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Asset Management, come trasformarlo in una leva di crescita aziendale



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Nato per rispondere a specifiche esigenze operative, l’enterprise asset management è diventato sempre più una leva strategica in grado di condizionare la competitività e la crescita aziendale. Scopriamo perché e quali sono gli approcci e le possibili soluzioni 

Pubblicato il 27 mar 2026


IBM Point of View

Asset Management

La gestione degli asset è sempre più leva di competitività e di business per le aziende: non a caso, si prevede che il mercato dell’Enterprise Asset Management (EAM) crescerà da 6.7 miliardi di dollari nel 2025 a 7.4 miliardi nel 2026, raggiungendo i 12 miliardi entro il 2031 (CAGR: 10.3%).

Tutte le organizzazioni strutturate, infatti, dispongono di una quantità elevata ed eterogenea di asset, la cui gestione è fondamentale per sostenere il business e garantire continuità operativa. La natura di questi asset può variare profondamente, estendendosi dagli immobili agli impianti produttivi, fino alle attrezzature specialistiche, ma l’esigenza di base è comune: gestirne al meglio il ciclo di vita e manutenerli in modo efficace, assicurando che contribuiscano alle performance aziendali.

Gestione degli asset: l’approccio tradizionale non è più sufficiente

Se gestire gli asset è imprescindibile per qualsiasi organizzazione, a fare la differenza è l’approccio.

Molte aziende, infatti, continuano ad adottare un approccio reattivo alla gestione degli asset. Tutto ciòmette il business a serio rischio, ancor più nelle grandi organizzazioni che operano in settori ad alta intensità di asset. 

Inoltre, in molte realtà, questo tema si è sviluppato nel tempo senza una visione strategica alle spalle. Le aziende hanno sempre gestito i propri asset, ma lo hanno fatto in modo frammentato, rispondendo di volta in volta alle esigenze del momento: la manutenzione teneva i registri degli interventi su semplici fogli Excel o database creati ad hoc, gli acquisti gestivano i contratti su sistemi separati, le operations pianificavano la produzione senza sapere in tempo reale quale macchinario fosse fermo per manutenzione.

Questo approccio, evidentemente, non è più proponibile per le organizzazioni che vogliono guardare al futuro governandone le direttrici. Con la crescita in dimensioni, complessità e dispersione geografica delle imprese, infatti, il costo nascosto della frammentazione diventa intollerabile: si compra un nuovo macchinario senza sapere che quello esistente è sottoutilizzato in un altro stabilimento; si perdono garanzie perché nessun sistema traccia le scadenze; si interviene a guasto avvenuto perché non c’è visibilità sufficiente per anticipare i problemi.

Le informazioni esistono, ma sono disperse, e un dato che non si connette agli altri non orienta nessuna decisione strategica, come quando sostituire un asset o se dismettere un impianto che erode margine.

La soluzione è rimodellare le strategie dell’intero ciclo di vita degli asset aziendali adottando un approccio proattivo che permetta di soddisfare la crescente esigenza di manutenzione, l’integrazione dell’AI con l’IoT industriale e i requisiti di performance, sempre più stringenti, legati ai criteri ESG.

Enterprise Asset Management: un tema strategico prima che tecnologico

A partire dai limiti dell’approccio tradizionale, si è progressivamente affermata una prospettiva più ampia, sistemica e strutturata alla gestione degli asset aziendali.

Secondo gli analisti, questa evoluzione è guidata dalla capacità delle piattaforme di incidere su aspetti chiave come l’ottimizzazione dei costi e del cash flow, l’estensione del ciclo di vita degli asset e l’efficienza operativa. A questi si aggiunge un ruolo sempre più trainante dell’innovazione, che si manifesta in un insieme di fattori che vanno dagli analytics avanzati fino al monitoraggio in tempo reale abilitato dall’IoT e alle capacità predittive dell’AI. 

Il vero cambiamento portato dall’EAM, però, va al di là della singola tecnologia o beneficio. L’Enterprise Asset Management introduce infatti un approccio sistemico in cui la gestione degli asset diventa il punto di partenza per migliorare il funzionamento e le performance complessive dell’organizzazione. 

È ciò che accade, ad esempio, quando un’organizzazione parte dal censimento e dalla messa in ordine del proprio patrimonio immobiliare: nel momento in cui i dati diventano centralizzati, affidabili e condivisi, non diminuiscono solo i costi delle manutenzioni e migliora la gestione operativa degli immobili, ma anche la capacità di prendere decisioni di più ampio spettro come eventuali dismissioni, cambi di destinazione, priorità di assegnazione o aumento/riduzione dei canoni.

Allo stesso modo, in un contesto industriale, l’ottimizzazione dello stato dei macchinari non si esaurisce in una maggiore efficienza tecnica, ma impatta sull’affidabilità della pianificazione produttiva e sulla qualità del prodotto finale, sulla capacità di rispettare tempi e costi di produzione e rafforzare il legame di fiducia col cliente.

