Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Dare valore al business

pittogramma Zerouno

Dare valore al business

16 Mar 2010

di Giampiero Carli Ballola

Per guadagnare efficienza interna e dare ai propri utenti servizi tempestivi e allineati alle strategie aziendali  le prestazioni della funzione It vanno monitorate e gestite tramite un opportuno sistema. Chiediamo a Pietro Ferraro, Practice Manager IT Intelligence di Sas (nella foto) di chiarire il funzionamento di questo processo e il ruolo che hanno le soluzioni di analisi e performance management.

IN PARTNERSHIP CON  

Il processo e gli strumenti del Performance Management si applicano alla funzione It come a ogni altra funzione di business dell’azienda e rispondono alle stesse finalità. Che in questo caso sono, fondamentalmente, quelle di poter fornire alle linee di business servizi più pronti e più allineati alle strategie aziendali, in un’ottica di efficacia nel raggiungimento degli obiettivi e di efficienza nell’uso delle risorse (umane, economiche e infrastrutturali) a ciò destinate. Come osserva infatti Pietro Ferraro, Practice Manager IT Intelligence di Sas: “Il punto dal quale bisogna partire è che oltre ai service provider, che sono vere e proprie aziende il cui business è fornire servizi It e che stanno sul mercato secondo le logiche di profitto che sottendono ogni impresa, anche la funzione It interna va considerata come un’azienda nell’azienda, con una sua struttura e i suoi processi di gestione”.
Il Performance management si può considerare come un processo ciclico diviso in cinque fasi:
1) Strategia, con l’identificazione degli obiettivi aziendali e dei modi per raggiungerli;
2) Modellazione, con la mappatura della strategia sugli obiettivi, le iniziative e gli indicatori (Kpi) da monitorare;
3) Sistema di Performance Management e Piano di comunicazione, con la configurazione del sistema di misurazione e di reporting dei Kpi identificati;
4) Comunicazione, con la distribuzione delle informazioni sulle prestazioni monitorate a tutti coloro che sono coinvolti e/o interessati;
5) Piani di azione e messa a punto, con la valutazione dei risultati e delle cosa da fare per il loro miglioramento.

La fase in cui gli strumenti di Performance Management recitano un ruolo chiave è la terza, quindi a valle dei modelli e in funzione della distribuzione e feedback. Come osserva ancora Ferraro, “Non sempre una strategia viene esposta in modo che possa essere declinata in obiettivi misurabili”. Lo strumento di Performance Management porta invece a un approccio strutturato secondo un modello in grado di definire Kpi e iniziative. Lo stesso modello fornirà il piano di comunicazione, per ruoli e livelli decisionali, costruendo così anche la struttura delle informazioni di ritorno. “La nostra soluzione – prosegue Ferraro – permette di mantenere il processo alla giusta velocità, in modo da fornire le informazioni in tempo utile al momento decisionale e di aggiornare il modello ai cambiamenti che avvengono nell’organizzazione nell’infrastruttura e in tutti i fattori considerati”.

Dagli Sla alla sostenibilità per un It performante
La soluzione Sas IT Performance Management è in effetti costituita da un insieme di soluzioni tematiche integrate che coprono tutti gli aspetti del problema. Quelle relative alla qualità del servizio con Service Level & Sla Mgmt; quelli economici con IT Financial Mgmt; quelli relativi allo stato dei progetti con Project Performance Mgmt; quelli relativi alle risorse e alla relativa capacità di risposta con IT Resource Mgmt e IT Capacity Mgmt; quelli di sicurezza con IT Security & Risk Mgmt; quelli, infine, relativi alla cosiddetta ‘Green It’, cioè alla definizione di un percorso di sviluppo sostenibile, con IT Sustainable Management.
Elemento fondante della soluzione Sas è il fatto che tutte le soluzioni elencate (che, sottolinea Ferraro, possono essere e sono spesso implementate anche da sole, a seconda dei bisogni avvertiti come specifici o più urgenti da risolvere) poggiano su una base comune, un ‘Repository’ condiviso che raccoglie i dati e i metadati cui fanno riferimento le applicazioni. Se il modello di analisi dei dati è diverso per ogni soluzione e ne esprime il valore per l’utente, i dati che utilizza sono centralizzati e resi omogenei dal già citato Sas IT Resource Management, che tramite opportuni ‘adapter’ fornisce l’accesso ai database dei pacchetti gestionali e alle varie fonti dati di cui le analisi possono avere bisogno. Ciò assicura quella ‘versione unica della verità’ in mancanza della quale nessuna ‘intelligence’ potrà mai dare risultati attendibili.

Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

Articolo 1 di 5