Una telecamera sulla torretta osserva il tratto di mare davanti alla spiaggia. Il software segue gli spostamenti delle persone e prova a distinguere una normale nuotata o un gioco in acqua da un comportamento che merita l’attenzione del bagnino. Se l’indice di rischio supera una determinata soglia, scatta un avviso.
È il principio su cui si basa AI Beach Safety, il progetto avviato nell’estate 2026 da Var Group insieme al Comune di Jesolo e a Jesolo Turismo. L’obiettivo è utilizzare modelli di computer vision per aggiungere un secondo livello di osservazione al lavoro dei soccorritori, soprattutto quando l’affollamento della spiaggia, la luce o le condizioni del mare rendono più difficile controllare contemporaneamente ciò che accade in acqua.
Il progetto riguarda una delle destinazioni balneari italiane con maggiore pressione turistica: secondo i dati forniti dai promotori, Jesolo conta circa sei milioni di presenze l’anno e 15 chilometri di spiaggia.
In Italia, lungo gli 8.000 chilometri di costa, si sono registrati oltre 600 annegamenti e migliaia di interventi di soccorso, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità.
Dalla telecamera all’allarme
Le immagini vengono acquisite attraverso telecamere collocate sulle torrette di avvistamento, progettate per operare anche con condizioni visive difficili, come forte luminosità e controluce. Il flusso video passa quindi attraverso una fase di elaborazione che riduce il rumore dell’immagine e normalizza le condizioni di luce.
Il sistema rileva poi le persone presenti nell’area osservata. Da quel momento i modelli AI seguono gli spostamenti nel tempo e cercano di classificare il comportamento osservato, distinguendo le attività ordinarie dalle situazioni considerate potenzialmente anomale.
A queste ultime viene associato un indice dinamico di rischio. Superata una soglia prestabilita, viene generato un alert. Nella prima fase della sperimentazione l’avviso è acustico e viene emesso dalla torretta; successivamente è prevista l’integrazione con applicazioni mobili utilizzate dal personale di servizio.
L’AI non decide l’intervento e non sostituisce il soccorritore. La valutazione della situazione e la responsabilità dell’azione rimangono al bagnino.
«Con questo progetto non affidiamo alla tecnologia il compito dell’uomo, ma mettiamo l’intelligenza artificiale al servizio dei nostri operatori, che restano centrali nel controllo e negli interventi di soccorso», afferma il sindaco di Jesolo Christofer De Zotti.
È anche il modello scelto da Var Group. «In Var Group siamo fieri di far lavorare intelligenza umana e intelligenza artificiale di concerto», afferma Leonardo Franzin, Territory Business Manager della società.













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