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Oracle rilascia Java 26: crittografia avanzata, AI e un ecosistema più governabile



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L’ultima versione del linguaggio di programmazione e della piattaforma di sviluppo Oracle rafforza le capacità di intelligenza artificiale con Vector API e Lazy Constants e la crittografia ibrida HPKE e post-quantistica

Pubblicato il 21 mar 2026



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Oracle ha scelto la vetrina prestigiosa della conferenza globale JavaOne 2026, che si è tenuta nei giorni scorsi a Redwood Shores, in California, per lanciare un segnale chiaro al mercato enterprise. Java 26 (JDK 26) è finalmente disponibile e la piattaforma è pronta ad affrontare le sfide dell’intelligenza artificiale, della sicurezza post-quantistica e del cloud-native computing.

L’ultima release della piattaforma di sviluppo e del linguaggio di programmazione Oracle non punta su rivoluzioni singole, ma su un avanzamento sistematico lungo tutti i livelli della piattaforma: linguaggio, runtime, librerie di rete e sicurezza.

Le novità di Java 26 si articolano su tre direttrici che impattano direttamente le priorità dei responsabili IT: integrazione con l’intelligenza artificiale, rafforzamento della postura di sicurezza e miglioramento delle prestazioni operative delle applicazioni.

Le 10 JEP di Java 26: cosa cambia per sviluppatori e applicazioni enterprise

Le JDK Enhancement Proposal (proposte di miglioramento del Java Development Kit) sono una decina. Questi documenti formali sono utilizzati per proporre, tracciare e documentare nuove funzionalità, modifiche sostanziali, miglioramenti alle API e aggiornamenti tecnici alla Java Virtual Machine (JVM) e al JDK (Java Development Kit). Ecco le novità sostanziali:

Linguaggio più espressivo, meno errori in produzione

Il JEP 530 estende il pattern matching ai tipi primitivi, rendendo il linguaggio più uniforme e riducendo la possibilità di errori di codifica rilevabili già in fase di compilazione. Per le organizzazioni con grandi codebase Java, questo si traduce in una riduzione concreta del debito tecnico e dei costi di manutenzione nel lungo periodo.

Prestazioni: JVM più veloce e avvio più rapido

Il JEP 522 migliora il throughput del garbage collector G1 riducendo la sincronizzazione tra thread applicativi e thread del garbage collector. Il JEP 516 introduce l’Ahead-of-Time Object Caching compatibile con qualsiasi GC, accelerando i tempi di avvio delle applicazioni. Entrambi gli interventi sono particolarmente rilevanti in ambienti cloud e architetture a microservizi, dove lo startup time e il consumo di risorse hanno un impatto diretto sui costi infrastrutturali.

HTTP/3 e connettività di nuova generazione

Il JEP 517 aggiorna l’HTTP Client API con il supporto nativo al protocollo HTTP/3. Per le applicazioni enterprise che dialogano con API distribuite, reti di distribuzione dei contenuti (Content Delivery Network) e servizi cloud, questo si traduce in latenza ridotta, connessioni più resilienti e migliori prestazioni nelle architetture a microservizi, senza richiedere riscritture significative del codice.

Sicurezza e crittografia: pronte per l’era post-quantistica

Il JEP 524 introduce una nuova API per la codifica PEM degli oggetti crittografici, semplificando la gestione di chiavi, certificati e CRL e riducendo gli errori di configurazione nelle infrastrutture di sicurezza.

Java 26 introduce inoltre la crittografia a chiave pubblica ibrida (HPKE) e la firma dei file .jar (Java Archive) predisposta per la crittografia post-quantistica. Si tratta di funzionalità  strategiche per le organizzazioni che gestiscono dati sensibili con orizzonti temporali lunghi e devono prepararsi allo scenario harvest now, decrypt later, raccogliendo oggi traffico e archivi e cifrati per essere in grado di decrittarli in futur, quando il quantum computing renderà vulnerabili algoritmi oggi considerati affidabili.

Java Verified Portfolio: meno rischi nella supply chain software

La novità più rilevante dal punto di vista della governance IT è probabilmente il debutto del Java Verified Portfolio (JVP), una raccolta curata di strumenti, framework e librerie supportati commercialmente da Oracle, con roadmap trasparente e gestione completa del ciclo di vita.

