Pure Storage cambia nome e diventa Everpure. Il rebranding, annunciato il 24 febbraio da Santa Clara, accompagna una fase di evoluzione strategica che punta ad ampliare il perimetro dall’all-flash storage alla gestione completa dei dati.
Contestualmente, l’azienda ha comunicato di aver firmato un accordo definitivo per l’acquisizione di 1touch, realtà specializzata in data intelligence e orchestrazione.
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Dallo storage al dato
Il nuovo nome intende riflettere un percorso avviato da tempo. «Everpure riflette l’azienda che siamo diventati, mentre aiutiamo le imprese a liberare il pieno potenziale dei propri dati. Racchiude la forza della nostra architettura Enterprise Data Cloud e l’adattabilità di Evergreen, rafforzando ciò che da sempre ci distingue nel ridefinire mercati chiave», ha dichiarato Charles Giancarlo, CEO di Everpure. «Con 1touch compiamo un ulteriore passo avanti nell’aiutare le imprese non solo a controllare la loro risorsa più preziosa – i dati – ma anche a comprenderli, valorizzarli e contestualizzarli per ottenere insight utilizzabili».
Il gruppo continuerà a essere quotato al Nyse con il ticker PSTG a partire dal 5 marzo 2026. L’operazione di acquisizione, i cui termini finanziari non sono stati resi noti, è soggetta alle consuete condizioni di closing e dovrebbe concludersi nel secondo trimestre dell’anno fiscale 2027.
Enterprise Data Cloud e piattaforma unificata
Alla base della strategia c’è l’architettura Enterprise Data Cloud (EDC), alimentata dalla Everpure Platform. L’obiettivo è trasformare lo storage in un cloud di dati unificato e virtualizzato, governato da un piano di controllo intelligente che gestisce i dataset a livello globale tramite policy, riducendo la complessità operativa.
Nel comunicato l’azienda collega esplicitamente questa evoluzione alla diffusione dell’AI nei processi aziendali. Le organizzazioni devono fare i conti con silos informativi, processi manuali e architetture rigide che rendono più difficile scalare casi d’uso di intelligenza artificiale. La capacità di rendere i dati gestibili, protetti e immediatamente disponibili diventa parte integrante della strategia IT.
L’acquisizione di 1touch: dal controllo dei dataset alla comprensione dei dati
L’integrazione di 1touch amplia la roadmap sul fronte data management con funzionalità di data discovery e contesto semantico. La tecnologia di 1touch consente di rilevare, classificare e contestualizzare i dati su ambienti eterogenei, dal SaaS all’edge, con l’obiettivo di renderli pronti per iniziative AI fin dall’origine.
«I dati sono il motore dell’era dell’AI, ma senza controlli adeguati e un contesto semantico rimangono una risorsa non pienamente utilizzata», ha dichiarato Ashish Gupta, CEO e President di 1touch. «Unendo le forze con Everpure possiamo eliminare le barriere che hanno impedito alle imprese di ottenere un reale ritorno sugli investimenti nei dati».
Il commento degli analisti
Il cambio di nome è stato oggetto di un’analisi dedicata da parte di Moor Insights & Strategy, che descrive l’evoluzione dell’azienda come il passaggio da specialista dell’all-flash storage a innovatore di piattaforme dati.
Secondo il report, la transizione da Pure Storage a Everpure non è un’operazione di facciata: riflette un’evoluzione pluriennale dallo storage management alla gestione integrata di storage e dati. Non si tratta – scrivono gli analisti – di un esercizio di rebranding fine a sé stesso, né di un abbandono dello storage, né di un tentativo di riposizionarsi come generico fornitore di piattaforme AI.
Nel report si evidenzia la continuità architetturale come elemento chiave: il Dna storage resta il fondamento su cui costruire i servizi di livello superiore. L’evoluzione segue una progressione precisa: dallo storage management al dataset management fino al full data management, includendo governance, orchestrazione, gestione del ciclo di vita e comprensione del dato nel suo contesto di business.
Secondo Moor Insights, nelle iniziative di AI il vero vincolo non è più l’accesso ai modelli, ma la disponibilità di dati puliti, contestualizzati, governati e continuamente accessibili. La qualità del dato e la gestione del suo ciclo di vita diventano fattori determinanti per scalare i progetti oltre la fase sperimentale.













