Il dibattito sulla sovranità digitale ha subito negli ultimi anni una mutazione profonda, spostandosi da una questione prettamente tecnica a una necessità strategica che investe la capacità di un intero Paese di governare i propri asset economici.
Nel corso del convegno “Sovranità digitale: Italia ed Europa a prova di futuro”, l’intervento di Alessio Branchesi, Country Manager di Everpure (ex Pure Storage), ha evidenziato come il focus si sia evoluto: non si tratta più soltanto di stabilire dove risiedano fisicamente le informazioni, ma di garantire alle istituzioni e alle imprese il pieno controllo, la resilienza e la conformità normativa senza però soffocare l’innovazione.
Indice degli argomenti
L’evoluzione del dato: da asset statico a cuore pulsante
Per molto tempo, la discussione sulla protezione dei dati si è limitata alla scelta del luogo fisico di archiviazione. Oggi, secondo l’analisi di Everpure, questa visione è diventata parziale. La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e l’irruzione dell’intelligenza artificiale hanno accelerato la necessità di infrastrutture capaci di gestire volumi di dati senza precedenti in settori critici come la sanità, la finanza, le utilities e il manifatturiero. Questi comparti stanno diventando sempre più dipendenti dalle informazioni in tempo reale, rendendo il dato l’asset più strategico dell’economia moderna.
La sovranità digitale deve garantire che le aziende non perdano mai il potere decisionale su come questi dati vengono utilizzati e trasformati. «Accettare passivamente tecnologie che non offrono garanzie di controllo significa ipotecare il futuro competitivo del sistema Paese», spiega Branchesi.
La sfida tecnologica per uno storage vendor non è quindi solo fornire “spazio”, ma offrire una profondità di gestione che permetta di mantenere l’integrità e la disponibilità del patrimonio informativo anche a fronte di mutamenti geopolitici o attacchi informatici su larga scala.
Architetture aperte e multicloud: la libertà di movimento come forma di controllo
Una delle scelte strategiche fondamentali identificate da Everpure per costruire una vera sovranità risiede nell’adozione di architetture aperte e modelli multicloud. La possibilità di spostare i carichi di lavoro in base alle mutevoli esigenze operative o normative è una condizione essenziale per evitare forme di dipendenza tecnologica. Un’azienda sovrana deve poter scegliere liberamente tra cloud pubblici, cloud nazionali o data center privati, mantenendo sempre la governance sotto un “cappello” giuridico e operativo coerente con i valori europei e italiani.
Questo approccio garantisce la portabilità dei dati, impedendo che un’organizzazione resti intrappolata nelle scelte di un singolo fornitore. Per Everpure, la flessibilità dell’infrastruttura è sinonimo di sicurezza: poter ridislocare le risorse critiche in modo dinamico permette di rispondere con agilità a nuove normative o a crisi di disponibilità dei servizi.
La governance del dato, dunque, non è un concetto statico legato a un server specifico, ma un processo fluido che accompagna l’informazione ovunque essa si trovi, assicurando che il controllo resti sempre saldamente nelle mani del proprietario dell’asset.
La separazione tra infrastruttura e giurisdizione: il superamento dei confini fisici
Un punto di rottura rispetto al passato riguarda la consapevolezza che la sola presenza fisica dei dati sul territorio nazionale non sia più una garanzia di protezione assoluta. Everpure invita a riflettere sulla necessità di separare l’infrastruttura dalla giurisdizione. L’esistenza di normative internazionali come il Cloud Act americano dimostra che le autorità straniere possono rivendicare l’accesso ai dati basandosi sulla nazionalità del provider, indipendentemente dal luogo in cui i server sono installati.
Per questa ragione, è importante puntare su infrastrutture che non siano solo “locali”, ma che rispondano a requisiti di autonomia giuridica e operativa. Solo attraverso una chiara demarcazione dei perimetri giurisdizionali è possibile offrire alle istituzioni la certezza che i dati sensibili e critici per la sicurezza dello Stato siano protetti da interferenze esterne, garantendo al contempo la piena trasparenza dei processi di accesso.
Governance e trasformazione: costruire piattaforme di valore per il futuro
L’obiettivo finale della sovranità digitale, secondo la visione di Everpure, non deve essere la semplice conservazione difensiva, ma la creazione di piattaforme in cui il dato viene governato e trasformato in valore reale. Le nuove normative europee stanno cambiando radicalmente l’approccio delle imprese: la domanda non è più solo “dove”, ma “con quali regole e con quale livello di controllo” l’informazione viene trattata.













