architetture

Neuromorphic Computing: copiare il cervello per ridurre i consumi



Indirizzo copiato

L’hardware è il “pilastro nascosto” dell’efficienza. Tra consumi energetici insostenibili e limiti delle batterie, Alessandro Milozzi (Neuronova) spiega come i nuovi chip neuromorfici 1.000 volte più efficienti abiliteranno la “Trillion Sensor Economy”

Pubblicato il 13 feb 2026



AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
neuromorphic computing zerouno




Mentre il mondo discute di algoritmi sempre più potenti e modelli linguistici avanzati, c’è un problema strutturale che rischia di frenare la corsa dell’intelligenza artificiale: l’energia. Durante una tavola rotonda ospitata dal Center for Digital Envisioning presso gli Osservatori Digital Innovation Polimi e moderata da Marina Natalucci (Direttore del Center), è emerso come la vera sfida per il futuro non sia solo software, ma fisica. Alessandro Milozzi, CEO e Co-founder di Neuronova, ha portato l’attenzione su quello che definisce «il pilastro nascosto del vero efficientamento dell’AI», ovvero l’hardware, il substrato su cui questi calcoli vengono eseguiti.

Se oggi i Data Center consumano già circa il 2% dell’energia mondiale, la prospettiva di aumentare la capillarità dei sensori e delle applicazioni intelligenti pone un limite insuperabile con le tecnologie attuali. Milozzi è stato chiaro: «in 20 anni non avremo letteralmente abbastanza energia per processare questi dati» se continuiamo con l’approccio centralizzato attuale. La soluzione per una trasformazione digitale sostenibile passa quindi necessariamente per un cambio di paradigma architetturale: il Neuromorphic Computing.

L’alternativa al cloud: perché il futuro è “edge”

Il modello attuale, basato sull’invio continuo di dati al cloud per l’elaborazione, mostra già la corda. Non è solo una questione energetica, ma anche funzionale. Milozzi ha evidenziato come centralizzare i dati significhi «introdurre latenza, dipendenza dalla connettività» e soprattutto esporre gli utenti a «problemi seri di sicurezza e privacy».

La risposta risiede nell’edge AI, ovvero la capacità di portare l’intelligenza direttamente sul dispositivo, lì dove il dato viene generato. Tuttavia, oggi esiste un compromesso (trade-off) doloroso per qualsiasi produttore di hardware: quello tra intelligenza e consumo energetico. «Se vuoi fare innovazione non puoi scendere a compromessi», ha affermato Milozzi, descrivendo la frustrazione quotidiana di dover ricaricare continuamente orologi e telefoni.

Attualmente, dispositivi come i termostati intelligenti non possono “parlare” o interagire in modo complesso perché questo richiederebbe cambi di batteria troppo frequenti, rendendoli poco usabili. È qui che intervengono i nuovi substrati hardware sviluppati da realtà come Neuronova: chip capaci di abilitare l’intelligenza “always-on” (sempre accesa) con un consumo «di 1000 volte più basso rispetto alle altre piattaforme».

Verso la Trillion Sensor Economy: sostenibilità e nuove interazioni

L’impatto del Neuromorphic Computing va oltre la durata della batteria dello smartphone; abilita scenari economici e sociali completamente nuovi. Milozzi ha citato la “Trillion Sensor Economy”, un futuro in cui miliardi di sensori monitoreranno ogni aspetto della realtà. Ma c’è un problema di sostenibilità enorme: «non possiamo smaltire trillion battery».

L’adozione di chip a bassissimo consumo permetterebbe di avere nodi IoT capaci di funzionare «anche senza batteria», riducendo drasticamente i rifiuti energetici e le spese operative di manutenzione. Questo salto tecnologico permetterebbe di integrare l’AI ovunque, persino «nei vestiti per il monitoraggio della salute», rendendo la tecnologia invisibile e pervasiva.