Perché il JVP riduce i rischi operativi per i CIO

L’ecosistema Java conta migliaia di librerie open source con modelli di governance e cicli di aggiornamento disomogenei. Il JVP introduce un livello intermedio tra il runtime JDK e l’ecosistema open source e offre alle organizzazioni una fonte verificata e supportata per i componenti critici delle proprie applicazioni. Per i team IT significa meno incertezza nella valutazione dei vendor, SLA chiari e compatibilità garantita con le versioni Java in uso.

Il supporto JVP è incluso gratuitamente per gli abbonati Oracle Java SE e per i clienti Oracle Cloud Infrastructure (OCI) che eseguono carichi di lavoro Java sul cloud Oracle.

Riprende il supporto a JavaFX

Oracle reintroduce il supporto commerciale per JavaFX, il framework per interfacce utente Java, in risposta alle esigenze di ambienti enterprise, accademici e di sviluppo che richiedono visualizzazioni interattive per analytics e applicazioni AI. Il supporto sarà disponibile per tutte le versioni Java con supporto a lungo termine, con un’estensione per JDK 8 garantita fino a marzo 2028.

Helidon: il framework cloud-native per i microservizi

Helidon, il framework open source Oracle per microservizi cloud-native basato su virtual thread Java, entra nel Java Verified Portfolio con un supporto enterprise ufficiale. La sua roadmap viene allineata a quella del JDK garantendo compatibilità immediata con ogni nuova versione Java.

Helidon AI estende il framework per la creazione di applicazioni ad alte prestazioni basate sull’intelligenza artificiale, con supporto agli agenti AI come microservizi.

Java 26, la piattaforma che orchestra l’AI all’interno delle applicazioni enterprise

Per i CIO che stanno valutando come integrare l’AI nei sistemi aziendali esistenti, Java 26 delinea con chiarezza il posizionamento della piattaforma: non l’addestramento dei modelli, ma l’orchestrazione dell’intelligenza artificiale all’interno delle applicazioni enterprise, delle API e dei processi di business.

Il JEP 529 (Vector API, 11° Incubator) consente calcoli vettoriali ottimizzati sulle architetture CPU supportate, accelerando inferenza AI e analisi dei dati. Il JEP 526 introduce le Lazy Constants, che migliorano l’efficienza delle applicazioni cloud-native e basate sull’AI, riducendo tempi di avvio e consumo di risorse computazionali.

Panama, Valhalla e Babylon, le iniziative per costruire le fondamenta AI della Java Virtual Machine

L’evoluzione di Java passa oggi attraverso una serie di iniziative strategiche all’interno di OpenJDK, pensate per mantenerne la rilevanza in un panorama tecnologico dominato da intelligenza artificiale, data science e calcolo ad alte prestazioni. Questi progetti sperimentali mirano a potenziare la JVM e il linguaggio stesso, estendendone le capacità verso scenari che richiedono efficienza, interoperabilità e gestione avanzata dei dati.

In prospettiva, i progetti OpenJDK battezzati Panama, Valhalla e Babylon stanno costruendo le fondamenta per una Java Virtual Machine sempre più adatta ai carichi di lavoro di machine learning, con migliore interoperabilità con librerie native e strutture dati più efficienti per il calcolo numerico.

Il punto di vista dei CIO: cosa fare con Java 26

Java 26 è una versione non-LTS, quindi il suo ciclo di supporto è limitato. Per le organizzazioni enterprise il riferimento principale rimane Java 21 LTS. Tuttavia, Java 26 introduce funzionalità in preview che confluiranno nelle prossime versioni a supporto esteso e consente ai team di sviluppo di testare le innovazioni in anticipo.

Le priorità di valutazione per i CIO sono tre: verificare la compatibilità dei sistemi esistenti con i cambiamenti introdotti (in particolare le restrizioni sulla deep reflection dei campi final, JEP 500), valutare l’adozione del Java Verified Portfolio come strumento di riduzione del rischio nella supply chain software, e monitorare l’evoluzione di Helidon come framework strategico per le architetture cloud-native aziendali.

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