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Una piattaforma dati per accelerare la diagnostica: il caso dell’Ospedale Pederzoli



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La struttura sanitaria ha adottato la piattaforma Everpure per integrare sistemi clinici e amministrativi, sostenere la crescita dei dati diagnostici e preparare l’infrastruttura alle tecnologie di nuova generazione. L’ingombro fisico del data center è passato da 66 a 12 unità

Pubblicato il 26 ago 2026



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La crescita dei dati clinici e operativi impone alle strutture sanitarie di ripensare infrastrutture progettate per volumi e carichi applicativi molto diversi da quelli attuali.

Per il Gruppo Ospedaliero Pederzoli questa evoluzione riguardava sia i sistemi amministrativi sia i flussi diagnostici, sempre più intensivi e sensibili alla velocità di accesso alle informazioni.

L’ospedale ha quindi avviato una trasformazione fondata su una nuova strategia dati. L’obiettivo era costruire una piattaforma capace di crescere nel tempo, migliorare l’efficienza dei processi e sostenere l’esperienza del paziente, mantenendo continuità operativa e affidabilità in un ambiente nel quale l’indisponibilità delle applicazioni può incidere direttamente sui percorsi di cura.

La risposta è arrivata con l’adozione della piattaforma Everpure, progettata per offrire scalabilità immediata e accesso ai dati in tempo reale. I principali sistemi clinici e amministrativi sono stati consolidati e integrati in un ecosistema unificato, resiliente e interoperabile.

Dall’analisi dei colli di bottiglia a una roadmap di lungo periodo

Il percorso è iniziato nel 2021 con un’analisi delle infrastrutture tecnologiche, dei flussi clinici e dei processi di prenotazione. La ricognizione ha permesso di individuare i colli di bottiglia, definire le priorità per la continuità operativa e costruire una roadmap di innovazione orientata anche alle necessità future.

L’implementazione della piattaforma Everpure è avvenuta senza interruzioni dei servizi clinici. La nuova architettura ha ottimizzato i flussi PACS per la gestione delle immagini diagnostiche, migliorato i sistemi di prenotazione e aumentato l’efficienza operativa dei reparti. La capacità è stata dimensionata per accompagnare l’incremento dell’imaging e dei carichi applicativi.

La complessità del progetto derivava dall’integrazione tra domini clinici e amministrativi, dalla modernizzazione dell’architettura dei servizi e dalla necessità di gestire volumi crescenti con tempi di risposta coerenti con le attività assistenziali.

La piattaforma prepara l’arrivo della TAC a fotoni

Nel 2025 il progetto ha sostenuto un passaggio tecnologico ulteriore: l’introduzione della prima TAC a conteggio di fotoni adottata in Italia. Il sistema analizza ogni singolo fotone e produce immagini ad altissima definizione, riducendo l’esposizione alle radiazioni e limitando l’impiego del mezzo di contrasto.

L’infrastruttura dati deve quindi assorbire volumi diagnostici più elevati e alimentare sistemi di elaborazione avanzata. L’integrazione con componenti di intelligenza artificiale accelera la ricostruzione delle immagini e supporta il processo di interpretazione clinica, contribuendo a ridurre i tempi complessivi degli esami e ad aumentare la produttività dei flussi diagnostici.

La capacità di anticipare questo requisito mostra il ruolo della piattaforma come base per l’evoluzione tecnologica dell’ospedale, anziché come intervento circoscritto alla sostituzione dell’infrastruttura esistente.

Da sette a meno di quattro minuti per la tomosintesi 3D

I benefici dichiarati riguardano l’intero ecosistema ospedaliero. Nei processi di tomosintesi con ricostruzione 3D utilizzati per la diagnosi precoce del tumore al seno, i tempi di elaborazione sono passati da circa sette minuti a meno di quattro. La maggiore rapidità incide sul servizio al paziente e sul percorso di diagnosi e cura.

L’integrazione dei sistemi ha inoltre semplificato i flussi clinici e amministrativi. Nel percorso perioperatorio ha migliorato la pianificazione delle sale e aumentato la capacità di intervento, con una conseguente riduzione delle liste d’attesa. Per i pazienti cronici, in particolare nelle aree di cardiologia, diabetologia e reumatologia, la trasformazione ha rafforzato la continuità assistenziale e ridotto gli adempimenti amministrativi.

Più resilienza con un data center più compatto

Sul piano infrastrutturale, la piattaforma ha rafforzato sicurezza, resilienza, continuità operativa e capacità di disaster recovery. Allo stesso tempo, l’ottimizzazione ha ridotto l’ingombro fisico del data center da 66 a 12 unità, con benefici di efficienza e sostenibilità.

Il progetto è entrato nella rosa dei finalisti per i Digital360 Awards nella categoria “Cloud Computing & Soluzioni infrastrutturali”.

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