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Colmare lo skill gap

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Colmare lo skill gap

07 Lug 2010

di Riccardo Cervelli

Lo sviluppo di nuove tecnologie basate sulle reti mette alla prova gli skill dei responsabili del networking e delle operazioni It. Uno studio di Forrester mette in luce i gap di competenze che questi professionisti dovrebbero colmare. Le risorse che si occupano di network engineering, le quali si trovano già oggi a implementare piattaforme multiservizi e modulari che richiedono conoscenze a livello applicativo e di collaborazione, nonché delle architetture orientate ai servizi (Soa) e del cloud computing, dovrebbero aumentare la capacità di pianificare reti in grado di fornire nuovi servizi e maggiori prestazioni alle applicazioni. I network architect, alle prese con reti che devono supportare svariati servizi attraverso diversi tipi di connessioni, devono accrescere l’abilità di sviluppare road map tecnologiche che identifichino e quantifichino gli incrementi dell’uso delle reti, i cambiamenti dei requisiti espressi dagli utenti  l’ottimizzazione del network. Dato che la sicurezza ormai riguarda diverse parti di un network, i suoi responsabili devono avere le competenze per poter essere coinvolti in tutti gli stadi del ciclo di vita di progettazione della rete, dal punto di vista architetturale, ingegneristico e operativo. Anche ai responsabili delle operation It verrà sempre più richiesto di contribuire alla gestione del ciclo di vita delle reti. A questo proposito Forrester consiglia caldamente l’approfondimento del framework Itil, che definisce il ciclo di vita dei servizi che girano su network.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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