitale sono basate su infrastruttura PKI (Public Key Infrastructure), secondo i principali standard d’interoperabilità, e sono conformi al Regolamento eIDAS, laddove applicabile.

Le soluzioni InfoCert garantiscono, secondo i più alti standard di sicurezza, la riservatezza dei dati trasmessi durante ogni transazione digitale a protezione di privacy e di proprietà intellettuali e, successivamente, InfoCert provvede alla conservazione digitale delle evidenze necessarie, nel pieno rispetto delle disposizioni di legge.

In questo modo, si costruisce un ecosistema IoT virtuoso e affidabile.

Quali sono i benefici concreti? Facciamo qualche esempio.

I dati raccolti in tempo reale dagli smart meters – quali i livelli orari, giornalieri, territoriali di consumo energetico o anche per gruppi di utenti – possono significativamente aiutare le utilities a pianificare con maggiore efficienza la produzione di elettricità, ridurne i costi e risultare così più competitive sul mercato.

Analogamente, la manutenzione di impianti di produzione e lavorazione energetica, se interconnessi, può avvenire a distanza e tempestivamente, così da assicurare l’operatività continua con la massima efficienza.

L’interconnessione di videocamere e sensori può, invece, risultare fondamentale non solo nel monitoraggio degli accessi a luoghi fisici ma anche nella prevenzione dei danni derivanti da incidenti e calamità.

Un sistema IoT sicuro può, nell’era delle smart cities, facilitare la diffusione delle automobili a guida autonoma e la gestione dei flussi di traffico per ridurre i tempi di viaggio nonché l’inquinamento in determinati orari.

E gli esempi potrebbero continuare quasi all’infinito. Con un tratto, però, sempre in comune: è una questione di fiducia, anzi di trust.

[1] Gartner – Hype Cicle for the Internet of Things 2019

Immagine da Shutterstock

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati