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Intesa Sanpaolo completa la migrazione dei sistemi core sul cloud. Nasce Isytech



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Intesa Sanpaolo ha completato la migrazione cloud dei propri sistemi IT core su Google Cloud, tramite le region di Torino e Milano ospitate nei data center TIM. Oltre 800 applicazioni migrate senza interruzioni, più di 3.000 dipendenti formati e 170 certificazioni Google Cloud conseguite. Nasce così Isytech, la nuova piattaforma digitale del Gruppo

Pubblicato il 6 lug 2026



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Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha portato a termine con successo la migrazione su cloud dei propri sistemi IT core, un progetto di trasformazione digitale realizzato in collaborazione con TIM e Google Cloud.

L’obiettivo dichiarato era rendere l’infrastruttura IT della banca più veloce, sicura, AI-ready e sostenibile. Un traguardo che, secondo quanto riporta un comunicato ufficiale rilasciato dal Gruppo, non solo è stato raggiunto ma ha superato i target tecnici previsti.

Il progetto si è appoggiato sulle due region italiane di Google Cloud a Torino e Milano, ospitate all’interno dei data center di TIM, per garantire un trasferimento sicuro e senza interruzioni di una parte fondamentale dei sistemi bancari.

Oltre 800 applicazioni migrate senza interruzioni

Il numero al centro dell’operazione è quello delle applicazioni spostate sull’infrastruttura Google Cloud – più di 800, con altrettante dismesse dalla sede fisica della banca.

A rendere possibile il trasferimento di volumi di carico così ingenti di dati e workflow sono state, secondo la nota di Intesa Sanpaolo, l’affidabilità dell’infrastruttura dati di Google Cloud e le prestazioni di data center e connettività messe a disposizione da TIM che, insieme, hanno garantito elevati standard di sicurezza, velocità e minima latenza tra ambienti cloud e sistemi preesistenti.

Il dato che il Gruppo sottolinea con più enfasi è la continuità operativa: nessun major incident registrato durante l’intero percorso di migrazione.

Massimo Proverbio, Chief Data AI and Technology Officer di Intesa Sanpaolo, ha commentato il traguardo evidenziando come «questa iniziativa ci ha consentito di raggiungere tutti gli obiettivi 2022-2025 e di prepararci alle sfide per il piano industriale 2026-2029. Collaborando con Google Cloud e TIM, abbiamo cambiato tecnologia, ridotto i costi e, allo stesso tempo, posto le basi per costruire Isytech, la piattaforma tecnologica nativa digitale e cloud al servizio di clienti e colleghi di tutto il nostro Gruppo».

Due region italiane per la residenza dei dati

La scelta di due cloud region localizzate sul territorio nazionale risponde a un’esigenza precisa per un gruppo bancario di questa scala: la residenza dei dati. Raffaele Gigantino, Country Manager Italy di Google Cloud, ha collegato direttamente questo aspetto al successo del progetto, sottolineando come le due region abbiano permesso a Intesa Sanpaolo di soddisfare le proprie esigenze di data residency mantenendo al contempo un’infrastruttura pensata per sostenere carichi di lavoro mission-critical.

«Nel settore dei servizi finanziari, la modernizzazione dei sistemi core non può prescindere da sicurezza e resilienza. Il successo della transizione senza interruzioni dei carichi di lavoro altamente complessi e mission-critical di Intesa Sanpaolo dimostra come l’innovazione sia possibile con la giusta tecnologia. L’infrastruttura sicura, sostenibile e affidabile di Google Cloud è specificamente progettata per fornire alle istituzioni finanziarie le soluzioni di livello enterprise necessarie per ottimizzare le loro operazioni oggi, creando al contempo quelle solide fondamenta digitali necessarie per accogliere piattaforme di nuova generazione e funzionalità IA avanzate».

Governance end-to-end: sicurezza e controllo dei costi

Dietro ai numeri della migrazione, il Gruppo indica un elemento organizzativo come determinante per il risultato: il modello di governance end-to-end gestito da TIM. Questo approccio ha permesso di mitigare i rischi lungo tutto il percorso di trasformazione digitale e, allo stesso tempo, di tenere sotto controllo i costi attraverso un monitoraggio metodico basato su logiche FinOps – la disciplina che integra pratiche finanziarie e operative per ottimizzare la spesa cloud.

Il ruolo di TIM tra data center, connettività e presidio del rischio

Elio Schiavo, Chief Enterprise & Innovative Solutions Officer di TIM, ha descritto il completamento del programma come un risultato che rafforza il posizionamento di TIM Enterprise quale partner strategico per la trasformazione digitale del sistema Paese.

«Portare le infrastrutture core di una grande banca sulle region italiane di Google Cloud ospitate nei data center TIM significa – secondo Schiavo – garantire controllo, sicurezza e resilienza dei dati. L’integrazione tra data center, connettività e soluzioni cloud ci ha consentito di gestire una migrazione ad altissima complessità assicurando continuità operativa e performance elevate. È la dimostrazione della capacità di TIM Enterprise

di governare progetti end-to-end e di accompagnare imprese e Pubblica Amministrazione in percorsi di innovazione che coniugano apertura tecnologica e autonomia strategica».

Formazione e competenze: la cultura cloud-first del Gruppo

Un progetto di questa portata non si misura solo in applicazioni migrate o incidenti evitati. Richiede anche un investimento sulle persone. Intesa Sanpaolo ha accompagnato la trasformazione tecnologica con un piano di formazione dedicato, costruito per diffondere una cultura cloud-first all’interno dell’organizzazione.

I numeri diffusi dal Gruppo parlano di oltre 3.000 dipendenti coinvolti nel percorso formativo e più di 170 certificazioni Google Cloud conseguite, di cui oltre 60 di livello avanzato.

Un dato che segnala come la migrazione non sia stata trattata solo come un’operazione infrastrutturale, ma come uno switch di competenze e mentalità distribuito su una parte significativa dell’organico.

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