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Gestionale su misura per le Tlc: cosa succede dopo il go-live



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A un anno dall’introduzione operativa del progetto LEvoluzione, Legise racconta come una piattaforma gestionale nata per integrare i processi interni sia diventata uno strumento di miglioramento continuo, alimentato dall’uso quotidiano, dai dati e dal contributo delle persone

Pubblicato il 24 giu 2026


Le.Gi.Se Point of View

Gestionale su misura per le Tlc
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La trasformazione digitale delle imprese non si misura solo nel momento in cui una piattaforma viene rilasciata. Il vero banco di prova arriva dopo, quando il software entra nei processi quotidiani, incontra le abitudini di lavoro, raccoglie nuove esigenze e deve dimostrare di saper reggere la complessità operativa dell’organizzazione.

Per le aziende che operano nelle telecomunicazioni, questo passaggio è particolarmente delicato. Cantieri distribuiti, personale sul campo, documenti, mezzi aziendali, materiali, scadenze e flussi amministrativi richiedono strumenti capaci di tenere insieme attività molto diverse. In assenza di integrazione, il rischio è noto: informazioni disperse, file non allineati, duplicazioni, scarsa visibilità sui dati e tempi più lunghi per prendere decisioni.

I dati più recenti confermano che il tema riguarda ormai una parte ampia del tessuto produttivo. Secondo il rapporto Istat “Imprese e ICT 2025”, l’utilizzo di software gestionali nelle imprese italiane con almeno 10 addetti ha raggiunto il 56%, con una crescita di circa sette punti rispetto al 2023. Nello stesso periodo, le aziende che svolgono analisi dei dati sono passate dal 26,6% al 42,7%, mentre il cloud di livello intermedio o avanzato è arrivato al 68,1%. La direzione è chiara: le imprese stanno digitalizzando sempre più attività interne. Ma il punto decisivo non è solo adottare un gestionale. È capire se quel gestionale riesce a diventare uno strumento vivo, usato dalle persone, aggiornato sui processi reali e capace di produrre informazioni affidabili.

Anche Eurostat, nella pubblicazione Digitalisation in Europe 2025, collega la competitività delle imprese alla capacità di integrare tecnologie digitali nei processi. L’obiettivo europeo del Decennio Digitale prevede che oltre il 90% delle Pmi raggiunga entro il 2030 almeno un livello base di intensità digitale. Nel 2024 la media europea era al 73% per le Pmi. Il divario da colmare resta quindi significativo, soprattutto quando la digitalizzazione deve tradursi in organizzazione, tracciabilità e capacità decisionale.

È dentro questa traiettoria che si colloca il percorso di Legise, azienda lombarda attiva nei servizi per le telecomunicazioni. A maggio 2025 l’azienda aveva raccontato la nascita di un gestionale su misura per le Tlc, sviluppato nell’ambito del progetto LEvoluzione e finanziato dal bando Ricerca&Innova di Regione Lombardia, nel quadro del PR FESR 2021-2027. Ora Legise fa il punto dei traguardi raggiunti.

Oltre la tecnologia: l’importanza di un gestionale su misura per le Tlc

Il progetto, dal titolo “LEvoluzione – Le.Gi.Se. in evoluzione attraverso lo sviluppo di un sistema di integrazione dei servizi e dei processi per il controllo e coordinamento delle attività lavorative in sede e in cantiere”, nasceva da un’esigenza concreta: superare strumenti frammentati e costruire una piattaforma capace di integrare processi operativi, amministrativi e informativi.

A distanza di un anno dall’introduzione operativa, il racconto cambia prospettiva. Non riguarda più solo la realizzazione dello strumento, ma ciò che è accaduto dopo il go-live. “Il vero banco di prova non è stato il rilascio della piattaforma, ma il modo in cui il sistema ha iniziato a vivere dentro l’azienda”, spiega Emanuele Loda, Amministratore Unico di Legise. “A un anno dall’introduzione operativa possiamo guardare al progetto con una prospettiva diversa: non quella di chi ha completato un percorso, ma di chi ne vede ogni giorno gli effetti concreti”. 

