Emissioni di carbonio ridotte del 40% e spese operative del 30%, costi di raffreddamento quasi azzerati. È questa la promessa che il mare custodisce a centinaia se non migliaia di metri di profondità, per chi si azzarda ad affidargli le proprie infrastrutture e i dati dei rispettivi utenti. Una prova di fiducia nei confronti di abissi imperscrutabili che non è semplice da affrontare, soprattutto in tempi in cui rappresenterebbe l’ennesimo azzardo per chi vive sulla propria pelle le sfide del digitale.
NEWS
Data center sottomarini: alla prova del 9(0)
Si sperimentano luoghi remoti per immagazzinare dati, consapevoli che aumenteranno sempre di più, come anche i consumi energetici per conservarli. Sotto il livello del mare, ci sono speranze su cui si può scommettere, con prudenza, almeno per qualche mese
Giornalista

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
VITA DA CIO
-

Il CIO come “veicolatore di conoscenza”: il modello Danone tra AI, dati e governance globale
01 Apr 2026 -

L’ ICT in Unieuro, la vision del CIO Luigi Pontillo
30 Mar 2026 -

Dentro l’IT di WPP Media: così si governa la complessità di un network globale
23 Mar 2026 -

«Il coraggio della leadership»: la visione di Giovanni Cauteruccio, CIO di Prysmian
13 Mar 2026 -

In A2A, IT e business si muovono a ritmo di jazz
12 Feb 2026