La tecnologia diventa più umana proprio grazie all’efficienza hardware. L’obiettivo è smettere di essere schiavi degli schermi: «Immagino già di salire in metro e non trovare le persone con la testa china sullo schermo dello smartphone», spiega Milozzi. Grazie all’integrazione dell’AI direttamente nei dispositivi (come occhiali o auricolari) senza il vincolo della batteria, potremo interagire attraverso la voce e in modi più naturali, realizzando il sogno di una tecnologia che «semplifica la vita delle persone» invece di dominarla.

Partecipa alla community

guest
0 Commenti
Più recenti Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

DATA CENTER HUB

Tutti
FILIERA DATA CENTER
GUIDE
RICERCHE
APPROFONDIMENTI
Leggi l'articolo Dallo staffaggio alla protezione antincendio: l’offerta Hilti per i data center
l'identikit
Dallo staffaggio alla protezione antincendio: l’offerta Hilti per i data center
Leggi l'articolo Come HiRef ottimizza il raffreddamento e l’efficienza energetica dei data center
l'identikit
Come HiRef ottimizza il raffreddamento e l’efficienza energetica dei data center
Leggi l'articolo Data center in Italia: come cambia l’ecosistema della filiera
VADEMECUM
Data center in Italia: come cambia l’ecosistema della filiera
Leggi l'articolo La corsa all’AI fa esplodere la domanda energetica dei data center
Lo studio
La corsa all’AI fa esplodere la domanda energetica dei data center
Leggi l'articolo Dal data center all’AI factory: cosa serve sapere prima di investire
Vademecum
Dal data center all’AI factory: cosa serve sapere prima di investire
Leggi l'articolo Consumi AI data center: ABB scommette sulla corrente continua
Energy efficiency
Consumi AI data center: ABB scommette sulla corrente continua
Leggi l'articolo Data center, cresce l’appeal del mercato italiano per i capitali
L'analisi
Data center, cresce l’appeal del mercato italiano per i capitali
Leggi l'articolo Data center “lights-out”: quanto manca all’infrastruttura autonoma
vademecum
Data center “lights-out”: quanto manca all’infrastruttura autonoma
Leggi l'articolo Etichetta UE per i data center: più trasparenza sui consumi
L'approfondimento
Etichetta UE per i data center: più trasparenza sui consumi
Leggi l'articolo Data center, Becker: “La sovranità digitale passa dalla dimensione regionale”
L'intervista
Data center, Becker: “La sovranità digitale passa dalla dimensione regionale”
Leggi l'articolo Dallo staffaggio alla protezione antincendio: l’offerta Hilti per i data center
l'identikit
Dallo staffaggio alla protezione antincendio: l’offerta Hilti per i data center
Leggi l'articolo Come HiRef ottimizza il raffreddamento e l’efficienza energetica dei data center
l'identikit
Come HiRef ottimizza il raffreddamento e l’efficienza energetica dei data center
Leggi l'articolo Data center in Italia: come cambia l’ecosistema della filiera
VADEMECUM
Data center in Italia: come cambia l’ecosistema della filiera
Leggi l'articolo La corsa all’AI fa esplodere la domanda energetica dei data center
Lo studio
La corsa all’AI fa esplodere la domanda energetica dei data center
Leggi l'articolo Dal data center all’AI factory: cosa serve sapere prima di investire
Vademecum
Dal data center all’AI factory: cosa serve sapere prima di investire
Leggi l'articolo Consumi AI data center: ABB scommette sulla corrente continua
Energy efficiency
Consumi AI data center: ABB scommette sulla corrente continua
Leggi l'articolo Data center, cresce l’appeal del mercato italiano per i capitali
L'analisi
Data center, cresce l’appeal del mercato italiano per i capitali
Leggi l'articolo Data center “lights-out”: quanto manca all’infrastruttura autonoma
vademecum
Data center “lights-out”: quanto manca all’infrastruttura autonoma
Leggi l'articolo Etichetta UE per i data center: più trasparenza sui consumi
L'approfondimento
Etichetta UE per i data center: più trasparenza sui consumi
Leggi l'articolo Data center, Becker: “La sovranità digitale passa dalla dimensione regionale”
L'intervista
Data center, Becker: “La sovranità digitale passa dalla dimensione regionale”

Articoli correlati