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Forum PA 2017: nuovi modelli organizzativi per la PA digitale

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Forum PA 2017: nuovi modelli organizzativi per la PA digitale

15 Mar 2017

di Carlo Mochi Sismondi

Visione, managerialità e autorevolezza tale da imporsi a colleghi spesso riluttanti: è questo il CIO delineato dal Nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale e che dovrà affrontare l’arduo compito di traghettare la PA italiana nel processo di trasformazione. Il Forum PA 2017, che quest’anno si terrà nella prestigiosa Nuvola di Roma EUR dal 23 al 25 maggio, vuole essere parte di questo percorso grazie alle numerose possibilità di confronto offerte

A Forum PA 2017 (dal 23 al 25 di maggio alla nuova “Nuvola” di Roma EUR) si ritroveranno insieme molti, se non tutti, i responsabili della digital transformation della PA. Viene da chiedersi quindi chi sono questi dirigenti che il nuovo Codice della PA digitale disegna e ai quali dà, come vedremo, decisive responsabilità.

Fino a pochi anni fa quello che allora si chiamava “responsabile dei sistemi informativi” o anche “Capo CED” era, nelle amministrazioni pubbliche, relegato a un ruolo tecnico e non partecipava alle scelte strategiche né entrava nel board di direzione dell’ente. Una specie di “super idraulico” a cui chiedere di risolvere problemi, ma anche di provvedere a fare aggiustare una stampante che non funzionava. Grande impressione fece quando uno di questi CIO assunse un ruolo di top manager, era il compianto Gianni Bilia dell’INPS con cui ho avuto la fortuna di collaborare per il primo Forum PA. Tra poche settimane si aprirà il 28° Forum PA e molte cose sono per fortuna cambiate da allora, ma ancora non è facile che la direzione apicale degli enti, dei Ministeri, delle regioni o dei Comuni si apra a quello che viene ancora chiamato il “responsabile dell’informatica”.

Eppure, come l’esperienza di tutte le grandi organizzazioni ci insegna, il processo di digital transformation della PA non può prescindere da una forte sinergia tra componente tecnologica e componente organizzativa. Una necessità ribadita anche dal nuovo art. 17 del CAD, che ridefinisce le funzioni dell’ufficio responsabile della transizione alla modalità operativa digitale, ponendo particolare attenzione ai conseguenti processi di riorganizzazione. La digitalizzazione della PA non è infatti un processo esclusivamente tecnologico, ma costituisce piuttosto un complesso e articolato percorso di cambiamento, in cui l’ammodernamento delle tecnologie informatiche deve essere accompagnato da un ripensamento complessivo dei modelli organizzativi e dei processi interni in chiave digitale.

Un’impostazione ancora minoritaria nel panorama della PA italiana, se è vero che molti enti hanno avviato la transizione al digitale senza procedere a una ridefinizione a monte dei processi e delle mansioni all’interno dei diversi uffici. Occorre quindi che le amministrazioni italiane adottino assetti organizzativi orientati al cambiamento, definendo in modo chiaro funzioni e compiti delle strutture responsabili dell’innovazione, individuando professionalità e competenze necessarie a gestire il processo di digitalizzazione e accompagnando quest’ultimo con un profondo ripensamento organizzativo.

 

Il CIO della PA: cerniera tra dimensione politica e dimensione amministrativa

Ma vediamo meglio chi è questa figura chiave, questa cerniera tra quello che la legge chiama “l’organo di vertice politico” e l’amministrazione e che ha la responsabilità di traghettarla nella dimensione digitale.

Innanzi tutto la legge dice che deve essere a capo di un “ufficio dirigenziale generale”, ossia che deve essere un numero uno dell’amministrazione. Non solo, il Nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale dice che deve essere responsabile della transizione alla modalità operativa digitale e i conseguenti processi di riorganizzazione finalizzati alla realizzazione di un'amministrazione digitale e aperta, di servizi facilmente utilizzabili e di qualità, attraverso una maggiore efficienza ed economicità.

Dice ancora la legge che deve essere “dotato di adeguate competenze tecnologiche, di informatica giuridica e manageriali” e che deve governare anche tutti gli aspetti della trasformazione digitale: dalle telecomunicazioni ai servizi, dalla sicurezza all’accessibilità, dalla riduzione dei tempi a quella dei costi, dalla dematerializzazione alla coerenza con le indicazioni della Presidenza del Consiglio e del Governo. Insomma un compito di grandissima importanza.

Appena letta la norma ci viene da chiederci se ce li abbiamo nella PA questi “campioni del digitale” in grado di avere assieme visione, managerialità e autorevolezza tale da imporsi a colleghi spesso riluttanti. Qualcuno lo conosco, ma in generale direi che è una funzione tutta da creare: ci vuole formazione per questi vertici apicali, ma anche una comunità di pratica che, nel quotidiano e informale scambio di esperienze, permetta loro di non essere isolati, di non sentirsi un’avanguardia abbandonata in terreno ostile mentre il “corpaccione” della PA va altrove.

Noi di Forum PA faremo la nostra parte, per costruire questo luogo di scambio e di confronto, favorendo anche un necessario incontro tra Chief Digital Transformation Officer pubblici e privati:  Forum PA 2017 sarà una prima tappa di questo percorso.

Forum PA 2017, in programma nel nuovo prestigioso Palazzo dei Congressi “La Nuvola” di Roma-EUR dal 23 al 25 maggio, si presenta con un programma congressuale (qui il primo rilascio che sarà a mano a mano implementato) che si articola in quattro tipologie diverse di eventi aperti alla partecipazione attiva di aziende e amministrazioni:

  • Gli “scenari” che pongono i grandi temi dello sviluppo equo e sostenibile nell’ottica di un’agenda per i prossimi quindici anni. Ciascuno dei temi sarà visto dal punto di vista della sostenibilità ambientale, economica e sociale; della partecipazione attiva di tutte le componenti della società; della trasformazione digitale intesa come costruzione di una piattaforma abilitante.
  • I “convegni tematici” dedicati alle singole grandi politiche d’innovazione: dai temi della PA digitale alle politiche di sviluppo e coesione; dal tema delle politiche attive del lavoro al tema della riforma dell’amministrazione; dalla sussidiarietà orizzontale alla governance delle città e dei territori; dall’open government ai grandi programmi di politica industriale come “Industria 4.0” o la digitalizzazione in Agricoltura.
  • I “tavoli di lavoro”, che si svolgeranno tra addetti ai lavori, a porte chiuse e su invito, serviranno a definire meglio le agende di lavoro dei convegni e a porre sul tavolo le raccomandazioni per l’effettiva implementazione dei progetti d’innovazione.
  • I “seminari”, che propongono concise e mirate occasioni di formazione per i dipendenti pubblici su temi di grande attualità e che presentano loro novità importanti di processo e/o di prodotto e esempi di successo da cui copiare.

 

Per iscriversi e conoscere il programma: http://forumpa2017.eventifpa.it/it/

 

*Carlo Mochi Sismondi è Presidente di FPA

Carlo Mochi Sismondi

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