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IT automation nell’era dell’AI: sfide, opportunità e come evolvere senza rischi



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L’IT automation è un elemento chiave delle architetture tecnologiche complesse. Le aziende puntano a soluzioni evolute, meglio se potenziate dall’AI, ma sono frenate da sistemi datati e dalla resistenza al cambiamento. Diventa essenziale adottare il giusto approccio e affidarsi a partner con solidi elementi differenzianti

Pubblicato il 4 mag 2026


Beta80 Point of View

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L’automazione dell’IT non è una novità. Partendo dalla schedulazione di singoli job fino all’automazione di interi flussi applicativi (workload automation), le aziende cercano da sempre di ridurre l’intervento manuale nella gestione dei sistemi, partendo da quelli mission critical.

Oggi stiamo assistendo a un ulteriore passaggio evolutivo. Gli ambienti IT si estendono infatti tra sistemi on-premise e cloud pubblici e privati, spesso distribuiti su più provider, e questo rende sempre più complessa la gestione dei processi aziendali critici, che per definizione coinvolgono più applicazioni, sistemi e sorgenti dati. Per questo, le piattaforme più evolute (SOAP, Service Orchestration and Automation Platform) non si limitano a eseguire task, ma sono progettate per automatizzare e coordinare l’esecuzione di processi di business, task IT e workflow in modo totalmente integrato. Secondo Gartner, il 90% delle aziende che oggi usano soluzioni di workload automation adotterà piattaforme SOAP entro il 2029, spinta dalla necessità di orchestrare workload e pipeline di dati in ambienti ibridi. Il mercato sottostante, di conseguenza, è previsto in forte crescita e, partendo dai 3,8 miliardi di dollari del 2024, dovrebbe raggiungere i 4,9 miliardi nel 2028.

Infine, l’intelligenza artificiale sta iniziando a entrare anche in quest’ambito (AI IT automation), dimostrando di poter esprimere valore persino in un contesto tradizionalmente governato da logiche deterministiche.

Stato dell’arte dell’IT automation nelle aziende e il bisogno di evolvere

Le soluzioni di automazione dell’IT sono una componente mission-critical dei sistemi informativi aziendali. Le organizzazioni sono consapevoli che dall’evoluzione di queste piattaforme, anche verso soluzioni SOAP, dipende una parte rilevante della loro capacità di innovare, della qualità dei servizi erogati e, cosa tutt’altro che secondaria, dell’esperienza dei loro clienti.

È proprio questa centralità a generare resistenza al cambiamento. In molti casi, le piattaforme di automazione in uso sono state implementate anni fa e incorporano logiche applicative sviluppate nel tempo, spesso poco documentate. Intervenire su questi sistemi significa esporsi a un rischio elevato poiché si tratta di toccare flussi che impattano sul business senza avere le competenze necessarie per farlo in assoluta sicurezza.

Questo scenario finisce per generare una forma di lock-in. La progressiva perdita di conoscenza interna, insieme alle logiche applicative incorporate nelle piattaforme, rende complesso intervenire in autonomia e aumenta la dipendenza dai vendor tecnologici, con un impatto diretto sui costi e sulla capacità innovativa dell’azienda.

AI IT automation: il mondo dell’automazione diventa intelligente

Lo sviluppo delle piattaforme che abilitano l’automazione dell’IT non è solo auspicabile, ma sempre più necessario. A spingere in questa direzione sono fattori come la crescente complessità degli ambienti IT, la pressione sui costi (che non vede di buon occhio il lock-in) e, non da ultimo, l’ingresso di nuove tecnologie. Come anticipato, anche qui l’AI sta proponendo dei modelli più dinamici e adattivi.

Flavio Gatti, Line of Business Director, ICT Governance & Operations di Beta 80, spiega che «stiamo iniziando a osservare applicazioni interessanti dell’AI anche in quest’ambito. In particolare, nel troubleshooting e nella remediation, laddove l’AI riduce i tempi di analisi dei problemi e permette di intervenire in modo rapido ed efficace. Attraverso la pattern detection, ovvero la capacità di analizzare lo storico dei flussi e individuare comportamenti anomali, è anche possibile agire prima che nascano criticità vere e proprie».

