La fiducia verso il sistema infrastrutturale italiano cresce e i data center si affermano tra i comparti capaci di attirare maggiormente l’interesse degli operatori. A spingere le scelte sono soprattutto la transizione energetica, lo sviluppo delle infrastrutture digitali e la modernizzazione degli asset, in uno scenario nel quale migliora anche la percezione complessiva del Paese.
È il quadro delineato dall’Infrastructure Barometer di EY-Parthenon Italia, indagine annuale realizzata attraverso un panel indipendente di circa 60 dirigenti di grandi aziende, investitori, istituzioni finanziarie e società di private equity attive a livello globale e con una forte presenza nel mercato italiano.
Il dato che fotografa il cambiamento di clima riguarda i fondamentali economici e infrastrutturali: il 58% degli intervistati li considera tra le principali ragioni per investire in Italia, con un incremento di 19 punti percentuali rispetto al 2025.
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Energia in testa, ma il digitale guadagna terreno
Guardando agli investimenti effettuati o finanziati nelle infrastrutture italiane negli ultimi quattro anni, l’energia mantiene la prima posizione. È stata scelta dal 45% degli operatori, davanti ai trasporti, indicati dal 19%, alle infrastrutture sociali e alle strategie value-add, entrambe al 12%.
Proprio quest’ultima componente registra una delle dinamiche più evidenti: rispetto al 2025 il suo peso è triplicato. L’interesse si concentra sui servizi collegati alle infrastrutture e su altri segmenti verticali caratterizzati, secondo EY-Parthenon, da rendimenti più elevati, maggiori barriere all’ingresso e una visibilità sui flussi futuri comparabile con quella dei comparti infrastrutturali più tradizionali.
Sul fronte delle prospettive, la transizione energetica resta il principale motore. Il 32% del panel indica il settore energetico come principale destinazione dei capitali nei prossimi dodici mesi. Le fonti rinnovabili occupano il primo posto tra i comparti ritenuti più attrattivi, seguite dai data center e dai sistemi di accumulo energetico, i BESS.
Data center al secondo posto tra i comparti più attrattivi
La posizione raggiunta dai data center evidenzia il peso crescente assunto dalle infrastrutture digitali nelle strategie di investimento. Il comparto si colloca infatti al secondo posto per attrattività, immediatamente dopo le fonti rinnovabili.
Energia e digitale tendono inoltre a diventare sempre più interdipendenti, una dinamica legata alla crescita della capacità elaborativa e alla conseguente necessità di disporre di infrastrutture energetiche adeguate.
«Energia e infrastrutture digitali stanno diventando sempre più complementari e oramai rappresentano i settori principali di interesse degli investitori infrastrutturali in Italia – commenta Marco Daviddi, Managing Partner di EY-Parthenon in Italia – È un dato molto positivo che emerge dalla nostra survey perché mostra come l’attività degli operatori e investitori privati incida su temi critici per l’attrattività e lo sviluppo futuro del nostro Paese, a complemento dell’azione degli investimenti pubblici. Dalla nostra indagine è emerso che il 62% degli operatori si aspetta una maggiore concorrenza per le opportunità di investimento nei prossimi dodici mesi, a conferma dell’interesse verso il settore delle infrastrutture in Italia. L’attività degli investitori in Italia sta determinando buoni risultati in termini di creazione di valore e performance degli asset. Questo sta aprendo nuovi spazi di investimento value add, grazie al miglioramento del clima di fiducia e ai risultati tangibili».
La maggiore competizione attesa per le opportunità disponibili rappresenta quindi un altro segnale dell’interesse che il mercato italiano sta suscitando. Il 62% degli operatori prevede infatti un aumento della concorrenza per gli investimenti nel corso dei prossimi dodici mesi.
L’intelligenza artificiale destinata ad avere l’impatto maggiore
All’interno di questo scenario assume rilievo anche l’evoluzione tecnologica. Il 46% degli intervistati individua nell’intelligenza artificiale la tecnologia destinata ad avere il maggiore impatto sul settore delle infrastrutture nei prossimi anni.
Il dato si inserisce in un contesto nel quale lo sviluppo della capacità digitale e quello della disponibilità energetica procedono sempre più in parallelo. La centralità riconosciuta ai data center e ai sistemi di accumulo mostra come gli investimenti futuri siano orientati contemporaneamente verso la capacità di calcolo e verso le infrastrutture necessarie ad alimentarla e sostenerla.
A rafforzare il quadro contribuisce anche il giudizio sulla qualità degli asset presenti nel Paese. In media, il 67% del panel considera le infrastrutture italiane allineate agli standard europei, con miglioramenti particolarmente evidenti proprio nei settori dell’energia, dei trasporti e delle infrastrutture digitali.
Migliora la percezione del sistema Italia
La crescita dell’interesse si accompagna a una valutazione più favorevole delle condizioni del mercato. Quasi sei operatori su dieci, il 59%, dichiarano che gli investimenti realizzati in Italia hanno prodotto risultati superiori alla media del proprio portafoglio.
Contemporaneamente diminuisce il peso attribuito al rischio Paese. Nel 2026 viene indicato come ostacolo dal 7% degli operatori, contro il 15% del 2025. Rimangono invece centrali, secondo l’indagine, la semplificazione amministrativa e la certezza normativa, considerate condizioni necessarie per accelerare la realizzazione dei progetti e agevolare l’impiego dei capitali disponibili.
«La percezione degli investitori rispetto al Paese e al comparto delle infrastrutture in Italia si conferma positiva, principalmente grazie alla presenza di un contesto regolatorio favorevole agli investimenti e ai positivi risultati ottenuti sugli investimenti fatti nel passato, dove quasi il 60% degli intervistati ha riportato una performance superiore alla media del portafoglio – aggiunge Daniele Ruggeri, EY-Parthenon Partner, Private Equity Infrastructure Leader Italy di EY-Parthenon – Come conseguenza di questo, circa il 50% degli intervistati si attende un livello di investimenti nel prossimo anno superiore a quanto fatto negli ultimi 12 mesi. È un segnale importante, perché arriva in una fase in cui il PNRR è in fase di implementazione avanzata ma ancora tanti investimenti sono necessari nel settore dell’energia, delle infrastrutture digitali e dei sistemi di accumulo con la necessità di un’attiva partecipazione del comparto privato».
Le aspettative per i prossimi dodici mesi confermano questa tendenza: circa la metà degli intervistati prevede un livello di investimenti superiore a quello registrato nell’ultimo anno. In questo quadro, energia, capacità digitale e sistemi di accumulo restano i principali ambiti verso cui si orienta l’interesse del capitale privato.









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