La crescita dell’intelligenza artificiale non si misura più soltanto in termini di capacità di calcolo. La vera variabile che decide il successo dei progetti è la gestione dei dati. Senza un’infrastruttura capace di supportare il lavoro delle GPU, anche gli investimenti più ingenti rischiano di produrre risultati modesti. È questa la visione portata da Paul Bloch, President e Co-founder di DDN (DataDirect Networks) – società californiana specializzata nelle soluzioni di storage – durante il suo intervento all’evento AI, HPC & QUANTUM – Reshaping the Technology Landscape, promosso da E4 Computer Engineering. Un contesto che il CEO Cosimo Damiano Gianfreda ha definito «un viaggio verso il futuro», sottolineando il valore di HPC, intelligenza artificiale e quantum computing come strumenti per rafforzare l’indipendenza tecnologica europea.
analisi
AI e HPC verso un futuro sempre più convergente
Le competenze maturate nel calcolo ad alte prestazioni offrono gli strumenti necessari per affrontare i workload dell’intelligenza artificiale. Ma se non si dispone di un data storage efficiente, le GPU arrancano. Le considerazioni emerse durante l’evento di E4 Computer Engineering

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