C’è poi un aspetto molto interessante legato alla conoscenza: l’AI consente infatti di ricostruire relazioni tra flussi diversi e di comprendere logiche applicative stratificate nel tempo. Questo ha un valore straordinario, perché permette alle aziende di recuperare consapevolezza su ciò che hanno costruito negli anni e di migliorare la gestione dei propri ecosistemi digitali.

A queste prime attività si affianca il supporto alla configurazione dei workflow, che permette di superare la logica dei template statici e introduce modalità di definizione più flessibili, nonché un modo nuovo di interagire con i propri sistemi: «L’introduzione di interfacce in linguaggio naturale – prosegue Gatti – permette di interrogare i sistemi, analizzare anomalie e attivare azioni di remediation di base senza dover accedere direttamente a log e a strumenti tecnici complessi. È un passaggio rilevante, perché riduce la dipendenza da competenze altamente specialistiche e rende più veloce la gestione operativa».

Trend chiave: la convergenza tra automation e observability

Un altro trend significativo è la convergenza tra i mondi dell’automazione e dell’observability. Tradizionalmente, infatti, le piattaforme che abilitano l’IT automation hanno sempre operato su un perimetro definito, gestendo l’esecuzione dei flussi e monitorandone lo stato. Tuttavia, ciò che accade all’interno delle applicazioni dipende spesso da fattori esterni, legati all’infrastruttura, ad altre applicazioni o alla rete, cosa che di fatto crea un nuovo gap di conoscenza.

L’integrazione tra automazione e observability consente di colmare questo limite, raccogliendo e correlando dati provenienti da più livelli per offrire una visione end-to-end dei processi e dei servizi digitali.

Il contributo di Beta 80 nell’IT automation moderna

Nel contesto descritto, caratterizzato da piattaforme non sempre allo stato dell’arte, resistenza al cambiamento, nuove opportunità e trend emergenti, quello dell’IT automation si conferma un ambito tanto dinamico quanto complesso. È quindi fondamentale che le aziende affrontino la sua evoluzione con il giusto approccio, per coglierne appieno le opportunità senza esporre il business a rischi non trascurabili.

Qui si inserisce l’esperienza di Beta 80, azienda attiva da oltre trent’anni in questo dominio e osservatrice attenta di tutte le evoluzioni che l’hanno interessato. «Questo lungo percorso – spiega Gatti- ha portato Beta 80 a sviluppare un posizionamento distintivo, basato su un approccio end-to-end che le consente di presidiare ogni aspetto dell’IT automation, oggi potenziato da tecniche di intelligenza artificiale».

Visione strategica e competenze verticali

La prima direttrice è, appunto, quella consulenziale, particolarmente rilevante dato il rischio di lock-in segnalato in apertura. Beta 80 affianca le aziende non solo nel percorso di software selection, ma anche nell’analisi e nell’ottimizzazione dell’esistente, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei flussi e ridurre i costi operativi. In veste consulenziale, l’azienda può porsi come soggetto terzo rispetto a vendor e fornitori di servizi per individuare margini di razionalizzazione spesso non evidenti.

Implementazione di soluzioni scalabili e sicure

Accanto alla consulenza, l’azienda è attiva nella progettazione della soluzione e nella system integration, potendo quindi supportare percorsi di evoluzione e di migrazione verso piattaforme più moderne. Come sottolinea Gatti, «Nel tempo abbiamo sviluppato una metodologia che consente di gestire migrazioni anche molto complesse riducendo al minimo i rischi. L’approccio è quello di individuare ambiti applicativi autoconsistenti, intervenendo per blocchi e anticipando le fasi di test, in modo da verificare che il nuovo sistema produca risultati coerenti con le aspettative. Questo permette di evitare approcci ‘big bang’ e di implementare soluzioni complesse senza downtime».

Servizi gestiti e supporto continuo

A completare il modello c’è infine la componente di gestione, con servizi erogati in modalità continuativa e supporto H24 su ambienti critici. Questo, unito alle competenze trasversali su automazione e observability, consente all’azienda di presidiare in modo completo un ambito sempre più strategico per tutte le imprese.

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