Avere il pieno controllo sugli asset lungo tutto il loro ciclo di vita significa, in ultima analisi, poter trasformare dati tecnici in leve strategiche: dalla riduzione dei rischi operativi alla possibilità di simulare scenari di crescita basati sulla reale capacità e resilienza delle proprie infrastrutture.

Il valore passa dalla scelta della piattaforma giusta

Rendere l’asset management una leva strategica non è solo una questione di approccio: servono strumenti in grado di abilitarlo e sostenerlo nel tempo. La scelta della soluzione EAM è dunque un passaggio chiave, perché non tutte le piattaforme sono progettate per abilitare una gestione realmente sistemica e integrata.

In concreto, una soluzione efficace dovrebbe:

  • centralizzare tutte le informazioni sugli asset, lungo l’intero ciclo di vita, creando una base dati unica e affidabile; 
  • abilitare il monitoraggio in tempo reale (o near real-time) di ampi portafogli di asset; 
  • integrare processi diversi, superando silos organizzativi; 
  • offrire flessibilità e capacità di personalizzazione per rispondere a contesti organizzativi complessi e in evoluzione; 
  • analizzare i dati per favorire il decision making

Una piattaforma in grado di abilitare l’asset lifecycle management è IBM Maximo, una soluzione integrata, modulare e personalizzabile che centralizza la gestione del ciclo di vita degli asset in un unico hub operativo. Grazie alla sua estensione funzionale e al supporto di tecnologie innovative come AI, IoT e predictive analytics, la piattaforma non solo permette di ottimizzare l’affidabilità delle infrastrutture critiche, ma anche di trasformare dati in insight per supportare scelte operative e strategiche, con un impatto sulla competitività della struttura.

Enterprise asset management: dai benefici operativi al valore strategico

Adottare una soluzione EAM significa, per prima cosa, poter contare su una base dati unica e affidabile relativa ai propri asset. I benefici più immediati sono noti: maggiore controllo su tutte le fasi del loro ciclo di vita, riduzione dei costi operativi, interventi di manutenzione proattivi (anziché necessariamente reattivi) e meno imprevisti. A questo si aggiunge una visibilità completa, che consente di ottimizzare risorse e attività di tutti i giorni.

È analizzando i casi concreti, tuttavia, che queste piattaforme mostrano davvero il loro potenziale e i benefici che possono generare per l’intera organizzazione. Casi che, peraltro, sono numerosi proprio perché il concetto di asset è estremamente ampio e può includere realtà molto diverse tra loro, dai macchinari industriali alle infrastrutture IT, fino a impianti e reti distribuite sul territorio.

Osservando le implementazioni di successo di IBM Maximo in Italia, emerge come l’adozione di un approccio strutturato all’asset management possa generare benefici che vanno oltre l’efficienza operativa. È il caso del Comune di Palermo, che ha scelto di avvalersi della piattaforma per migliorare la gestione del proprio patrimonio immobiliare, ottenendo una maggiore precisione nella pianificazione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, la semplificazione del passaggio alla contabilità economico-patrimoniale (accrual) e un miglioramento significativo nei processi di assegnazione degli immobili.

Parimenti emblematico è il caso di AMG Energia, dove IBM Maximo è stato introdotto per migliorare la gestione delle cabine elettriche e degli interventi sul campo. Da qui si è innescato un percorso che ha progressivamente coinvolto tutta l’organizzazione: oggi, documenti, flussi operativi e decisioni strategiche convergono in un unico sistema, creando le basi per evoluzioni come analytics avanzati e intelligenza artificiale.

Uno dei messaggi chiave emersi da entrambi i suddetti casi di successo è che non è necessario operare fin da subito sull’intera catena di processo che sottende l’organizzazione: è invece possibile, e persino auspicabile, iniziare a ottimizzarne piccole parti, estendendo progressivamente il processo a tutte le componenti. Ciò avviene con estrema naturalezza sposando la vision IBM e la soluzione Maximo, ideata e progettata proprio per favorire con semplicità la scalabilità di progetti di asset management ad alta complessità.

Asset management strategico: appuntamento al webinar del 31 marzo

Tutti i temi affrontati in questo articolo (e non solo) saranno approfonditi in un webinar a partecipazione gratuita in programma il 31 marzo 2026, dedicato alle nuove sfide della gestione degli asset e alle possibili soluzioni strategiche e tecnologiche.

Durante l’incontro, verrà illustrato come evolvere da una gestione reattiva tradizionale a un approccio proattivo e strategico all’asset management e quali caratteristiche devono avere le piattaforme che abilitano questa trasformazione.

Ampio spazio verrà dedicato a esperienze e casi d’uso reali per capire in che modo soluzioni come IBM Maximo possano incidere su processi, efficienza e capacità decisionale.

Per scoprire di più sui contenuti del webinar e confermare la propria partecipazione, questa è la pagina dedicata all’evento. 

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