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TSMC punta tutto sul packaging avanzato fino al 2025



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L’allarme arriva da TrendForce che avvisa tutti: attenzione al rischio esclusione dei piccoli. Si parla di chip

Pubblicato il 14 giu 2024

Marta Abba'

Giornalista



chip

Nulla di confermato ufficialmente dal protagonista di questa previsione ma resta una previsione… prevedibile e temibile allo stesso tempo. Riguarda il gigante taiwanese dei chip TSMC e il suo mercato futuro. Futuro prossimo. Diversi esperti, infatti, stimano che sarà quasi tutto composto da altri big, lasciando poco spazio ai piccoli produttori e a tutto ciò che potrà loro servire. Sarebbe una realtà con cui fare amaramente i conti, cercando di comprendere quali potrebbero essere le conseguenze di questa alleanza non scritta tra big.

Fatturato netto “all big”

Molti hanno pensato a questa prospettiva, alcuni esperti l’hanno tradotta anche in cifre. E dicono che Nvidia rappresenterà l’11% del fatturato di TSMC e Apple il 25%. Il cliente principale, uno dei più grossi anche se grossi sono quasi tutti visto che i primi 10 pare rappresenteranno il 91% del suo fatturato netto. Gli scorsi anni questa percentuale era di 10 punti minori e questo trend spaventa.

Si teme che il portafoglio ordini di TSMC sarà totalmente dedicato a rispondere alle esigenze dell’intelligenza artificiale, generativa e non, e alle richieste da parte di aziende delle dimensioni di Nvidia e AMD. Tutte le forze, quindi, rischierebbero di essere investite nei processi più innovativi e nel packaging più all’avanguardia, come le principali società di servizi cloud desiderano.

Rischio esclusione dei piccoli, danni per tutti

Si prevede che TSMC produrrà CoWoS (Chip on Wafer On Substrate) con un ritmo mensile di almeno 45.000 unità e SoIC (Small outline integrated circuit) di circa 6.000 unità fino a raggiungere le 10.000 mensili entro la fine del 2025. Numeri che sembrano impossibili, ma allo stesso tempo naturali da immaginare per un mercato che da tempo ha perso le misure.

Tanti si stanno facendo delle domande, pochi stanno trovando delle risposte e chi le trova non è colui che può prendere decisioni, e non immagina come si potrà riservare la capacità per supportare anche i più piccoli.

Un trend di mercato, quindi, diventa un fenomeno di discriminazione che può imprimere un trend negativo al processo di innovazione. Magari non immediato, ma alla lunga tutti potrebbero pagare caro l’esclusione dei piccoli e sarà troppo tardi. Perché saranno senza mezzi per partecipare alla creazione di nuove tecnologie e nuove opportunità.

I potenziali effetti di “crowding out” sembra impatteranno prima di tutto sulla capacità HBM (High Bandwidth Memory) Un primo effetto che, quando vedremo comparire, sarà un brutto presagio.

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