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Una It ‘smart’ per il business delle Pmi

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Una It ‘smart’ per il business delle Pmi

02 Dic 2009

di Paolo Lombardi

Una nuova proposta end-to-end, articolata su tre componenti e basata sulle Acg, indirizzata all’appetibile mercato delle piccole e medie imprese

MILANO – Forse si comincia a  uscire da una crisi pesante che ha messo a dura prova le imprese, e in particolare quelle di minori dimensioni. Francesco Angeleri (nella foto), vice president general business di Ibm Italia (www.ibm.com/it), dice di avere grande fiducia in quelle che definisce “la capacità e la velocità di reazione delle piccole imprese quando sarà il momento della piena ripresa dell’economia”. È la stessa fiducia di fondo che spinge Ibm a presentare Smart Business, una proposta per il mercato delle Pmi italiane con caratteristiche che il vendor ritiene ritagliate su misura (per funzionalità, prezzo, modalità di acquisto, di utilizzo e di gestione) per le esigenze di questa fascia di imprese così caratteristiche e importanti per la nostra economia.
Ibm ha sempre avuto un legame particolarmente stretto con le Pmi italiane e le loro esigenze. È stata per lungo tempo leader indiscusso grazie al presidio territoriale dei mitici ‘agenti Ibm’ e il loro variegato bagaglio di soluzioni sulle storiche piattaforme dei mini S/36 e poi S/38 e infine As/400. Tuttavia, l’affollamento sul fronte dei vendor con l’esplosione dell’offerta di software gestionale anche su altre piattaforme server, prima Unix e poi Windows, ha pian piano ridimensionato quella leadership.

Vent’anni dopo…

A 20 e più anni di distanza Ibm si trova di fronte un mondo di Pmi ancora in buona parte poco e soprattutto male informatizzate. Non solo; deve anche confrontarsi con altri player – per esempio Microsoft (www.microsoft.com) e Sap (www.sap.com) – che in questi ultimi anni hanno conquistato peso in quello stesso mercato e hanno allestito un’offerta capace di rivolgersi alle innumerevoli nicchie dello ‘small and medium business’ grazie anche ai vari ecosistemi di partner che hanno saputo costruire.
Oggi Ibm rilancia, rivolgendosi alla fascia low end di questo mercato (si tratta di 200mila imprese da 10 a 100 dipendenti) con una proposta che, racconta Paolo Degl’Innocenti, vice president Systems and Technology Group di Ibm, è nata un anno fa da un’idea tutta italiana. L’offerta, denominata Smart Business, è stata costruita secondo caratteristiche che hanno radici nelle esigenze espresse da piccoli imprenditori e fanno riferimento ai loro comportamenti di spesa It. Ibm cita a questo proposito quanto emerge da un’indagine condotta su 500 Pmi in tutta Italia: le imprese di questa fascia di mercato tendono a investire in soluzioni facili da acquistare e da installare, dotate di funzionalità automatizzate preintegrate e che prevedono assistenza e supporto di un fornitore fidato. Non sono certo novità, viene da osservare. “Il problema è – dicono in Ibm – che a queste richieste “gli altri vendor” rispondono con un semplice ‘bundle commerciale’ mentre noi proponiamo Smart Business, una soluzione end to end, che nasce già integrata, comprende una piattaforma hardware e software di sistema, servizi, un ecosistema di applicazioni di software vendor certificati che garantisce supporto sulla soluzione completa”.

Una soluzione in tre componenti

Smart Business comprende una soluzione preintegrata, accesso a una community e a un marketplace su web con la possibilità di cercare tra le applicazioni di business a catalogo quelle ritenute più adatte alle specifiche esigenze, servizi collaborativi, di sicurezza gestita, di back up e recovery in hosting. Il portafoglio delle applicazioni che complementano le storiche Acg di base (nella più recente versione Vision 4) già oggi vede alcune soluzioni specifiche per mercati verticali che si arricchiranno, entro fine anno e ancor di più entro metà del 2010, delle soluzioni fornite da alcuni dei più noti partner storici di Ibm (Sirio, Var Group, SmeUp, Thera, Revorg, Vela Informatica, ecc.) per raggiungere una significativa copertura.

 


I tre pezzi di Smart Business

Smart Business è la nuova offerta Ibm per le Pmi; disponibile in Italia a partire da 19 euro al giorno per utente, comprende tre componenti: Smart Market, Smart Cube e Smart Desk.

