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Adobe: nuovi prodotti di editing non solo per clienti consumer

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Adobe: nuovi prodotti di editing non solo per clienti consumer

Adobe presenta Photoshop Elements 11 e Photoshop Premiere Elements 11, tools per l’elaborazione semplice e automatizzata di foto e video. A beneficiarne anche le imprese che sapranno inglobare questi strumenti nel processo aziendale, per un marketing alla portata di tutti.

13 Nov 2012

di Valentina Bucci

MILANO – Adobe ha presentato a settembre Photoshop Elements 11, per la gestione e l’elaborazione di materiale fotografico, e Photoshop Premiere Elements 11, tool di video-editing.

Per il primo, tre le parole d’ordine: 1) organizzare, ovvero archiviare in modo intelligente le immagini e quindi ricercarle attraverso una persona, un evento oppure un luogo (opzione Place view integrata con Google maps che ne permette la mappatura); 2) modificare, attraverso tre diversi livelli di automatizzazione dell’editing. Il modello ‘quick’, che consente di lasciare che sia il programma a valutare le migliorie da apportare, il ‘guided’, in cui si ha maggior controllo sugli automatismi, l’‘expert’, dove c’è totale libertà e potere di intervento per un uso professionale del software; 3) condividere, con opzioni di caricamento rapido delle immagini su Facebook, YouTube, Vimeo e altri social network. A questo si aggiunga un’interfaccia rinnovata di semplice utilizzo, nuovi effetti (per esempio sfocatura Tilt & shift, Vignette, High-key e Low-key) e nuovi filtri per simulare stili d’illustrazioni (Comic, Graphic Novel e Pen & Ink).

Molti gli elementi in comune tra i due programmi: vari comandi presenti nell’interfaccia di Photoshop Premiere Elements 11 sono gli stessi del software per l’editing fotografico; simili le modalità di organizzazione (tornano i filtri per persona e per luogo) e i livelli di editing (due le modalità, ‘quick’ ed ‘expert’); sul fronte social media, link diretto ai tools di condivisione Vimeo e Youtube. Trattandosi di video, variano le forme di editing: effetti visivi da film holliwoodiani e ripresa a rallentatore/velocizzata; possibilità di sovrapporre in trasparenza più video, effetti audio e altre elaborazioni, tutte gestibili con pochi click.

È questa possibilità, creare materiale di qualità in modo semplice a intuibile, che apre una riflessione sull’uso di questi consumer tool in abito aziendale. Se fino a qualche tempo fa i programmi di editing, soprattutto video, richiedevano competenze specifiche, appannaggio solo di professionisti del settore, questi strumenti consegnano ai singoli nuove forme di indipendenza: non è più necessario, da un punto di vista tecnico, rivolgersi a terzi per creare, per esempio, materiali di marketing. L’ufficio può produrre direttamente immagini di qualità e gestire ‘personalmente’ il montaggio di video promozionali, con effetti positivi sul taglio dei costi e dei tempi di elaborazione, oltre che, elemento da non sottovalutare nell’ottica Hr, sul livello di coinvolgimento personale che scaturisce da una maggiore partecipazione al processo creativo. Per queste loro caratteristiche i due prodotti Adobe, da un lato, ribadiscono la necessità di un adeguamento delle aziende alla sempre maggiore consumerizzazione dell’It, processo all’interno del quale il Cio dovrà essere in grado di controllare e al contempo supportare le iniziative derivate dall’utilizzo di questi friendly- tool ridefinendo i processi aziendali per conformarli alle tecnologie Smart adottate dalle varie Lob; dall’altro, la predisposizione dei due nuovi editor Adobe alla condivisione sui social media di foto e video elaborati, ricorda come il Cio debba attrezzarsi per svolgere il proprio ruolo di governance in un ambiente, come lo ha definito Gartner, ‘self-direction’ quale quello delle community, controllabile solo in modo relativo e indiretto, a maggior ragione se sempre di più, come dimostra Adobe, verranno forniti gli strumenti perché tutti possano nutrire con materiali auto-prodotti questi stessi social.

Valentina Bucci

Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

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