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Dal Parlamento europeo: no alla brevettabilità del software. Ma la partita è davvero chiusa?

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Dal Parlamento europeo: no alla brevettabilità del software. Ma la partita è davvero chiusa?

06 Lug 2005

di Redazione

Il Parlamento europeo ha bocciato, con la schiacciante maggioranza di 648 voti contrari, 14 a favore e 18 astenuti, la Direttiva della Commissione europea sulla brevettabilità del software.

Dalla decisione escono sicuramente vincitori i sostenitori dell’open source e chi riteneva che la Direttiva avrebbe nuociuto fortemente alle piccole imprese per le quali sarebbe stato impossibile accedere, soprattutto per i costi che esse comportano, alle pratiche di brevetto. Ma oltre a quella tra chi era favorevole e chi era contrario alla Direttiva si è in un questa votazione svolta un’altra battaglia, forse meno evidente ma altrettanto importante: il Parlamento europeo, in prima lettura, per mediare le posizioni di chi era favorevole e chi era contrario aveva proposto degli emendamenti, ma questi sono stati bocciati dal Consiglio europeo; con la votazione di oggi il Parlamento europeo ha voluto anche ribadire il proprio dissenso per il comportamento di Commissione e Consiglio europei. Michel Rocard, il parlamentare francese relatore del progetto, ha dichiarato infatti: “Si è arrivati a questo voto con posizioni diverse, ma c’è una collera collettiva e unanime nel Parlamento per il modo in cui la Direttiva è stata portata avanti da Commissione e Consiglio”  aggiungendo che la votazione è un chiaro invito ai due organismi di mostrare, in futuro, pieno rispetto per il Parlamento europeo. Rochard ha poi concluso dicendo che “questa legislazione non è ancora matura per poter essere adottata”.

Per il momento, quindi, le bocce sulla brevettabilità del software sono ferme, o meglio sono state riposte nei loro contenitori dato che il portavoce del commissario europeo per il Mercato interno Charlie McCreevy, promotore della Direttiva, ha dichiarato: “La Commissione rispetta la decisione dell’Europarlamento. Questa è democrazia a livello europeo e l’esecutivo non presenterà nessun altra proposta in materia”.

Ma quali sono le argomentazioni dei favorevoli e dei contrari? Chi ha interesse a una normativa rigida sui brevetti sul software? Quali sono le posizioni dei diversi paesi membri? La storia di copertina di luglio-agosto è interamente dedicata a questa tematica che non sparirà certo dal dibattito dopo la decisione del Parlamento europeo perché gli interessi in gioco sono parecchi e dubitiamo molto che chi è coinvolto si arrenda tanto facilmente.

Redazione

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