Dal rilascio all’adozione: quando il gestionale entra nei processi

Nella fase iniziale, l’obiettivo di LEvoluzione era realizzare uno strumento capace di integrare e semplificare i processi aziendali. Il primo anno di utilizzo ha però messo in evidenza un aspetto ulteriore: la capacità della piattaforma di adattarsi alle persone, ai cambiamenti organizzativi e alle esigenze operative emerse sul campo.

Questo passaggio è centrale per leggere l’evoluzione del progetto. Un gestionale su misura per le Tlc non può limitarsi a replicare procedure esistenti in formato digitale: deve assorbire la complessità dei processi, renderla più governabile e permettere all’organizzazione di correggere il tiro sulla base dell’esperienza.

Nel caso di Legise, l’evoluzione è stata guidata anche dal confronto con gli utilizzatori. Tecnici, operatori e personale amministrativo hanno segnalato bisogni, criticità e possibili miglioramenti. Da questo lavoro quotidiano sono nate nuove funzionalità e ottimizzazioni che hanno modificato progressivamente la configurazione iniziale del sistema.

“Le esigenze raccolte da chi utilizza la piattaforma ogni giorno hanno generato nuove funzionalità e miglioramenti”, prosegue Emanuele Loda. “Di conseguenza il sistema è cambiato rispetto alla sua configurazione iniziale, perché ha seguito più da vicino il lavoro reale, sia negli uffici sia nei cantieri”. 

Tra gli sviluppi più rilevanti ci sono la creazione di un calendario condiviso e l’introduzione della documentazione allegata ai veicoli aziendali, con scadenze e validità riportate direttamente nel calendario. Una funzione nata da esigenze operative precise, che ha esteso il valore dello scadenziario oltre l’ambito inizialmente previsto.

Lo scadenziario, infatti, era stato pensato in origine per la gestione dei documenti dei dipendenti. L’uso quotidiano ha mostrato che lo stesso modello poteva essere applicato anche alla flotta aziendale, diventando utile per monitorare documenti dei mezzi, revisioni, validità e adempimenti collegati.

L’innovazione guidata dagli utilizzatori

Uno degli aspetti più significativi emersi nel primo anno riguarda il ruolo delle persone. L’innovazione non è avanzata solo per effetto della tecnologia, ma attraverso il contributo diretto di chi lavora sui processi. Questa dinamica distingue i progetti realmente adottati da quelli che restano confinati alla dimensione tecnica. Quando gli utilizzatori partecipano all’evoluzione dello strumento, infatti, il software smette di essere percepito come un vincolo esterno e diventa parte dell’organizzazione.

Nel progetto Legise, il feedback degli utenti ha permesso di limare dettagli non previsti nella fase iniziale. Alcuni flussi ipotizzati in fase progettuale sono stati rivisti, mentre nuove funzionalità sono state costruite per rispondere meglio alle necessità emerse nell’uso.

“Il contributo delle persone è stato decisivo”, sottolinea Emanuele Loda. “Molti dettagli non potevano essere previsti prima. Sono emersi lavorando, ascoltando chi usa il sistema e osservando dove i processi avevano bisogno di maggiore semplicità, controllo o coordinamento”. 

Il risultato è una piattaforma più aderente alla realtà aziendale. Non solo più raffinata sul piano tecnico, ma più vicina alle modalità con cui le attività vengono pianificate, svolte, documentate e controllate. In un settore come quello delle telecomunicazioni, questo aspetto pesa molto. La distanza tra ufficio e cantiere, tra pianificazione e operatività, tra documenti amministrativi e attività sul campo può generare inefficienze difficili da intercettare. Un sistema integrato permette invece di costruire una base informativa comune, utile sia agli operatori sia alle funzioni di sede.

Dai dati operativi a un patrimonio aziendale

Con il passare dei mesi, il gestionale è diventato parte integrante dell’organizzazione. Le informazioni raccolte e strutturate nel tempo hanno creato un patrimonio di dati e conoscenze che oggi supporta attività quotidiane, pianificazione e decisioni.

