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Il Muse e l’innovazione. Trento città della scienza

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Il Muse e l’innovazione. Trento città della scienza

06 Dic 2013

di Bianca Uberti Foppa

Il Trentino si conferma una regione sensibile alle tematiche scientifiche e di innovazione con investimenti importanti in Ricerca e Sviluppo. Negli ultimi quarant’anni, l’autonomia trentina ha consentito di destinare a diversi soggetti sul territorio crescenti investimenti che hanno trasformato la Regione, e in particolare il suo capoluogo Trento, in un vero e proprio “polo italiano della ricerca e del sapere”, raggiungendo importanti risultati e riconoscimenti anche a livello internazionale.

Il Trentino, infatti, può vantare oggi più di 20 centri di ricerca che ospitano oltre 2500 ricercatori e una tra le migliori università nelle classifiche internazionali. Diversi sono inoltre i progetti di digitalizzazione promossi che hanno consentito alla Regione un forte sviluppo e innovazione, grazie soprattutto a una sinergia realizzata tra imprese Ict, Enti di Ricerca e Alta Formazione locale. Dal 2012, ad esempio, è stato avviato un progetto per la costituzione di una filiera di sviluppo di soluzioni e servizi in ambito Ict;  o ancora, dal 2010 è stato inaugurato il Trento RISE (vedi correlata dal titolo Trento Rise:  “Centro di contaminazione  permanente”), un importante polo di ricerca tecnologica internazionale con lo scopo di favorire l’integrazione tra business, ricerca e alta formazione nel settore dell’Ict, promuovendo anche nuove Start Up con iniziative per i giovani e la loro formazione imprenditoriale.
L’ultimo progetto della Provincia Autonoma di Trento è stato la costruzione del MuSe, un nuovo museo, firmato dall’architetto Renzo Piano, che si inserisce in un contesto di innovazione all’avanguardia per risparmio energetico e utilizzo di fonti di energia rinnovabili, all’insegna così di uno sviluppo sostenibile. Il museo si articola in diversi piani, dando spazio sia a tematiche più caratteristiche del luogo quali l’approfondimento degli aspetti delle zone alpine, dalle origini delle Dolomiti alla biodiversità che popola le montagne, sia ad applicazioni tecnologiche in una sezione importante dove viene data visibilità alle start up trentine che propongono soluzioni, anche a base Ict, per raggiungere una maggiore sostenibilità ambientale.
Ecco le aziende che questa estate hanno occupato l’area dedicata all’innovazione sul territorio al secondo piano del Muse: Officine Parisi, Tamanini, CaRes, BlueLine, Biosoilexpert, Ciresa, Lemur, Tassullo, Aquafil, SofCpower, Trainotti plast, Domotica Trentina, Xtensa, Computer grafica, Fabrica Ludens.
Si va da soluzioni con nano particelle magnetiche per il controllo della catena del freddo all’arnia con sensore wireless per aiutare l’apicoltore e il ricercatore nelle loro attività attraverso una raccolta ed elaborazione dati, con allarmi automatici di derivazione domotica;  da nuovi sistemi di edutainment museale, a soluzioni 3D per la valorizzazione dei beni culturali, a tecniche innovative di conservazione nel sottosuolo, fino a sistemi di controllo oculare per la comunicazione con il computer basata sul solo movimento degli occhi.
Tutti progetti che, nella loro implementazione sul territorio, concorrono a sensibilizzare e a diffondere una cultura della sostenibilità ambientale attraverso progetti di innovazione tecnologica che sta diventando patrimonio diffuso del Trentino.

Bianca Uberti Foppa

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