Il quantum computing è spesso descritto come una tecnologia destinata a risolvere problemi che i computer classici non possono affrontare, o almeno non con la stessa rapidità. Un obiettivo, noto come “quantum advantage” che potrebbe influenzare l’industria in una varietà di settori, dalle scienze della vita e sanità, ai servizi finanziari e della difesa. Un percorso, però, tutt’altro che lineare.
Le tecnologie quantistiche sono ancora in una fase embrionale definita Noisy Intermediate-Scale Quantum (NISQ), caratterizzata da hardware e risultati imprecisi con limitazioni strutturali legate all’instabilità dei qubit, che rendono i sistemi suscettibili al rumore e agli errori. Oltre a questo, sono necessari algoritmi e software più sofisticati per sfruttare appieno l’hardware quantistico.
Il futuro della tecnologia dipenderà dalla capacità di combinare il supporto pubblico con l’agilità del settore privato per avere soluzioni applicabili. Ma a che punto siamo?
Analisi
Quantum computing: un futuro in costruzione tra sfide e opportunità. E l’Italia?
Nonostante siano ancora in fase embrionale, le tecnologie quantistiche stanno evolvendo da idea teorica a tecnologia concreta con impatti potenziali su settori come finanza, sanità e sicurezza. Ma restano sfide significative legate a investimenti, frammentazione e sviluppo industriale
Giornalista

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