Retelit, i driver tecnologici per l’Hybrid It

Gli asset di cui dispone sono per Retelit il proprio fiore all’occhiello, prerogative che in ambito infrastrutturale le permettono di offrire supporto nell’erogazione di connettività e soluzioni in ottica cloud, guardando all’Ict as a service quale elemento chiave del modello di business per le imprese

Pubblicato il 17 Nov 2016

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L’Hybrid It come sinonimo di integrazione e di semplificazione della complessità infrastrutturale vive di tecnologia, ma anche di un nuovo approccio che i fornitori devono essere in grado di proporre alle aziende, uscendo dalla loro comfort-zone.

Federico Protto, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Retelit

“Oltre ad architetture abilitanti – ha dichiarato Federico Protto, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Retelit nel corso del recente Executive Dinner Hybrid It, il percorso verso la customer satisfaction, realizzato da ZeroUno -, servono competenze mirate, capacità di parlare il linguaggio del business del cliente e di capirne le reali esigenze proponendo soluzioni innovative, oltre che una costante affidabilità nel seguirne passo a passo il percorso di trasformazione, condividendo obiettivi e rischi di business”.

Un’impostazione strategica a cui Retelit affianca asset che le permettono di offrire supporto nell’erogazione di connettività e soluzioni in ottica cloud, guardando all’Ict as a service quale elemento chiave del modello di business per le imprese.

“Retelit vuole supportare i propri clienti nel percorso di digital transformation attraverso l’erogazione di servizi e soluzioni che sono alla base dei nuovi paradigmi infrastrutturali e applicativi verso cui il Cloud sta spingendo le aziende” ha aggiunto Protto.

In qualità di Hybrid Cloud Integrator, Retelit mette a disposizione delle aziende tecnologie abilitanti le logiche DevOps all’interno della propria offerta IaaS, PaaS e Virtual Data Center, facendo leva su:

  • una rete in fibra ottica proprietaria che si estende per oltre 9.700 chilometri, collegando 9 Reti Metropolitane, 14 Data Center in tutta Italia e un ring paneuropeo con PoP a Francoforte e Londra;
  • oltre 16.000 metri quadrati di spazi attrezzati e sicuri all’interno dei propri data center per soddisfare anche le esigenze di disaster recovery e business continuity;
  • tecnologie innovative e flessibili che erogano servizi IaaS;
  • competenze di analisi, architettura e sviluppo per la gestione e l’integrazione del software lifecycle management, la programmabilità dell’infrastruttura e l’utilizzo di piattaforme open;
  • certificazione Uni Cei Iso/Iec 27001:2013 in conformità alla norma del sistema di gestione per la sicurezza delle informazioni, che si aggiunge alla certificazione per la qualità Uni En Iso 9001:2008.

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