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Sovranità digitale, 7 criteri di valutazione



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Red Hat ha sviluppato il Digital Sovereignty Readiness Assessment per valutare in autonomia il punteggio di maturità della propria organizzazione

Pubblicato il 24 feb 2026

Hans Roth

Senior vice president and general manager, EMEA Red Hat



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La sovranità digitale è la leva strategica che libera il vero potenziale innovativo delle organizzazioni: non si limita a garantire conformità, ma abilita una libertà operativa autentica e sostenibile.

Lontana dall’essere un ostacolo, per Red Hat la sovranità rappresenta il presupposto della libertà di scegliere dove e come eseguire i propri carichi di lavoro. Per accelerare questo percorso verso l’indipendenza sovrana abbiamo sviluppato il Red Hat Digital Sovereignty Readiness Assessment.

Le normative globali hanno innalzato drasticamente la posta in gioco per la resilienza operativa e il controllo giurisdizionale dei dati. Eppure, per molte organizzazioni, il percorso verso l’indipendenza è oscurato da stack tecnologici che sono “scatole nere”, opzioni limitate e silos di dati frammentati.

Il percorso verso una base sovrana inizia dalla piena consapevolezza della posizione attuale della propria organizzazione, ed è qui che entra in gioco Red Hat Digital Sovereignty Readiness Assessment.

I 7 ambiti critici di valutazione

Non si può governare un patrimonio IT che non si comprende fino in fondo. Questa valutazione self-service fornisce una base di riferimento chiara e oggettiva del livello di controllo digitale dell’organizzazione, analizzandolo attraverso sette ambiti critici:

  1. Sovranità dei dati: il controllo fisico e giurisdizionale dei dati durante il loro intero ciclo di vita.
  2. Sovranità tecnica: la composizione dello stack software sottostante.
  3. Sovranità operativa: la capacità del team di mantenere e ripristinare i sistemi senza dipendere da fonti esterne.
  4. Sovranità di garanzia: la capacità di verificare e convalidare in modo indipendente l’integrità dei sistemi.
  5. Consapevolezza dell’open source: la capacità di sfruttare l’innovazione guidata dalle community open source per ridurre il vendor lock‑in e ampliare le opzioni tecnologiche.
  6. Supervisione esecutiva: l’allineamento degli obiettivi di sovranità con la governance a livello dirigenziale.
  7. Servizi gestiti: la flessibilità delle implementazioni cloud in regioni e data center specifici.

Comprendere i risultati

Al termine, lo strumento fornisce un punteggio di maturità che classifica le attuali capacità in quattro fasi:

  • Base: le prime fasi di identificazione dei requisiti di sovranità.
  • In fase di sviluppo: costruzione attiva delle capacità e risoluzione delle lacune iniziali.
  • Strategico: esistono capacità solide e ripetibili nella maggior parte dei domini.
  • Avanzato: controllo ampio e proattivo esercitato sull’intero patrimonio digitale.

La valutazione fornisce una roadmap pratica delle azioni di miglioramento e delle domande di ricerca critiche che le parti interessate devono porsi per rafforzare il proprio livello di controllo digitale.

Red Hat sta definendo uno standard aperto per la valutazione della sovranità digitale: per questo stiamo rendendo disponibili gratuitamente all’ecosistema globale i criteri del codice sorgente dello strumento Digital Sovereignty Readiness Assessment.

Rendendo open source questo framework, spostiamo il paradigma di settore da una cieca fiducia nelle dichiarazioni delle imprese a un modello basato sulla verifica oggettiva.

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