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Il software asset management aiuta il cloud

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Il software asset management aiuta il cloud

13 Nov 2013

di Piero Todorovich da Digital4

Uno studio di BSA dimostra come l’efficace utilizzo degli strumenti per la gestione degli asset digitali possa consentire alle aziende di avere maggiore efficacia nell’adozione dei servizi cloud

Per ottenere i massimi benefici dall’adozione del cloud computing serve avere una gestione integrata delle risorse software e dei servizi. Questo è ciò che emerge dallo studio presentato da BSA The Software Alliance “Navigare il Cloud – Perché il Software Asset Management è più importante che mai” che evidenzia la relazione tra le politiche di gestione del software tradizionale con quelle dei nuovi servizi.

Secondo BSA, solo utilizzando in modo opportuno i sistemi di software asset management (SAM), le aziende possono arrivare a ottenere massimi benefici e risparmi nel deploy dei servizi cloud. Devono inoltre tenere conto delle differenze che esistono tra cloud e software, per cui una gestione SAM poco efficace potrebbe compromettere molti benefici.

In generale se in ambito cloud i principi base del SAM restano immutati, ci sono differenze che riguardano le tipologie di rischi e la gestione delle licenze. I programmi SAM devono poter misurare accuratamente hardware e software. In ambiti cloud devono poter operare in tempo reale per catturare cambiamenti che sono molto più rapidi.

Provisioning e cambi di configurazioni sono infatti molto più veloci rispetto all’on premise. Anche dal punto di vista organizzativo, la rapidità del provisioning negli ambienti cloud finisce spesso per bypassare il filtro delle procedure IT e SAM, cosa di cui occorre essere consapevoli. Occorre inoltre considerare nel calcolo del total cost of ownership (TCO) anche costi nuovi e nascosti dei servizi. Trend quali il bring your on device (BYOD) pongono rischi che il sistema SAM deve indirizzare.

Il software as a service (SaaS), pone molte sfide a SAM. Le aziende possono essere esposte a rischi se il provider infrange diritti di terzi nell’offerta dei servizi cloud. Altri rischi riguardano l’uso non autorizzato di account SaaS, per esempio con l’accesso da zone geografiche proibite, con la condivisione di account, con la sostituzione di utenti legittimi da parte di sistemi informatici, o anche da parte di clienti, collaboratori che non sono dipendenti, come previsto invece dai contratti. Spesso i servizi SaaS comprendono plug-in o altri software client soggetti a licenza.

C’è, secondo BSA l’errata percezione che SaaS risolva tutte le situazioni di gestione delle licenze e utilizzo del software. Questo anche nel caso dei servizi cloud di tipo PaaS e IaaS. La virtualizzazione su cui si basano questi modelli di servizio potrebbe non essere supportata dagli accordi di licenza o comportare costi aggiuntivi per processore o server. Qualsiasi misurazione in ambienti virtualizzati diventa inoltre più complessa per via del livello di astrazione architetturale. Aspetti che richiedono l’utilizzo di SAM.  

 

SAM in ambiente cloud

Lo studio suggerisce alcune raccomandazioni sull’impiego del cloud e dei SAM.

  • Il cloud computing non elimina le preoccupazioni relative alle conformità delle licenze, piuttosto ne crea di nuove. Queste sfide possono essere superate con un SAM efficace.
  • Il SAM è cruciale sia per le organizzazioni che si spostano sul cloud sia per quelle che utilizzano ambienti IT tradizionali.
  • Sebbene l’obiettivo di un SAM non cambi, la sua implementazione deve essere adattata agli ambienti cloud.
  • Il SAM dovrebbe essere parte integrante della strategia cloud di un’organizzazione e del suo piano di implementazione.
  • I contratti di licenza software tradizionali richiedono particolare attenzione durante la migrazione verso il cloud per garantire la conformità delle licenze.
  • Il Software as a Service introduce potenziali sfide legate all’uso non autorizzato e all’acquisizione di programmi inutili.
Piero Todorovich da Digital4
Giornalista

Giornalista professionista dal 91, ha scoperto il Computer negli Anni 80 da studente e se n'è subito innamorato, scegliendo di fare della divulgazione delle tecnologie e dell'informatica la propria professione. Alla passione per la storia delle tecnologie affianca quella per i viaggi e la musica.