SPONSORED STORY

Nimbus Academy: “Rispondiamo allo shortage di talenti nell’IT”



Indirizzo copiato

Da un anno Nimbus Intelligence, spin-off di The Information Lab, mette a disposizione competenze certificate attraverso l’Academy interna, nata per formare la nuova generazione di Data Analytics Engineer.

Pubblicato il 12 giu 2024



carenza di talenti IT

Lo shortage di talenti nell’IT è una sfida che il sistema formativo, così come strutturato oggi, non sembra in grado di affrontare appieno. Lo dimostra l’evidente mismatch che insiste tra il fabbisogno delle imprese, di giorno in giorno crescente, e l’inadeguata offerta di risorse in questo ambito.

Secondo il report The future of IT di KPMG, siamo in realtà solo alle soglie del problema: la guerra per i talenti dell’IT non solo non dà segni di volersi arrestare, ma pare destinata a intensificarsi ulteriormente. Stando alle stime, il 30-70% degli annunci di lavoro nel settore dei dati, della sicurezza e dello sviluppo continuano a non essere soddisfatti ed entro il 2025 la carenza globale di sviluppatori di software a tempo pieno e di professionisti della sicurezza informatica dovrebbe raggiungere gli 8 milioni, in uno scenario in cui si faranno sempre più cruciali anche le “introvabili” competenze specialistiche in architettura e ingegneria dei dati.

In Italia, poi, il numero di laureati in ICT rimane significativamente al di sotto delle ambizioni del Decennio Digitale dell’UE, in quanto il Paese non è in grado di soddisfare la domanda di professionisti qualificati da parte delle imprese. Secondo la fotografia scattata dal Primo rapporto sullo stato del decennio digitale della Commissione europea, anche se l’offerta formativa è in evoluzione ed è stata ampliata da nuove offerte formative flessibili incentrate sulle STEM, la quota di laureati in ICT in Italia rimane all’1,5%, insufficiente e significativamente inferiore alla media UE del 4,2%.

Paradossalmente, però, nonostante l’aumento previsto degli investimenti IT complessivi, KPMG prevede che la percentuale spesa per la formazione diminuirà: a livello globale, l’istruzione IT rappresenta già meno dell’1% della spesa IT totale, e l’ulteriore declino potrebbe dare vita a un loop fatto di abbandono del posto di lavoro e progressiva riduzione del pool totale di professionisti con competenze adeguate. La soluzione risiede in un’unica opzione: far sì che le imprese si prendano l’impegno a fare da incubatori di talenti in grado di generare le competenze necessarie per il successo, creando una forza lavoro future-proof in grado di soddisfare le crescenti esigenze.

Una risposta alla carenza di talenti nel Data Engineering

In questo scenario Nimbus Intelligence, spin-off di The Information Lab nato per supportare la clientela europea sui temi Data Engineering e Data Management, ha deciso di fare la sua parte. Da gennaio 2023, la società mette a disposizione competenze e risorse certificate attraverso la sua Academy interna, che forma classi di Data Analytics Engineer specializzati presso le sue sedi di Milano, Amsterdam e Madrid. “Il mercato globale dei big data e dei servizi di ingegneria dei dati – fa notare Davide Donna, co-fondatore di The Information Lab e CEO di The Nimbus Intelligence – è destinato a crescere: non a caso, il nostro percorso formativo si concentra proprio sul ruolo degli ingegneri analitici, cui è demandato il compito di progettare e impostare database analitici e pipeline di dati per trasformare i dati in un formato che consenta a data scientist e analisti di utilizzarli prontamente”.

Una figura trasversale per cui esistono pochi percorsi formativi

Figura trasversale, il Data Engineer è responsabile della gestione di set di big data e della creazione di applicazioni finalizzate a spostarli, trasformarli e analizzarli a vantaggio del business: un ruolo che opera a stretto contatto con analisti aziendali, analisti di dati, data scientist e project manager, all’intersezione fra ingegneria dei dati, ingegneria del software e scienza dei dati. A oggi non esiste un ampio ventaglio di specializzazioni specifiche o percorsi post-laurea in questo campo, composto da figure sostanzialmente nuove e in progressivo divenire sulla scia dello sviluppo tecnologico, ed è qui – per colmare questo gap – che si inserisce la Nimbus Academy.

“Il nostro obiettivo è accorciare la distanza fra insegnamenti universitari e domanda delle imprese” chiarisce Stefano Ceriani, responsabile del team Data Engineering di Nimbus Intelligence. “Sul modello dell’Academy già attiva su altri fronti grazie a The Information Lab, mettiamo i talenti nelle condizioni di trovarsi pronti ad affrontare immediatamente il mondo del lavoro, offrendo non solo competenze tecniche ma anche esperienza, applicazioni pratiche e nozioni sul contesto: si tratta di creare professionisti in grado di ‘guardare oltre’ la semplice esigenza tecnologica, capaci di offrire una vision verticalizzabile e spendibile sul campo”.

Training in aula e formazione “sul campo”

“Il percorso di formazione per Data Engineers ha una durata complessiva di 30 mesi e inizia con un’intensa fase di training della durata di 4 mesi” racconta Donna. “Durante questo periodo iniziale, gli studenti ricevono formazione sugli aspetti teorici ed effettuano diverse esercitazioni pratiche, mettendosi alla prova con scenari del mondo reale e affrontando diversi use case dei clienti. Successivamente, sempre con il supporto del core team di The Information Lab, vengono assegnati a vari clienti, tra cui aziende leader nel settore tecnologico, istituti finanziari, internet scale-up, divisioni supply chain e istituti sanitari: ogni incarico ha una durata prevista tra i 3 e i 12 mesi e contribuisce ad arricchire il bagaglio di esperienze pratiche al termine del programma”.

Formazione a 360 gradi, dalle hard alle soft skill

Le classi accolgono complessivamente 12 partecipanti, 4 formati ad Amsterdam, 4 a Milano e 4 a Madrid. “E i temi – aggiunge Ceriani – spaziano dagli aspetti più squisitamente tecnici, come l’implementazione della Data Pipeline, allo sviluppo di soft skill come la comunicazione verbale e scritta, il pensiero critico, il lavoro di squadra e la collaborazione”.

Quel che ne fuoriesce è un vero e proprio Data Engineer certificato ed esperto di diversi tool tra cui Snowflake, Dbt e Streamlit: “Una figura – chiarisce ancora Ceriani – in grado accompagnare le aziende attraverso grandi volumi di dati e di creare flussi di dati perfettamente adattati alle specifiche esigenze”.

Un team di professionisti già a disposizione delle aziende

A poco più di un anno dall’avvio del percorso formativo di Nimbus Intelligence, che in costante partnership con The Information Lab promette di fornire ai clienti un modello di resourcing unico e flessibile, i primi risultati fanno ben sperare.

“Le classi già concluse – spiega Ceriani – ci hanno dato grande soddisfazione e hanno permesso di valorizzare talenti davvero notevoli. Gli studenti coinvolti nelle varie progettualità sono stati guidati verso una sempre maggior autonomia, sino a diventare abili al confronto diretto con il mercato, senza bisogno di profili senior a sostegno”.

E oggi, conclude il ceo Donna, “possiamo già mettere sul piatto un primo team di professionisti in grado di supportare le aziende nel prendere decisioni data-driven: che l’obiettivo sia migliorare i margini di profitto, analizzare i patient data o ottimizzare la supply chain, i nostri talenti sono a loro piena disposizione. E molti altri, per i quali le candidature sono sempre aperte, arriveranno in futuro”.


Articoli correlati

Articolo 1 di 5