Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Riccardo Illy: “Friuli Venezia Giulia: informatizzare l’informatizzabile”

pittogramma Zerouno

Riccardo Illy: “Friuli Venezia Giulia: informatizzare l’informatizzabile”

27 Gen 2006

di Elisabetta Bevilacqua

Definita da Fdi Foreign Direct Investment “Regione italiana del futuro”, il Friuli Venezia Giulia sarà la sede di InnovAction, una vetrina dell’innovazione che si svolgerà a Udine dal 9 all’11 febbraio e rappresenterà un momento di incontro e confronto di esperienze innovative nazionali e internazionali (nella foto Riccardo Illy, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia)

“Informatizzare l’informatizzabile e portare la banda larga a tutti”. Riccardo Illy, presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, presentando l’iniziativa InnovAction, salone internazionale della conoscenza, delle idee e dell’Innovazione (http://www.innovactionfair.com/) che si terrà dal 9 all’11 febbraio a Udine, non nasconde il suo entusiasmo, inconsueto per un personaggio generalmente molto contenuto, sul ruolo che le tecnologie possono svolgere per il rilancio dell’economia. Non si tratta, per Illy, di un’infatuazione, ma di una precisa strategia basata su una visione del ruolo da assegnare alla Regione per sfruttarne pienamente le specificità.
Ad evidenziare le caratteristiche del territorio ha contribuito anche un’indagine di Monitor Group (la società di ricerche fondata da Michael Porter, professore di Harvard, che ha introdotto il concetto di “vantaggio competitivo”), commissionata dalla Regione. In sostanza siamo in presenza di un’imprenditoria diffusa, orientata all’innovazione e all’internazionalizzazione, e di un significativo bacino di ricercatori (8mila addetti, con un rapporto tra popolazione e ricercatori pari a quella delle economie più avanzate) grazie alla concentazione di tre università e un centinaio di centri di ricerca di rilievo internazionale. Il problema è stato allora individuare i settori innovativi con i maggiori potenziali di crescita, tenendo conto di una struttura economica caratterizzata da una prevalenza di Pmi, come per altro tutto il Nord-Est e gran parte delle regioni del centro Italia.
Il Friuli Venezia Giulia ha scelto di sfruttare queste potenzialità operando su due piani: dare l’esempio e creare un ambiente favorevole all’innovazione. A conferma che la strada è quella giusta, il Friuli Venezia Giulia ha ottenuto il riconoscimento della rivista bimestrale Fdi Foreign Direct Investment (gruppo Financial Times), come “regione italiana del futuro”.
“Come Amministrazione abbiamo creato un sito Web che offre tutte le possibili informazioni ai cittadini nelle tre lingue parlate nella regione; abbiamo creato una webTv molto seguita dagli emigrati (ce ne sono 50mila di origine friulana solo a Toronto); abbiamo soprattutto portato l’innovazione informatica e organizzativa nel cuore dell’amministrazione, informatizzato la Sanità e abbiamo in programma di portare la larga banda dove ora non c’è”, ha detto Illy.
Il “braccio armato” di questa strategia è rappresentato da due aziende regionali, Friulia (http://www.friulia.it/) e Insiel (http://www.insiel.it/), che useranno InnovAction come vetrina. La prima è specializzata nella produzione di software per la Sanità, la seconda, specializzata nello sviluppo di applicazioni per la pubblica amministrazione locale, avrà il compito di portare la larga banda dove i privati non ritengono sia conveniente e potenziarla nelle aree a maggior concentrazione.

Creare un ambiente favorevole all’innovazione
L’amministrazione, per creare un ambiente favorevole all’innovazione e alla competitività, oltre a riorganizzare i quattro distretti produttivi (sedia, mobile, metallo, alimentare) con l’obiettivo di favorire i processi di innovazione e la crescita dimensionale (fusioni e associazione fra microimprese), ha ottenuto il riconoscimento di alcuni distretti tecnologici ( fra cui biomedicina molecolare e nanotecnologie). Il percorso che va dal concepimento delle idee alla creazione di business è inoltre garantito da un insieme di strumenti (incubatori per gli spin-off, seed, business angels, fino al capital-venture) in fase di completamento.
Sempre per stimolare l’innovazione è stato istituito un un premio con la consulenza di Isaac Getz, docente di Management delle Idee e dell’Innovazione all’Escp-Eap di Parigi, che tiene regolamente corsi rivolti a imprenditori e manager della Regione. Iinfine si è scelto di elminare i finanziamenti “a pioggia” focalizzandoli (ma anche incrementandoli da 11 a 65 milioni di euro) nella direzione dell’innovazione, con l’idea che questa, favorendo la crescita economica dell’area, porterà un significativo ritorno anche all’amministrazione. In questo contesto InnovAction si pone come vetrina delle iniziative (molto più numerose di quelle fin qui elencate) e come punto di incontro e di avvio di ulteriori iniziative con un respiro internazionale. La manifestazione punta infatti a raccogliere, attorno ad un fitto calendario di convegni, espositori e visitatori non solo dalle aree limitrofe (Veneto, Carinzia, Slovenia) e Nord Est e Centro Italia, ma anche da tutto il mondo.
 “Avevamo l’obiettivo di avere almeno 150 espositori e abbiamo già raggiunto i 200, mentre non siamo ancora in grado di prevedere quanti saranno i visitatori”, conclude Illy.

Elisabetta Bevilacqua
Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

Articolo 1 di 5