Lo Spatial computing è una tecnologia che consente ai computer di fondersi con il mondo fisico in modo naturale. Il termine Spatial Computing inizia a essere utilizzato negli anni 80 per descrivere calcoli geospaziali su larga scala, ma è solo nel 2003 che una pubblicazione di Simon Greenwold lo cesella nella declinazione odierna, ossia quella di “interazione umana con una macchina in cui la macchina conserva e manipola riferimenti a oggetti e spazi reali”.
Attualità
Spatial computing: che cos’è e come cambia il modo di lavorare
Lo spatial computing integra il mondo fisico con elementi virtuali tramite tecnologie come AR, VR e MR, trasformando il modo di lavorare. Abilitando nuove forme di interazione e migliorando produttività, comunicazione e formazione, questa tecnologia offre opportunità in settori come manifattura, retail, design, medicina ed educazione. Tuttavia, richiede investimenti iniziali e solleva questioni di privacy e sicurezza dei dati.
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