Smart Market è il portale web di accesso che i clienti possono utilizzare sia per cercare e confrontare le applicazioni a catalogo sia per avere assistenza e consulenza It.
Smart Cube è un server integrato (Cpu, memoria dischi, dispositivi di rete e per i salvataggi) con software di base e il middleware necessari (tra cui file e print server, database,  email, instant messaging, firewall ecc.) precaricati, preconfigurati e pronti all’uso.
Smart Desk comprende una serie di interfacce grafiche che supportano l’installazione, la configurazione la gestione e la manutenzione dello Smart Cube e delle applicazioni e dei servizi Smart Business. (P.L.)


 Smart Business e i suoi competitor

Nel corso della presentazione delle soluzioni Smart Business di Ibm a Smau abbiamo incontrato Juhi K. Jotwani (nella foto), vice president Ibm Smart Business, che ha risposto ad alcune nostre domande.

ZeroUno: Tutti i player principali si stanno indirizzando verso il mercato dello small business fino a 100 addetti. Che cos’ha in più l’offerta Smart Business rispetto a quella dei principali competitor sul mercato Pmi? Cominciando da Sap…
Jotwani: In Italia, Sap è l’azienda leader per le imprese di grandi dimensioni, realtà con oltre 1000 dipendenti che ricoprono una piccola parte dell’intero comparto produttivo italiano. Ibm invece, con le Acg, si pone al primo posto per le aziende che contano 50-99 dipendenti ed è leader anche per le aziende che ne contano da un minimo di 100 a un massimo di 999. Crediamo quindi che la nostra soluzione, costruita attorno alle Acg dimostri che siamo in grado di comprendere perfettamente i bisogni di questi clienti, i quali sono alla ricerca di soluzioni Erp realizzate e sviluppate per essere facilmente adattabili alle loro realtà.

ZeroUno: E per quanto riguarda Microsoft?
Jotwani: Molte piccole aziende iniziano scegliendo applicazioni di produttività orientate ai Pc che sono alla base della storica forza di Microsoft.  Man mano che queste aziende crescono, passano da soluzioni aziendali orientate all’utilizzo del Pc a quelle orientate all’utilizzo dei server, che  richiedono conoscenze specifiche. E qui Ibm si impone con la propria esperienza e la propria forza. Ibm e le Acg vantano più di 20 anni di esperienza nel soddisfare le necessità Erp delle Pmi italiane anche grazie a un ampio portafoglio di applicazioni specifiche del settore di interesse, per le quali entrano in campo i nostri business partner e la loro esperienza.

ZeroUno: Quali saranno le principali direzioni di evoluzione
del progetto Smart Business nei prossimi rilasci?
Jotwani: Avvalendomi dell’esperienza e della visione di Renato Ottina, Acg business leader per l’Italia, posso dire che le soluzioni del mondo Acg arricchiranno sempre di più l’offerta Smart Business. Da un lato tutte le novità previste nei prossimi rilasci delle Acg Vision4 continueranno a essere rese disponibili sulla piattaforma Smart Business per offrire soluzioni sempre più ricche al mercato. Dall’altro proseguirà il nostro impegno per ampliare la disponibilità di soluzioni specializzate per mercati verticali basate sull’architettura Vision4. Le applicazioni Acg Vision4, poi, vengono installate sullo Smart Cube da una apposita procedura (disponibile nello Smart Market) semplice e automatizzata e in grado di minimizzare i costi. La parametrizzazione di Acg Vision4 e l’adeguamento dell’applicazione alle specifiche esigenze di ogni cliente sarà ovviamente sostenuta dagli oltre 100 Business Partner operativi su questa soluzione.

ZeroUno: Quali sono le attese di business del progetto Smart
Business sul piano internazionale?
Jotwani: L’area delle Pmi rappresenta un segmento importante per Ibm perché assicura una crescita reale e costante nel tempo. Per quanto espressamente riguarda lo Smart Business, qui stiamo indirizzando grandi investimenti: oltre 100 milioni di dollari in sviluppo e staffing a cui si aggiungono un’ottantina di brevetti registrati. Il che dimostra quanta importanza rivesta per noi questo ambito. (P.L.)

 

Paolo Lombardi

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