Questo punto è coerente con l’evoluzione più ampia del mercato. La crescita dell’analisi dei dati rilevata da Istat segnala infatti che le imprese non stanno usando il digitale solo per archiviare informazioni, ma per leggerle e trasformarle in supporto operativo. Per una PMI, però, questo salto richiede ordine nei dati di partenza, processi chiari e strumenti comprensibili per chi li utilizza.

Nel caso in oggetto, il gestionale ha permesso di consolidare informazioni prima distribuite tra strumenti diversi. La documentazione, le scadenze, le attività, i mezzi e i flussi collegati ai cantieri sono entrati in un ambiente più controllato, con una maggiore capacità di tracciamento. “Nel tempo il sistema ha generato un patrimonio informativo che oggi ci aiuta a lavorare meglio”, afferma Emanuele Loda. “Le informazioni non servono solo a registrare ciò che è stato fatto. Servono a pianificare, a intervenire più rapidamente e a capire dove migliorare”. 

La piattaforma ha mostrato anche una flessibilità superiore a quella prevista inizialmente. Funzionalità pensate per processi specifici si sono rivelate utili in altri ambiti. È il caso, ad esempio, del già citato scadenziario, esteso dalla documentazione dei dipendenti alla gestione dei veicoli aziendali. Questa capacità di riuso è un elemento importante nei progetti digitali delle Pmi: una piattaforma modulare può infatti crescere gradualmente, senza imporre trasformazioni troppo rigide. Può adattarsi ai processi reali e aprire nuovi percorsi di integrazione.

Un modello che supera i confini iniziali

Uno dei risultati più interessanti del primo anno riguarda la capacità del progetto di andare oltre gli obiettivi per cui era stato concepito. La struttura modulare e la logica di integrazione sviluppate durante LEvoluzione hanno mostrato di poter essere applicate anche a processi differenti, mantenendo fermi alcuni principi: controllo, tracciabilità, coordinamento e condivisione delle informazioni.

Questo ha trasformato il gestionale in una piattaforma evolutiva. Non un software chiuso, costruito per rispondere a una sola esigenza, ma una base sulla quale innestare ulteriori sviluppi. Di recente, ad esempio, Legise ha integrato i propri sistemi con una piattaforma esterna di automazione dei flussi comunicativi. L’obiettivo è rendere più efficiente lo scambio di informazioni operative da e verso i committenti, avvicinando i tempi di comunicazione alle esigenze reali dei cantieri e delle attività gestite.

È un’evoluzione coerente con la natura del progetto. Nelle telecomunicazioni, la qualità del coordinamento dipende anche dalla tempestività delle informazioni. E ridurre i passaggi manuali e migliorare la circolazione dei dati può incidere direttamente sull’efficienza dei processi.

Il valore del miglioramento continuo

L’esperienza del primo anno conferma una lezione ormai ricorrente nei progetti di trasformazione digitale: l’innovazione non coincide con la chiusura di un progetto. Richiede ascolto, adattamento e miglioramento continuo.

Per Legise, LEvoluzione continua ancora oggi il proprio percorso di crescita. La piattaforma viene alimentata dall’esperienza quotidiana delle persone che la utilizzano e dalla volontà dell’azienda di investire in strumenti capaci di supportare il lavoro, migliorare l’organizzazione e affrontare con maggiore consapevolezza le sfide future.

Il caso mostra anche il valore dei progetti costruiti a partire dai processi reali. Il digitale funziona quando riesce a entrare nelle pieghe dell’operatività, senza limitarsi a sovrapporre un nuovo strumento a procedure esistenti. Nel settore Tlc, dove la gestione dei cantieri, delle squadre, dei mezzi e dei documenti richiede continuità informativa, questo approccio può fare la differenza.

A un anno dal go-live, dunque, il risultato più significativo non è soltanto la tecnologia realizzata: è la capacità di trasformare un progetto finanziato e sviluppato su misura in una pratica organizzativa condivisa. Una piattaforma che cresce con l’azienda, raccoglie feedback, estende le proprie funzioni e diventa parte del modo in cui il lavoro viene gestito ogni giorno. Per molte PMI, la sfida della digitalizzazione passa proprio da qui: costruire strumenti che non restino fermi alla fase di rilascio, ma continuino a produrre valore quando entrano davvero nei processi.

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